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L’evoluzione tecnologica in generale e la crescita della intelligenza artificiale negli ultimi anni hanno reso più facile la creazione di profili e l’adozione di decisioni automatizzate, con potenziali ripercussioni significative sui diritti e sulle libertà delle persone fisiche. L‘ampia diffusione dei social network e degli e-commerce, consultabili in ogni momento attraverso device, sempre più performanti hanno trasformato internet in un bacino di informazioni e di dati personali, dal quale è possibile la determinazione, l’analisi e la previsione di aspetti della personalità, del comportamento, degli interessi e delle abitudini di una persona.

Giovedì, 06 Dicembre 2018 10:11

La profilazione richiede tutele rafforzate

A poco più di due mesi dall’entrata in vigore del Dlgs 101/2018, che disciplina l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento Ue 2016/679, il cosiddetto Gdpr (General data protection regulation), si è svolto a Milano il convegno sul «Cliente e l’impresa digitale: rischi e opportunità del trattamento dei dati personali», il primo di un ciclo di incontri dedicati alla business community. Nel corso dell’evevento è stato anche presnetato un decalogo sulla privacy.

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Intelligenza Artificiale, profilazione dei dipendenti, decisioni automatizzate effettuate tramite algoritmi, ed altre nuove tecnologie stanno progressivamente penetrando negli ambiti lavorativi creando insidie per la tutela della privacy dei lavoratori che fino a qualche anno fa potevano sembrare inimmaginabili. Di queste tematiche parleranno gli esperti di protezione dei dati personali ad un seminario in programma il prossimo 24 giugno, a cui interverrà anche la Vice Presidente dell’Autorità Garante, Ginevra Cerrina Feroni.

Quando aggiorniamo il nostro stato su WhatsApp o mettiamo un “like” su Facebook raccontiamo al web qual è il nostro stato d’animo e quali sono le nostre preferenze, fornendo informazioni personali che potranno essere analizzate da sofisticati algoritmi ed utilizzate per proporci pubblicità mirata sulla base dei nostri comportamenti online. Ma una recente ricerca si spinge molto più avanti, dimostrando che dalle abitudini di spesa dell'utente è possibile individuare tratti psicologici della sua personalità.

Se usiamo piattaforme come Google Hongouts o Zoom per le videoconferenze o per le lezioni con gli studenti, quali dati personali vengono effettivamente registrati? Come spiega Il Sole 24 Ore, questi servizi possono utilizzare per attività di profilazione anche i dati audio e video degli utenti, oltre ai file condivisi dagli utenti. A specificarlo sono le stesse informative privacy, dove si precisa che potranno essere utilizzate tutte le informazioni che l’utente fornisce o crea durante l’utilizzo del servizio. 

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La Datatilsynet, l’autorità norvegese per la protezione dei dati che ha recentemente multato Meta per 7 milioni di dollari sta ora indagando sul nuovo modello di abbonamento senza pubblicità dell’azienda, e intensifica la sua battaglia legale contro la società madre di Facebook e Instagram.

La piattaforma di Zuckerberg non ha previsto l’opzione “non ti faccio pagare nulla e non ti profilo”. Spalacando dubbi di carattere giuridico. Il quadro giuridico europeo dovrà rispondere in fretta a queste domande, anche perché cosa è conforme alla legge non può deciderlo una piattaforma privata.

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Quante volte recandovi al locale dove fate abitualmente la pausa caffè o lo spuntino avete detto al barista “il solito, grazie…”? Se siete degli irriducibili abitudinari, fareste bene a prepararvi ad uno stravolgimento, perchè nel giro di qualche anno non sarà più un essere umano a conoscere le vostre preferenze ed i vostri gusti per proporvi cosa ordinare, bensì la versione 3.0 di quelle che ancora per poco continueremo a chiamare banalmente “macchinette”, le quali saranno in grado di ricordare se preferite una bevanda al ginseng piuttosto che un espresso, oppure che siete vegani e desiderate un cappuccino senza latte di origine animale.

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Oltre la metà dei vacanzieri cerca offerte su internet, ma il 30% di essi è vittima di una truffa online. La nuova guida con i consigli di Federprivacy per prenotare viaggi e alloggi in modo sicuro. Bernardi: “Su internet non ci sono solo gli hacker, e l’inganno può assumere forme subdole con dark pattern e tranelli mirati a farci spendere più del dovuto”. Uno studio della Carnegie Mellon University dimostra che le offerte mirate sono più care del 10% rispetto alle normali ricerche online. Un video tutorial e un e-book per aiutare gli utenti a proteggere la propria privacy e riconoscere le insidie quando devono prenotare le vacanze.

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Procedure sempre più rapide e snelle per ottenere un finanziamento sul web, ma si diffondono sistemi di analisi dei profili social degli utenti basati su algoritmi di machine learning che concorrono a determinare la concessione del finanziamento, con perplessità sulla mancanza di consapevolezza degli utenti. Bernardi: "Notevoli vantaggi con i prestiti online, ma istituti di credito devono operare con trasparenza e rispettare regole del GDPR". La raccomandazione di Federprivacy: "Leggere bene le informative e tutta la documentazione disponibile, dando il proprio consenso solo se sì é certi di aver compreso ‎tutte le condizioni."

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Privacy Day Forum 2023: Smartphone usati & Privacy

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