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In data 12 maggio 2022 lo European Data Protecion Board ha adottato due linee guida di grande interesse. La prima, numerata 04/2022, “on calculation of administrative fines under the GDPR”, riguarda le regole che le autorità di controllo devono applicare per definire le sanzioni che esse possono comminare nell’ambito dei loro poteri. La seconda, numerata 05/2022, è dedicata alle regole relative all’uso delle tecnologie di riconoscimento facciale, valutate con riferimento ai poteri delle autorità di law enforcement.

Sono state definitivamente varate le Linee Guida sull’ambito di applicazione territoriale del GDPR: già il 16 novembre 2018, il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB) aveva pubblicato il testo che, poi, in considerazione del forte impatto che le Linee Guida possono produrre, è stato sottoposto a consultazione pubblica prima della sua definitiva approvazione.

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Undici azioni per governare i big data. Tra tutte, primeggia una preventiva valutazione di impatto sulla privacy. Anche quando l'obiettivo è di interesse pubblico (ad esempio lotta all'evasione fiscale o contributiva). È quanto si può desumere dalle «Linee guida e raccomandazioni di policy» per i big data diffuse dai Garanti della privacy, della concorrenza e mercato (Agcm) e delle comunicazioni (Agcom). Il documento è il frutto di una indagine conoscitiva nel corso della quale sono stati interpellati i principali operatori dell'economia dei dati, delle telecomunicazioni, dei settori finanziari e dell'editoria.

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Per garantire che siano rispettate le norme del Regolamento UE 679/2016 in relazione ai trattamenti che i responsabili debbano eseguire per conto del titolare, il Legislatore Europeo ha previsto, tra l’altro, che l’esecuzione dei compiti del responsabile venga disciplinata da un atto con valenza giuridica, nomina quindi non più meramente facoltativa ma obbligatoria in forza di un contratto o altro atto giuridico vincolante.

I Responsabili del trattamento devono essere oggetto non solo di una valutazione iniziale, come richiede l’articolo l’art. 28 par. 1) del GDPR ma anche di una valutazione delle loro performance e qualifiche nel corso del tempo; questo articolo tratta delle modalità attraverso le quali il Titolare del trattamento può effettuare quest’ultimo tipo di valutazione.

ll Consiglio d’Europa ha chiesto regole rigide per evitare i grandi rischi per la privacy e la protezione dei dati posti dall’utilizzo crescente delle tecnologie di riconoscimento facciale. Il 28 gennaio 2021, nella Giornata europea per la protezione dei dati, il Comitato Consultivo della Convenzione 108, istituito presso il Consiglio d’Europa, ha adottato linee guida in materia. Le linee guida, che si fondano sui principi della Convenzione 108 modernizzata, forniscono una serie di misure di riferimento che governi, sviluppatori di sistemi di riconoscimento facciale, produttori, aziende e pubbliche amministrazioni dovrebbero adottare per garantire che l’impiego di queste tecnologie non pregiudichi la dignità della persona, i diritti umani e le libertà fondamentali.

Il 12 maggio 2022 il Comitato europeo per la protezione dei dati ha adottato le Linee Guida 04/2022 che hanno l’obiettivo di armonizzazione le metodologie di calcolo delle sanzioni amministrative pecuniarie connesse alle violazioni del Regolamento UE 2016/679 sulla protezione dei dati personali (Gdpr) all’interno dell’area UE.

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Il 19 gennaio 2022, durante la sessione plenaria, l’EDPB ha adottato le Linee guida sul diritto di accesso ai dati personali da parte dell’interessato.  Già nel novembre 2019, nel corso di un evento su questo tema, i più importanti player avevano espresso le proprie opinioni in merito al diritto di accesso. Il Board, raccogliendo queste opinioni, ha sentito l’esigenza di pubblicare Linee guida per fornire, tra l’altro chiarimenti sulla portata del diritto di accesso, sulle informazioni che il titolare del trattamento deve fornire all’interessato, sul formato della richiesta di accesso, sulle principali modalità di fornitura dell’accesso e sulla nozione di “manifestamente infondata” o “richiesta eccessiva”.

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Mercoledì, 27 Marzo 2019 08:05

Data Breach: come fare il registro delle violazioni

Nel caso di violazioni dei dati personali il titolare del trattamento (soggetto pubblico, impresa, associazione, partito, professionista) senza indebiti ritardi e, se possibile, entro 72 ore dalla scoperta, deve notificare la violazione al Garante per la protezione dei dati personali, a meno che sia improbabile che la violazione dei dati personali comporti un rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche.

Dopo la sentenza “Costeja” della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) del 13 maggio 2014, le autorità di controllo hanno registrato un aumento del numero di segnalazioni o reclami concernenti proprio fattispecie specifiche del tutto simili a quella relativa alla nota sentenza summenzionata.

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Presentazione del volume Risposte Privacy - Roma, 24 giugno 2022

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