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Fornire un aggiornamento sulle principali innovazioni nel campo dell’intelligenza artificiale applicata alla professione contabile e fiscale e offrire indicazioni pratiche su come utilizzare queste tecnologie per migliorare l’efficienza, la precisione e la qualità dei servizi offerti. Questo il duplice obiettivo della guida operativa “L’aiuto intelligente al commercialista” pubblicata dal Consiglio e dalla Fondazione nazionali dei commercialisti.

Gli utenti LinkedIn - e i non utenti i cui dati possono essere comunque presenti sul social network perché pubblicati da altri utenti - hanno il diritto di opporsi al trattamento dei propri dati personali per l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale generativa della piattaforma, utilizzando le modalità rese disponibili online dalla società.

Arriva da Milano la prima carta dei principi per l’uso consapevole dell’intelligenza artificiale in ambito forense. L'Avv. Giuseppe Vaciago, Coordinatore Tavolo Intelligenza Artificiale e Giustizia COA di Milano, ne parlerà al Privacy Day Forum il 6 giugno ad Arezzo.

L’adozione del Dlgs 47/2026, attuativo della Legge Capitali, segna un passaggio che, pur non essendo immediatamente percepibile, è destinato a incidere profondamente sull’evoluzione della compliance digitale nelle organizzazioni, e contribuisce a ridefinire in modo sostanziale il ruolo della cybersecurity, dell’intelligenza artificiale e della protezione dei dati personali all’interno dell’impresa.

Il tema del valore, anche economico, dei dati personali, è di crescente interesse nel dibattito internazionale. Infatti, a seguito del rapidissimo sviluppo tecnologico, un numero sempre maggiore di piattaforme online e di sistemi di intelligenza artificiale hanno necessità di elaborare enormi quantità di dati; ciò viene attuato dai provider mediante un modello di scambio per cui al consumatore può non essere richiesto di versare un corrispettivo monetario ma soltanto di fornire i propri dati personali per la fruizione di un determinato servizio digitale.

Nelle scorse settimane Meta ha annunciato che a partire dal 27 maggio utilizzerà i dati personali degli utenti europei, italiani compresi, per addestrare la sua intelligenza artificiale, ma se gli utenti possono essere rassegnati a subire passivamente l’ennesima invasione della loro privacy, invece gli attivisti non ci stanno e partono al contrattacco.

La Camera ha approvato il Ddl recante disposizioni e deleghe al governo in materia di intelligenza artificiale. Il testo deve tornare in Senato per una terza lettura, visto il disegno di legge è stato modificato sia nell’esame da parte delle commissioni Trasporti e Attività produttive riunite, sia dall’Assemblea e torna, pertanto, al Senato per una terza lettura complessiva.

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Come noto, recentemente il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha approvato, con la previsione della richiesta alle Camere di sollecita calendarizzazione nel rispetto dei regolamenti dei due rami del Parlamento, un disegno di legge per l’introduzione di disposizioni e la delega al Governo in materia di intelligenza artificiale.

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Il Garante Privacy vara un decalogo per la realizzazione di servizi sanitari a livello nazionale attraverso sistemi di intelligenza artificiale (IA). Trasparenza dei processi decisionali, decisioni automatizzate supervisionate dall’uomo, non discriminazione algoritmica: questi i tre principi cardine enucleati dall’Autorità.

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Il decreto Trasparenza (Dlgs 104/2022) contiene un adempimento che, a distanza di quasi un mese dalla sua entrata in vigore, sta generando tanti dubbi interpretativi negli uffici del personale: l’informativa relativa ai «sistemi decisionali e di monitoraggio automatizzati». Questa definizione viene direttamente dal diritto comunitario, dove viene già utilizzata per altri fini; ad esempio, nel Gdpr (regolamento 2016/679) è previsto il divieto di assoggettare un singolo individuo a una decisione generata «unicamente» da sistemi automatizzati, a meno che non siano previste adeguate misure di tutela dei diritti della persona.

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Il presidente di Federprivacy al TG1 Rai

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