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Un recente orientamento del Garante per la protezione dei dati personali in materia di trasparenza amministrativa sembra segnare un ulteriore passo verso un bilanciamento più favorevole alla conoscibilità delle informazioni relative all’attività delle pubbliche amministrazioni.

Parere favorevole del Garante Privacy ad Anac su 14 quattordici schemi standard di pubblicazione che dettano le regole che le Pa devono seguire per rispettare gli obblighi di trasparenza online.

Il Garante ha sanzionato il Comune di Pompei per aver impiegato tre anni per nominare il proprio DPO e ulteriori tre anni per comunicarne i dati di contatto all’Autorità. Troppi sei anni di ritardo, che non possono essere presentati come una svista o un “mero disguido”, ma costituiscono un grave inadempimento del GDPR.

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La pubblicazione, sul sito web di una fondazione, di una delibera contenente il nominativo di un lavoratore e l’informazione del suo licenziamento ha integrato un trattamento di dati personali non previsto da alcuna disposizione normativa e come tale illegittimo in base al codice della privacy.

Il Garante privacy ha sanzionato due Comuni per uso illecito delle registrazioni audio-video di un colloquio intercorso presso un Comando di Polizia Locale. [VEDI doc. web n. 9963453 e n .9963486]

In Gazzetta Ufficiale il DL “Terra dei Fuochi” che potenzia il controllo ambientale e l'abbandono dei rifiuti. Lo smaltimento illegale dei rifiuti non pericolosi di piccolissime dimensioni a piedi o con l’impiego dei veicoli ora potrà essere sanzionato anche ai sensi del codice stradale senza necessità di contestazione immediata. Ma sul tappeto restano tanti dubbi privacy.

Il Garante della privacy ha inviato una richiesta di informazioni a Roma Capitale su un progetto di videosorveglianza nelle stazioni della metropolitana che avrebbe in previsione di installare telecamere con riconoscimento facciale, “in grado di verificare azioni scomposte” all'interno dei vagoni e sulle banchine da parte di chi in passato si è reso protagonista “di atti non conformi”.

La videosorveglianza per la sicurezza urbana va necessariamente gestita nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini. Da qualche anno, sempre più spesso si ha notizia di rilevanti fondi statali posti a disposizione dei Comuni per implementare sistemi di videosorveglianza funzionali alla prevenzione ed al contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria.

Parte dal Trentino il nuovo modello unico nazionale di patto per la sicurezza tra comune e prefettura per regolarizzare il collegamento della polizia locale con le altre forze di polizia dello Stato. Telecamere comunali finalmente senza troppe ambiguità sul fronte interforze.

Quando il comune investe sulla sicurezza dei cittadini introducendo innovazioni digitali deve valorizzare anche la protezione dei dati personali, effettuando le valutazioni sui rischi che possono essere correlate alla nuova tecnologia strettamente connessa con i sistemi di video controllo. E poco importa se il progetto è stato finanziato dal Viminale e approvato dalla prefettura.

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