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Il ruolo del Data Protection Officer nei sistemi di age verification

Il ruolo del Data Protection Officer nei sistemi di age verification

La tematica dell’age verification è quanto mai attuale e promossa anche dalle autorità di controllo europee, sebbene con degli inviti alla prudenza circa l’adozione di tali sistemi. Difatti, è indubbio che internet sia e debba essere un luogo sicuro anche per i minori.

Fra Big Data e ChatGPT: nuovi rischi sulla privacy e nuove responsabilità per i Data Protection Officer

Fra Big Data e ChatGPT: nuovi rischi sulla privacy e nuove responsabilità per i Data Protection Officer

Nel 2008 Chris Anderson, l’allora direttore di Wired, scrisse un articolo intitolato “The End of Theory : The Data Deluge Makes the Scientific Method Obsolete”, che diede luogo a molte discussioni su questa fine, generata dai big data il cui sfruttamento avrebbe consentito di mettere da parte la ricerca basata sul metodo scientifico. La correlazione statistica viene celebrata come specchio della realtà, senza bisogno di alcun tipo di mediazione teorico-interpretativa per leggere i dati. Insomma: la morte della teoria, dell'interpretazione.

Le richieste di accesso all’amministratore di condominio e la valutazione sul bilanciamento degli interessi

Le richieste di accesso all’amministratore di condominio e la valutazione sul bilanciamento degli interessi

L’eterno dilemma che si pone l’amministratore di condominio: la richiesta del condòmino di visionare questo o quel documento può essere accontentata o si viola la riservatezza? Si rientra nell’esame sul “bilanciamento degli interessi” che per essere gestito necessita di una valutazione che non può prescindere dall’esame della norma ma anche dai principi di minimizzazione e di accountability.

Il ruolo del DPO nella tutela dei minori

Il ruolo del DPO nella tutela dei minori

Già presidio di garanzia per la protezione degli interessati vulnerabili, il Data Protection Officer assume un ruolo ancora più rilevante nella realizzazione di tutele effettive e concrete richieste nel momento in cui sono svolte attività di trattamento che coinvolgono dati personali dei minori. Occorre però compiere preliminarmente alcune considerazioni fondamentali a seconda degli ambiti di operatività delle organizzazioni.

Snellire la gestione delle presenze del personale non è un valido motivo per rilevare le impronte digitali dei dipendenti

Snellire la gestione delle presenze del personale non è un valido motivo per rilevare le impronte digitali dei dipendenti

Un recente provvedimento dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali (Provv. 10.11.2022, doc. web n.9832838) si è occupato nuovamente del trattamento di dati biometrici in ambienti di lavoro affermando che è ammissibile solo se necessario per adempiere gli obblighi ed esercitare i diritti del datore di lavoro previsti da una disposizione normativa.

Registro dei trattamenti: indicare le basi giuridiche migliora l’accountability del titolare

Registro dei trattamenti: indicare le basi giuridiche migliora l’accountability del titolare

Compilare in modo corretto un registro dei trattamenti, è noto, rappresenta uno degli adempimenti fondamentali per ciascun titolare o responsabile del trattamento. La deroga di cui all’art. 30.5 GDPR per cui non sussiste tale obbligo si può dire di rara applicazione, dal momento che come ha ribadito l’EDPB confermando il position paper assunto già in aprile 2018 le attività di trattamento che possono essere escluse dal registro delle organizzazioni con meno di 250 dipendenti possono riguardare solo trattamenti occasionali di dati non rientranti nelle categorie particolari o relativi a condanne penali e reati per cui non sussiste alcun rischio per gli interessati.

Il presidente di Federprivacy al TG1 Rai

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