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Tra Europa e Italia, tre spunti evolutivi per la figura del Data Protection Officer

Tra Europa e Italia, tre spunti evolutivi per la figura del Data Protection Officer

A quattro anni dalla entrata in vigore del Regolamento UE 2016/679 (GDPR), un grande percorso è stato fatto con l’impegno di tutti gli attori dell’ecosistema privacy. I legislatori nazionali sono intervenuti con norme collaterali e/o applicative al GDPR, da ultimo in Italia con le innovazioni del Decreto “Capienze” ( D.L. 139 / 2021 convertito nella L. 205 /2021) per gli aspetti attinenti alla privacy nel comparto della pubblica amministrazione. e altre potranno e saranno emanate in linea con il carattere in progress della privacy anche in relazione all’innovazione tecnologica e delle forme di business.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Digital Services Act, sei mesi di tempo per adeguarsi

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Digital Services Act, sei mesi di tempo per adeguarsi

Dopo l’accordo raggiunto la scorsa primavera tra le istituzioni europee, il Regolamento UE 2022/206 (Digital Services Act) è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’UE del 27 ottobre 2022, con sei mesi di tempo per adeguarsi e sanzioni fino al 10% del fatturato per le organizzazioni rientranti negli obblighi che non rispetteranno le regole.

Anche l’investigatore privato deve rispettare il principio di minimizzazione del GDPR

Anche l’investigatore privato deve rispettare il principio di minimizzazione del GDPR

Come noto i dati personali di natura sensibile possono essere trattati in presenza di idonee basi giuridiche. Inoltre, è dovere del titolare del trattamento omettere informazioni di dettaglio eccedenti la finalità della raccolta.  In questi termini l’Autorità Garante ha ammonito una agenzia di investigazione privata che, incaricata di verificare la correttezza della condotta di una lavoratrice in merito alla fruizione di permessi retribuiti giustificati dalle condizioni di salute della madre, ha riportato nel rapporto investigativo l’indicazione della specifica malattia di cui presumibilmente quest’ultima era affetta.

Data Protection Officer: come evitare il mal di data breach

Data Protection Officer: come evitare il mal di data breach

La gestione di una situazione d’emergenza come un data breach è tutt’altro che semplice per un’organizzazione, ancor più se non ha approntato e diffuso correttamente una procedura a riguardo. La prima misura consiste dunque nel dotarsi di una procedura, ma non è sufficiente: è necessario che il personale che svolge le operazioni di trattamento sia stato adeguatamente sensibilizzato e abbia ricevuto un addestramento a riguardo, al fine di evitare che dalla loro impreparazione possa aggravarsi ancor più l’evento di violazione dei dati personali.

Trattamenti di polizia e illecita diffusione di dati personali

Trattamenti di polizia e illecita diffusione di dati personali

Un recente caso affrontato dall’Autorità Garante ci consente di tornare sui trattamenti c.d. di polizia disciplinati dal D.Lgs 51/2018 che ha recepito la Direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio.

Privacy & condominio: il risarcimento del danno da trattamento illecito di dati personali del condòmino ammette la prova per presunzione

Privacy & condominio: il risarcimento del danno da trattamento illecito di dati personali del condòmino ammette la prova per presunzione

Tutela della riservatezza e adempimenti degli amministratori di condominio rappresentano un binomio ricco di insidie che possono sfociare in una violazione della riservatezza dei condòmini. Lo ha ribadito, ancora una volta, la Suprema Corte con la pronuncia dell’ordinanza n. 29323 del 7 ottobre 2022.  Il ricorso, avente ad oggetto trattamento illecito di dati personali e conseguente richiesta di risarcimento del danno, è stato proposto avverso la pronuncia del Tribunale di Bari (n. 3453/2020 depositata il 11/11/2020).

Il presidente di Federprivacy a Report Rai 3

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