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Facebook è stato infilzato ma Google non è più innocente

Facebook è stato infilzato ma Google non è più innocente

"Mister Zuckerberg, lei dove ha dormito questa notte?", chiede, tagliente, il senatore al giovane padrone di Facebook. L'altro, sorpreso, replica: «Scusi, non è una notizia rilevante per il nostro incontro!». Ma il senatore insiste: "E con quale carta di credito ha pagato il conto?". "Questi non sono affari suoi!", sbotta il re di Menlo Park, l'uomo che fino a pochi mesi fa si sentiva unto dal signore e predestinato alla Casa Bianca ed ora è nell'angolo. E fa male a spazientirsi, perché il senatore (durante l'audizione pubblica a Washington sullo scandalo delle mail dei visitatori vendute alla società di persuasione politica occulta Cambridge Analytics) lo infilza come un tordo: "Infatti, mister Zuckerberg. Lei non vuol dirmi queste cose, ma tutti gli utenti di Facebook, senza volerlo, a lei gliele dicono!".

Regolamento UE 2016/679: sanzioni, manca la determinazione dell'importo minimo

Regolamento UE 2016/679: sanzioni, manca la determinazione dell'importo minimo

Il Regolamento Ue 2016/679 sulla protezione dei dati dispone sanzioni amministrative per punire le violazioni di molti precetti del regolamento medesimo. L'apparato sanzionatorio ha il fulcro nell'articolo 83, che prevede due fasce di massimi edittali, senza indicazione di minimi edittali. In estrema sintesi ci sono due gruppi di sanzioni:

Cassazione: il solo account non attesta la paternità di un post

Cassazione: il solo account non attesta la paternità di un post

Il solo account senza indirizzo IP non è sufficiente per accertare la paternità dei post diffamatori. Lo conferma la Cassazione, nella sentenza 5352/2018, che ha esaminato un caso di diffamazione su Facebook. Nel 2016 la Corte d'appello di Lecce rigettò il ricorso di una sindacalista condannata per aver pubblicato su un forum, col suo account, un post diffamatorio.

Un'azienda impiega 101 giorni per scoprire che la propria rete informatica è attaccata dagli hacker

Un'azienda impiega 101 giorni per scoprire che la propria rete informatica è attaccata dagli hacker

Spesso, quando si guardano degli studi si nota una certa corrispondenza tra maturità del mercato informatico ed efficacia delle misure di sicurezza implementate dalle aziende, ma l'ultimo report di FireEye, che analizza gli attacchi informatici e le tendenze del cybercrimine nel periodo che va dal primo ottobre 2016 al 30 settembre 2017, mostra un quadro molto più variegato.

Direttiva UE sui servizi di pagamento: focus su security e privacy degli utenti

Direttiva UE sui servizi di pagamento: focus su security e privacy degli utenti

Il consumatore elettronico potrà collegarsi a una piattaforma unica e avere sotto controllo le sue disponibilità da spendere usando servizi di pagamento virtuale più sicuri, protetti da sistemi di autenticazione forte. Il consumatore ha anche la possibilità di non rimetterci quattrini, in caso di bachi del sistema, sempreché abbia conservato con ordine e diligenza dispositivi e credenziali (pin, password, token ecc.). È il mondo della Psd2, cioè la direttiva europea sui servizi di pagamento n. 2, recepita dal governo con decreto legislativo, in vigore dal 13 gennaio 2018.

Inail, niente diritto d'accesso a esposti e denunce

Inail, niente diritto d'accesso a esposti e denunce

Tutela delle fonti confidenziali (esposti e denunce); privacy superabile solo con una dettagliata motivazione sulle prevalenti esigenze difensive e istituzione di un registro degli accessi. Sono gli aspetti di maggiore rilievo del nuovo regolamento sull'accesso e sulla trasparenza varato dall'Inail, Istituto nazionale assicurazioni infortuni sul lavoro, con determina del presidente n. 149 del 22 marzo 2018.

Ansa: presentato alla Camera il libro 'Smetti di farti spiare difendi la tua privacy'

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