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Con la regolamentazione dell'Intelligenza Artificiale (IA), il cd. AI Act, l'Unione Europea vuole acquisire il primato di aver introdotto nel proprio ordinamento una disciplina di tipo orizzontale di tale tecnologia. Se da una parte la compliance sarà una sfida per le aziende, vi saranno però anche molte opportunità.

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Con il voto del Coreper del 2 febbraio 2024 gli Stati membri dell'UE hanno approvato formalmente e definitivamente il testo dell'AI ACT concordato dal trilogo del 6 dicembre 2023 . I prossimi passaggi procedurali, ovvero l'approvazione da parte del Parlamento Europeo e la successiva pubblicazione del testo sulla Gazzetta Ufficiale, appaiono ora passaggi evidenti o meramente formali.

Il data poisoning consiste in una minaccia alla sicurezza dei sistemi di Intelligenza artificiale (IA) riferito alle componenti di Machine Learning (ML): una modifica “malevola” dei dati di addestramento (training data set) di tali componenti può generare una distorsione dei risultati prodotti dal sistema in favore degli obiettivi perseguiti dall’attaccante.

Con l’intelligenza artificiale rischio di diffusione video e fake news che prendono di mira personaggi politici alla vigilia delle elezioni, e che possono diventare rapidamente virali a causa di migliaia di like e condivisioni sui social da parte di utenti spinti da indignazione o trascinati dall’emotività di divulgare un presunto scoop. Bernardi: “Attenti a non diventare involontariamente complici di massicce campagne di disinformazione”

Le recenti innovazioni nell’ambito dello sviluppo di intelligenze artificiali (di seguito anche “IA”) stanno portando all’interno della realtà di tutti i giorni quello che fino a pochi anni fa era solo fantascienza. Avere a portata di mano un “cervello elettronico” in grado svolgere non solo attività manifatturiere, ma anche di prestazione d’opera intellettuale, come ad esempio redigere e leggere contratti o scrivere articoli di giornale, può non tanto sostituire l’attività umana, quanto rafforzarla, moltiplicandone esponenzialmente la produttività.

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Ecco perchè non è una buona idea per chi usa le app di dating lasciare che un algoritmo – chiunque ci sia dietro – arrivi a conoscere così bene le nostre emozioni, i nostri desideri più intimi e il nostro cuore.

Per chi deve ricorrere ad un finanziamento, pare proprio che si stia avviando verso il tramonto l'epoca della burocrazia fatta di buste paga e dichiarazioni dei redditi da presentare insieme ad altra documentazione con le varie lungaggini che ancora comportano le procedure tradizionali prima di ottenere risposta dall'istituto di credito a cui ci si rivolge.

Un’inchiesta rivela che i robot aspirapolvere Deebot raccoglierebbero un’enorme quantità di informazioni (inclusi video, foto, e registrazioni vocali) dalle abitazioni dei clienti in cui sono installati, dati che verrebbero poi utilizzati per addestrare l’intelligenza artificiale dell’azienda. Opportuno valutare la sicurezza e la protezione dei dati degli apparecchi di domotica installati in casi o in ufficio.

Rosebud, un’app per la salute mentale, nella sua sulla privacy policy afferma che le conversazioni acquisite vengono inviate simultaneamente a tre piattaforme di intelligenza artificiale: OpenAI, Anthropic e Groq. In pratica, un utente che digita pensieri sulla depressione o sui suoi traumi condivide contemporaneamente con tre entità separate le proprie confidenze.

L'intelligenza artificiale ha trasformato il mondo del lavoro, introducendo strumenti sempre più sofisticati per il monitoraggio delle attività dei dipendenti. Ma fino a che punto è lecito ed accettabile sorvegliare i lavoratori? Una recente sanzione per "sorveglianza eccessiva" offre uno spunto per riflettere sui limiti giuridici ed etici dei controlli sul lavoro.

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Il furto d'identità con l'intelligenza artificiale

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