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Google deve rimuovere anche le url dei siti sorgente che pubblicano la condanna per diffamazione

Google deve rimuovere anche le url dei siti sorgente che pubblicano la condanna per diffamazione

Google paga i danni morali per la mancata rimozione delle url - relative ad una notizia oggetto di una condanna per diffamazione - comprese quelle riferibili ai siti gestiti da altri motori di ricerca. E questo perché Google come internet service provider, mette a disposizione degli utenti i riferimenti necessari per identificarli. La Cassazione (sentenza 18430/2022) respinge il ricorso di Google Llc, contro la condanna a pagare 25 mila euro di danni morali a causa della sofferenza patita da un utente.

Data Governance Act ed Altruismo dei Dati: applicazione possibile o mera utopia?

Data Governance Act ed Altruismo dei Dati: applicazione possibile o mera utopia?

Il Data Governance Act (d'ora in poi DGA) è un regolamento che va ad innestarsi in un ambizioso progetto europeo di armonizzazione e regolamentazione dei dati personali e del loro utilizzo. La società odierna poggia ormai le sue basi sul concetto di dati che, come definiti dall'art. 2 del DGA, includono "ogni rappresentazione digitale di atti, fatti o informazioni e ogni raccolta di tali atti, fatti o informazioni, incluse le registrazioni sonore, visive o audiovisive". Risulta consequenzialmente opportuno procedere ad una pianificazione quanto più condivisa ed organica sul tema, seguendo l'approccio che l'Unione ha sempre avuto riguardo tale materia: regolamentare non per inibire, ma bensì per incentivare un uso consapevole dei dati.

Lotta all’evasione fiscale: la Guardia di Finanza potrà fare controlli incrociati sui conti correnti dei contribuenti

Lotta all’evasione fiscale: la Guardia di Finanza potrà fare controlli incrociati sui conti correnti dei contribuenti

Cade l'ultimo tabù fiscale: la Guardia di finanza potrà accedere ai dati finanziari dei contribuenti. L'archivio rapporti finanziari, la banca dati delle Entrate con le informazioni sui saldi dei conti correnti, dei conti depositi, cassette di sicurezze e via dicendo potrà essere consultato ai fini della lotta all'evasione attraverso il nuovo algoritmo. Inoltre i nuovi controlli con l'algoritmo conterranno la specifica sul rischio fiscale identificato e applicato. Sono queste alcune delle novità del decreto inviato al Garante Privacy per il via libera definitivo sui controlli fiscali con l'anonimetro, una serie di incroci di banche dati e analisi di rischio di ultima generazione.

Caffè amaro per l'esercizio pubblico che non risponde alle richieste di chiarimenti del Garante Privacy sulle telecamere non conformi al Gdpr

Caffè amaro per l'esercizio pubblico che non risponde alle richieste di chiarimenti del Garante Privacy sulle telecamere non conformi al Gdpr

Non basta il consenso dei lavoratori per attivare un sistema di videosorveglianza in un locale pubblico. Serve l'accordo sindacale, l'informativa e il rispetto di tutti i principi fondamentali in materia di protezione dei dati personali. E in caso di richiesta di chiarimenti da parte dell'Autorità meglio rispondere in fretta. Lo ha evidenziato il Garante per la protezione dei dati con l'ordinanza n. 9768440 del 7 aprile 2022.

Titolari effettivi dei trust, l'istanza di accesso deve essere motivata

Titolari effettivi dei trust, l'istanza di accesso deve essere motivata

Gli obblighi di comunicazione previsti dal nuovo decreto di attuazione del registro dei titolari effettivi (Dm 11 marzo 2022 n. 55), prevedono modalità di accesso alle informazioni e, in particolare, modalità di interazione tra diritto di accesso e tutela della privacy dei titolari effettivi, diversamente declinate a seconda che si tratti di imprese dotate di personalità giuridica e persone giuridiche private ovvero di trust e istituti giuridici affini. Peraltro, proprio il richiamo agli istituti giuridici simili necessita un chiarimento ufficiale circa il perimetro a cui la normativa di attuazione possa essere applicata.

Critiche su Facebook, se le espressioni 'velenose' sono dirette alle opinioni politiche non c'è reato

Critiche su Facebook, se le espressioni 'velenose' sono dirette alle opinioni politiche non c'è reato

Con la sentenza 17784/2022 la Corte di Cassazione affronta l'interessante disamina della "critica politica e sindacale" sui social network e sui blog. Secondo la Suprema Corte, se attentamente contestualizzati, possono essere ammessi anche toni molto aspri o persino "taglienti" non essendovi limiti astrattamente concepibili all'oggetto della libera manifestazione del pensiero, se non quelli specificamente indicati dal legislatore. Su queste basi persino parole come "letamaio" - nella vicenda usate su un blog - se inserite nel contesto di un contrasto di idee ed opinioni e quindi non riferite alla persona in quanto tale, non sono penalmente rilevanti.

Privacy Day Forum 2025: il trailer della giornata

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