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Regolamento aziendale sull'uso degli strumenti di lavoro e codice disciplinare

Regolamento aziendale sull'uso degli strumenti di lavoro e codice disciplinare

Il proposito di questo articolo è precisare la relazione tra il regolamento interno (aziendale) che abbia ad oggetto l'uso di beni e strumenti di lavoro (ed il controllo a distanza, se del caso), da un lato, e il codice disciplinare, dall'altro. La fissazione da parte datoriale di regole mirate a stabilire limiti e modalità d'uso di beni/strumenti in dotazione ai lavoratori per lo svolgimento delle mansioni è cruciale rispetto agli obiettivi di efficienza e di sicurezza delle attività, ovviamente anche di trattamento dei dati personali.

La richiesta di consensi inutili compromette la compliance al GDPR

La richiesta di consensi inutili compromette la compliance al GDPR

Purtroppo, quella di fare richiesta di consensi privacy superflui o inutili per svolgere delle attività di trattamento di dati personali è una pratica tutt’ora fin troppo diffusa, facendo ricorso a copia-incolla poco o per nulla ragionati. Tutto questo ha però l’effetto di realizzare un duplice impatto negativo nei confronti sia degli interessati sia della capacità dell’organizzazione di essere e dimostrarsi conforme al GDPR.

Uscita la nuova ISO 27001:2022 con gli standard su sicurezza delle informazioni, cybersecurity e privacy

Uscita la nuova ISO 27001:2022 con gli standard su sicurezza delle informazioni, cybersecurity e privacy

Come ampiamente atteso, il 25 ottobre 2022 è uscita la terza edizione della ISO/IEC 27001:2022 “Information security, cybersecurity and privacy protection — Information security management systems — Requirements”; si tratta della norma di riferimento sui Sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni che prevede requisiti e controlli per garantire il rispetto dello standard. In questo articolo si desidera illustrare la struttura della nuova edizione della norma e fornire alcune indicazioni specifiche.

Tra Europa e Italia, tre spunti evolutivi per la figura del Data Protection Officer

Tra Europa e Italia, tre spunti evolutivi per la figura del Data Protection Officer

A quattro anni dalla entrata in vigore del Regolamento UE 2016/679 (GDPR), un grande percorso è stato fatto con l’impegno di tutti gli attori dell’ecosistema privacy. I legislatori nazionali sono intervenuti con norme collaterali e/o applicative al GDPR, da ultimo in Italia con le innovazioni del Decreto “Capienze” ( D.L. 139 / 2021 convertito nella L. 205 /2021) per gli aspetti attinenti alla privacy nel comparto della pubblica amministrazione. e altre potranno e saranno emanate in linea con il carattere in progress della privacy anche in relazione all’innovazione tecnologica e delle forme di business.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Digital Services Act, sei mesi di tempo per adeguarsi

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Digital Services Act, sei mesi di tempo per adeguarsi

Dopo l’accordo raggiunto la scorsa primavera tra le istituzioni europee, il Regolamento UE 2022/206 (Digital Services Act) è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’UE del 27 ottobre 2022, con sei mesi di tempo per adeguarsi e sanzioni fino al 10% del fatturato per le organizzazioni rientranti negli obblighi che non rispetteranno le regole.

Anche l’investigatore privato deve rispettare il principio di minimizzazione del GDPR

Anche l’investigatore privato deve rispettare il principio di minimizzazione del GDPR

Come noto i dati personali di natura sensibile possono essere trattati in presenza di idonee basi giuridiche. Inoltre, è dovere del titolare del trattamento omettere informazioni di dettaglio eccedenti la finalità della raccolta.  In questi termini l’Autorità Garante ha ammonito una agenzia di investigazione privata che, incaricata di verificare la correttezza della condotta di una lavoratrice in merito alla fruizione di permessi retribuiti giustificati dalle condizioni di salute della madre, ha riportato nel rapporto investigativo l’indicazione della specifica malattia di cui presumibilmente quest’ultima era affetta.

Il presidente di Federprivacy al TG1 Rai

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