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Se la violazione della privacy è un atto di concorrenza sleale l'impresa danneggiata può fare causa al competitor che non rispetta il Gdpr

Se la violazione della privacy è un atto di concorrenza sleale l'impresa danneggiata può fare causa al competitor che non rispetta il Gdpr

La violazione della privacy è un atto di concorrenza sleale. Un’impresa può fare causa al proprio concorrente eccependo che quest’ultimo, non adempiendo agli obblighi previsti dal Gdpr, riesce a lucrare ingiusti vantaggi commerciali. Il carattere di plurima illiceità delle violazioni del Gdpr è stato riconosciuto dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Ue resa nella causa C-21/23.

Approvato dal Consiglio dei Ministri del 2 ottobre 2024 il decreto di adeguamento al Data Governance Act

Approvato dal Consiglio dei Ministri del 2 ottobre 2024 il decreto di adeguamento al Data Governance Act

All’Agid il compito di sportello unico per la richiesta di riutilizzo dei dati delle pubbliche amministrazioni. È quanto prevede il decreto legislativo di adeguamento al Data Governace Act” o “DGA”), approvato in via definitiva dal consiglio dei ministri del 2 ottobre 2024.

Corte di Giustizia UE: sanzione privacy calcolata sul fatturato di gruppo solo se la violazione è di gruppo

Corte di Giustizia UE: sanzione privacy calcolata sul fatturato di gruppo solo se la violazione è di gruppo

Troppo salate le sanzioni privacy calcolate sul fatturato aziendale delle imprese. Per le imprese, che fanno parte di un gruppo, si deve tenere conto del fatturato globale di gruppo, solo quando la violazione della privacy è frutto di una strategia di gruppo. Sono queste le conclusioni dell’avvocato generale della corte di giustizia dell’Ue (Cgue), presentate il 12/9/2024 nella causa C-383/23.

Segreto professionale: la relazione dello psicologo sul bullismo a scuola è blindata anche se a chiederla sono le vittime

Segreto professionale: la relazione dello psicologo sul bullismo a scuola è blindata anche se a chiederla sono le vittime

Sottochiave le relazioni degli psicologi sugli incontri tenuti con le classi dopo episodi di bullismo che coinvolgono gli studenti: prevale il segreto professionale, anche se a chiedere le relazioni sono le vittime delle prepotenze.

Anche le scuole devono controllare i metadati delle caselle di posta elettronica assegnate al personale

Anche le scuole devono controllare i metadati delle caselle di posta elettronica assegnate al personale

Anche le scuole devono controllare i metadati della posta elettronica del personale. Devono verificare per quanto tempo sono conservati i cosiddetti “log”, rispettando un limite di 21 giorni. Altrimenti, se sono tenuti per un tempo più lungo, devono fare l'accordo con i sindacati, perché la conservazione dei metadati diventa un controllo indiretto sui lavoratori.

Tribunale di Treviso: alt ad applicazioni eccessive e sproporzionate della privacy nei confronti dei docenti

Tribunale di Treviso: alt ad applicazioni eccessive e sproporzionate della privacy nei confronti dei docenti

Non si sanziona il docente per avere, nella relazione di fine anno, espresso valutazioni su studenti non nominati, anche se potenzialmente riconoscibili. A dare l'alt ad applicazioni eccessive e sproporzionate della privacy è il tribunale di Treviso, con sentenza 316/2024, con cui è stata annullata la sanzione della censura irrogata a un professore di un liceo.

Il presidente di Federprivacy a Report Rai 3

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