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Agcom: bloccate 43 milioni di chiamate truffa in sole tre settimane, ma è solo la punta dell'iceberg
In tre settimane in Italia sono state bloccate oltre 43 milioni di chiamate truffa provenienti dall’estero che fingevano di arrivare da numeri nazionali. A renderlo noto è un comunicato stampa dell’Agcom, che ha presentato i primi risultati dei sistemi di blocco automatico introdotti dagli operatori telefonici contro lo spoofing.
Ancora una stretta sul telemarketing: chiamate promozionali del settore luce e gas solo con il consenso dell’utente
Ennesimo tentativo di stretta per arginare l'assillante fenomeno del telemarketing selvaggio nel settore luce e gas: scattano il divieto di contatti commerciali senza consenso preventivo e la nullità dei contratti conclusi irregolarmente.
Attività di telemarketing più costose per le aziende, ma anche meno efficaci
Apparentemente è una cosa semplice: chi non vuole ricevere chiamate telefoniche da qualcuno che cerca di vendergli qualcosa, iscrive il suo numero di telefono nell’apposito Registro pubblico delle opposizioni (Rpo) e così si mette al riparo dagli scocciatori. Di fatto le cose sono un po’ più complesse, tanto è vero che una legge (la n. 5 del 2018) approvata più di quattro anni fa diventerà operativa, forse, nel luglio 2022.
Attivo un nuovo strumento contro il telemarketing selvaggio sulla piattaforma dell’Organismo di monitoraggio del Codice di condotta
Da gennaio 2026 è attiva SegnalaODM, la piattaforma dell’Organismo di Monitoraggio del Codice di Condotta in materia di telemarketing e teleselling che consente agli utenti di segnalare eventuali violazioni da parte degli operatori aderenti.
Basta un solo 'NO' alle chiamate indesiderate per revocare il consenso a tutti gli operatori telefonici
Con un solo “no” fuori da tutti gli elenchi telefonici e possibilmente dai motori di ricerca su internet. È quanto prevede il Gdpr (regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679), come interpretato dalla Corte di Giustizia Ue nella sentenza del 27/10/2022, resa nella causa C-129/21.
Call center e mailing list condivisa, contitolarità non scontata
Il call center esterno che fa assistenza ai clienti è un responsabile del trattamento. E la mailing list condivisa non sempre implica una contitolarità del trattamento. Il fronte marketing dà sempre da pensare sulle qualifiche «privacy». Vediamo alcuni casi risolti dai garanti Ue.
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Call Center ignora le richieste del Garante della privacy e continua l'attività illecita di telemarketing: sanzionato due volte dall'Autorità
Nuovo intervento del Garante Privacy a tutela dei consumatori contro le telefonate indesiderate. L’Autorità ha irrogato una sanzione di 60mila euro ad un call center operante nel settore dei contratti di energia elettrica per trattamento illecito di dati personali.
Codice di condotta per il telemarketing e il teleselling: in consultazione pubblica fino al 9 settembre lo schema di autoregolamentazione
Quello delle telefonate commerciali sembra diventare un campo minato per i consumatori. Da un lato, ci sarà lo stop alle telefonate commerciali all'alba o dopo cena, ma, dall'altro lato, se si tocca sullo schermo del telefonino il numero indicato da un risponditore automatico per riceve la proposta pubblicitaria, la sola scivolata del dito sulla cifra indicata potrà legittimamente essere considerata come accettazione del contatto commerciale. Non solo. La richiesta orale, durante la telefonata indesiderata, di non ricevere più telefonate non potrà essere elusa, ma se una persona ricontatta l'esercente o il call center dopo un primo contatto di questi ultimi, diventa lecita anche la prima telefonata dell'operatore commerciale.
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Dati personali sotto attacco del marketing selvaggio, ma con il GDPR le soluzioni per il business corretto ci sono
Privacy ancora troppo debole rispetto al tritacarne del marketing selvaggio. Troppo difficile stanare e sanzionare, troppo facile chiudere bottega e riaprire con un nome diverso e portandosi dietro una copia delle liste irregolari; senza rischiare granché, mandando avanti srl semplificate con mille euro di capitale sociale e usando filiere di società, magari estere, detentori di data base, arrivati lì chissà come e chissà quando. Il quadro, descritto dalla relazione per il 2017 del garante della privacy, ha tratti più scuri che chiari e pare che non ci possa essere una soluzione, certamente non con le leggi a disposizione, che non consentono una cosa all'apparenza facile: avere la sicurezza di non ricevere più contatti. Le norme non garantiscono la libertà di dire «stop». Pare proprio, invece, che se, anche solo per sbaglio, si è dato il consenso una volta, il consenso è per sempre (anche se ci si ripensa). Eppure ci sono le possibilità di fruire di istituti flessibili e legali: per esempio studiare il ciclo di vita del prodotto e tenere i dati per il periodo congruo. In attesa di norme non ambigue e di regolamenti non cavillosi.
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Dopo 4 anni di attesa diventano operative le nuove regole contro il telemarketing selvaggio
Pochi giorni fa era arrivato il via libera dal Garante della Privacy sullo schema di riforma proposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, e adesso il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Registro Pubblico delle Opposizioni che potrebbe porre fine al telemarketing selvaggio.
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Il presidente di Federprivacy a Report Rai 3
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