Visualizza articoli per tag: videosorveglianza
Videosorveglianza senza accordo sindacale: il consenso del lavoratore non esime dalla responsabilità penale
In caso di installazione di un impianto di videosorveglianza in mancanza di accordo sindacale, il consenso del lavoratore non costituisce esimente della responsabilità penale. È il principio affermato dalla Cassazione con sentenza 1733 del 17 gennaio 2020.
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Videosorveglianza senza delibera dell’assemblea, sanzionato un amministratore di condominio
Il Garante privacy ha comminato una sanzione di 1.000 euro a un amministratore di condominio che aveva installato un sistema di videosorveglianza senza la delibera dell’assemblea condominiale. Nel caso oggetto del provvedimento, i condomini erano stati avvisati dell’installazione delle telecamere con una semplice email.
Videosorveglianza su aree comuni per provare lo stalking tra vicini
In dottrina e in giurisprudenza vi è stato un ampio dibattito se la normativa sulla privacy impedisca la ripresa con telecamere delle parti comuni condominiali: la Corte di Cassazione (sentenza 30191/2021) ha concluso positivamente.
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Videosorveglianza sulle parti comuni del condominio per un legittimo interesse in presenza di un reale pericolo
L’attivazione di un sistema di videosorveglianza è giustificabile in relazione a una situazione di pericolo reale, comprovata da furti o atti vandalici verificatisi in passato: questi precedenti costituiscono un solido elemento a supporto della sussistenza del legittimo interesse ed è pertanto opportuno che vengano documentati.
Videosorveglianza urbana: dal Trentino il nuovo modello unico nazionale di patto per la sicurezza tra comune e prefettura
Parte dal Trentino il nuovo modello unico nazionale di patto per la sicurezza tra comune e prefettura per regolarizzare il collegamento della polizia locale con le altre forze di polizia dello Stato. Telecamere comunali finalmente senza troppe ambiguità sul fronte interforze.
Videosorveglianza urbana: quando è obbligatoria la valutazione d'impatto e come farla in conformità al Gdpr
Il processo di gestione, a cura dei Comuni, di un sistema di videosorveglianza per la sicurezza urbana, volto a prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, deve necessariamente essere disegnato, auspicabilmente ancor prima dell’acquisto del sistema stesso, in modo tale da attuare efficacemente i principi della protezione dei dati e soddisfare i requisiti posti dalla normativa Eurounitaria (GDPR e LED). Questo disegno comprende anche l’esecuzione di una valutazione di impatto sulla protezione dei dati, la c.d. DPIA (Data Protection Impact Assessment).
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Videosorveglianza, il Garante raccomanda cartelli di informativa con icone “user-friendly”
Il Garante Privacy (provvedimento 137/2025) ha chiarito che l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza da parte di pubblici esercizi può determinare, in relazione al posizionamento delle telecamere e alla qualità delle immagini riprese, un trattamento di dati personali.
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Videosorveglianza, l'ok dei lavoratori non sostituisce la garanzia del sindacato e l'Ispettorato
Il consenso collettivo o individuale dei dipendenti non può legittimare a posteriori la presenza in azienda di strumenti di videosorveglianza se il datore di lavoro li ha installati in violazione delle prescrizioni dello Statuto dei lavoratori, cioè senza consultazione e accordo con le rappresentanze sindacali o senza l'autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro provinciale. Passaggi che vanno compiuti prima di mettere in funzione i predetti strumenti.
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Videosorveglianza, le nuove FAQ del Garante Privacy
Il datore di lavoro può installare un sistema di videosorveglianza nelle sedi di lavoro? Occorre avere una autorizzazione del Garante per installare le telecamere? In che modo si fornisce l'informativa agli interessati? Quali sono i tempi dell'eventuale conservazione delle immagini registrate? Si possono utilizzare telecamere di sorveglianza casalinghe c.d. smart cam? Sono queste alcune delle domande cui rispondono le Faq messe a punto dal Garante per la protezione dei dati personali sulle questioni concernenti il trattamento dei dati personali nell'ambito dell'installazione di impianti di videosorveglianza da parte di soggetti pubblici e privati.
Videosorveglianza, no a telecamere private puntate su vicini o spazi pubblici
Fuori gioco le diffuse telecamere dei privati che puntano sugli spazi pubblici e sulle aree dei vicini di casa. Via libera invece alle telecamere finte e agli impianti più complessi previo adeguato bilanciamento degli interessi e fatte salve le speciali esigenze di polizia. E arriva anche il nuovo cartello per la videosorveglianza Gdpr formato Ue. Lo evidenziano le linee guida sul trattamento dei dati personali n. 3/2019 divulgate dal Comitato europeo per la protezione dei dati il 29 gennaio 2020.
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