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Visualizza articoli per tag: profilazione

Profilazione più trasparente, no a decisioni completamente automatizzate che possono produrre effetti giuridici per la persona o che incidano su di essa in modo significativo, pieno riconoscimento e tutela dei diritti e delle libertà degli utenti. Questi in sintesi i principi che ispirano le Linee guida su profilazione e decisioni automatizzate adottate di recente dalle Autorità di protezione dati europee alla luce del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali.

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Fastweb dovrà rafforzare il controllo sulla propria rete vendita e dovrà interrompere le telefonate promozionali verso utenti che non hanno espresso il loro consenso o si sono opposti al trattamento dei loro dati per finalità di marketing. Questa la decisione presa dall’Autorità al termine di una serie di ispezioni avviate per verificare le molteplici segnalazioni di persone che lamentavano di essere state disturbate da call center che proponevano offerte commerciali indesiderate nell’interesse della società.

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Google e Mastercard avrebbero concluso un accordo segreto che avrebbe permesso alla società di Mountain View e ai suoi inserzionisti di tracciare le vendite al dettaglio, quindi "offline", di oltre due miliardi di carte. Google - secondo Bloomberg - avrebbe pagato milioni di dollari per avere i dati da Mastercard e le due società avrebbero discusso anche la divisione di una parte dei guadagni, secondo persone che hanno lavorato all'intesa. I portavoce di Google e Mastercard non hanno voluto commentare. L'intesa riguarderebbe solo gli Stati Uniti.

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"La nostra salute mentale è in vendita": è l'allarme lanciato, senza mezzi termini, da un nuovo studio di Privacy International, organizzazione benefica del Regno Unito che difende il diritto alla privacy nel mondo. Una conclusione a cui l'associazione è arrivata dopo aver analizzato 136 siti sulla depressione popolari in Francia, Gran Bretagna, e Germania, scoprendo un'amara verità: la maggior parte di loro condivide i dati degli utenti con inserzionisti, colossi hi-tech e data broker, mentre alcuni test online per la depressione passano le risposte alle domande, nonché il risultato finale, a terze parti.

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Con buona parte delle informazioni sulla nostra vita quotidiana che ormai passano dallo smartphone, installarvi un efficace antivirus è una buona prassi raccomandata dagli esperti per tenere al sicuro i dati e tutelare la propria privacy, sia che usiamo il dispositivo elettronico per finalità personali che per svolgere le attività lavorative. Quando si deve installare un antivirus, è perciò fondamentale che ne scegliamo uno di cui sappiamo di poterci fidare.

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L'app per videochat Zoom condivide i dati con Facebook anche se non abbiamo un profilo. L'accusa arriva dal magazine Motherboard che ha analizzato il comportamento dell'applicazione. Sconosciuta ai più fino a qualche tempo fa, Zoom ha visto crescere la propria popolarità in corrispondenza con lo scoppio del Coronavirus. La spasmodica ricerca di mezzi per comunicare con i colleghi o con i propri cari l'ha fatta emergere tra le migliori videochat disponibili, più veloce, affidabile e facile da usare di tante concorrenti. Adesso però ecco la stangata.

Giovedì, 06 Dicembre 2018 10:11

La profilazione richiede tutele rafforzate

A poco più di due mesi dall’entrata in vigore del Dlgs 101/2018, che disciplina l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento Ue 2016/679, il cosiddetto Gdpr (General data protection regulation), si è svolto a Milano il convegno sul «Cliente e l’impresa digitale: rischi e opportunità del trattamento dei dati personali», il primo di un ciclo di incontri dedicati alla business community. Nel corso dell’evevento è stato anche presnetato un decalogo sulla privacy.

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Quando aggiorniamo il nostro stato su WhatsApp o mettiamo un “like” su Facebook raccontiamo al web qual è il nostro stato d’animo e quali sono le nostre preferenze, fornendo informazioni personali che potranno essere analizzate da sofisticati algoritmi ed utilizzate per proporci pubblicità mirata sulla base dei nostri comportamenti online. Ma una recente ricerca si spinge molto più avanti, dimostrando che dalle abitudini di spesa dell'utente è possibile individuare tratti psicologici della sua personalità.

Se usiamo piattaforme come Google Hongouts o Zoom per le videoconferenze o per le lezioni con gli studenti, quali dati personali vengono effettivamente registrati? Come spiega Il Sole 24 Ore, questi servizi possono utilizzare per attività di profilazione anche i dati audio e video degli utenti, oltre ai file condivisi dagli utenti. A specificarlo sono le stesse informative privacy, dove si precisa che potranno essere utilizzate tutte le informazioni che l’utente fornisce o crea durante l’utilizzo del servizio. 

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Quante volte recandovi al locale dove fate abitualmente la pausa caffè o lo spuntino avete detto al barista “il solito, grazie…”? Se siete degli irriducibili abitudinari, fareste bene a prepararvi ad uno stravolgimento, perchè nel giro di qualche anno non sarà più un essere umano a conoscere le vostre preferenze ed i vostri gusti per proporvi cosa ordinare, bensì la versione 3.0 di quelle che ancora per poco continueremo a chiamare banalmente “macchinette”, le quali saranno in grado di ricordare se preferite una bevanda al ginseng piuttosto che un espresso, oppure che siete vegani e desiderate un cappuccino senza latte di origine animale.

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