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Corte UE: anche chi gestisce fanpage su Facebook risponde del trattamento di dati

Corte UE: anche chi gestisce fanpage su Facebook risponde del trattamento di dati


L'amministratore di una fanpage su Facebook è responsabile assieme a Facebook del trattamento dei dati dei visitatori della sua pagina. Questo l’esito della sentenza emessa dalla Corte Ue nella causa C-210/16. L'autorità per la protezione dei dati dello Stato membro in cui tale amministratore ha la propria sede può agire, in forza della direttiva 95/46 , sia nei confronti di quest'ultimo sia nei confronti della filiale di Facebook stabilita in tale medesimo Stato.

Conformità GDPR, i dieci errori da evitare

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Il responsabile della protezione dei dati non è un factotum; le sanzioni non sono sospese; il responsabile esterno non è il Dpo. Sono alcuni degli scivoloni che possono capitare nei primi giorni di operatività del Regolamento Ue sulla privacy, che è all'esordio a decorrere dal 25 maggio 2018. Nonostante l'assenza di un decreto italiano di coordinamento.

Garante Privacy UE: "GDPR, ragionevolezza con chi dimostra di avere iniziato un percorso"

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Il nuovo regolamento Ue sulla protezione dei dati (Gdpr) entra in vigore venerdì prossimo, 25 maggio. E non ci sono possibilità di proroghe. Lo dice Giovanni Buttarelli, il Garante europeo della protezione dei dati, in una intervista esclusiva a ItaliaOggi: "Non sono possibili slittamenti o proroghe, né su iniziativa dei garanti dei singoli paesi, né del legislatore nazionale. Dal mattino del 26 maggio ci saranno linee di giusta severità con quelli che magari non erano in regola neppure con i vecchi ordinamenti. Ci sarà invece ragionevolezza con chi dimostra di avere iniziato un percorso. Ma il nuovo regolamento, di sicuro, non deve essere vissuto come una rottura di scatole. Anzi. Per molti, soprattutto per le piccole imprese, i piccoli commercianti o artigiani, ci sarà una semplificazione del trattamento dei dati".

GDPR, adempimenti più leggeri per i singoli professionisti, ma DPO obbligatorio per gli ordini

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Il nuovo regolamento europeo sulla privacy che entrerà in vigore il 25 maggio non comporterà conseguenze per i singoli professionisti e gli studi di piccole dimensioni. La rassicurazione è stata data da Augusta Iannini, vicepresidente del Garante privacy, intervenendo ieri a un forum organizzato dalla Fondazione studi e dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro. Tuttavia gli Ordini professionali dovranno dotarsi di un Dpo, in quanto soggetti di diritto pubblico.

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Il 25 maggio sarà solo l’inizio della nuova privacy. Quel giorno diventerà applicativo il regolamento europeo, ma si tratterà solo di un primo passo, per quanto molto importante. Da quel momento in poi, infatti, scatterà non solo la sfida per quanti dovranno applicare le nuove regole, ma comincerà anche il lavoro per mettere a punto queste ultime. Lo ha sottolineato il segretario generale del Garante della privacy, Giuseppe Busia intervenendo ad un videoforum organizzato dal Sole 24 Ore sulla prossima scadenza.

Inviolabile la mail aziendale dei giornalisti

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Il giornale non può aprire l'account di posta elettronica aziendale dei giornalisti. Anche dopo il Jobs Act il datore è legittimato a raccogliere informazioni dagli strumenti che il dipendente usa per svolgere la prestazione soltanto se rispetta le norme del codice privacy e dello statuto dei lavoratori, come modificate dal decreto legislativo 151/15: diversamente compie un illecito trattamento di dati personali.

Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento

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