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Non si può abusare del diritto di accesso ai dati e alle informazioni sui trattamenti previsto dall’articolo 15 del Gdpr

Non si può abusare del diritto di accesso ai dati e alle informazioni sui trattamenti previsto dall’articolo 15 del Gdpr

Non si può abusare del diritto di accesso ai dati e alle informazioni sui trattamenti previsto dall’articolo 15 del Gdpr. Lo ha deciso il Tribunale amministrativo federale austriaco, (ma i principi sono validi pure in Italia) che ha stabilito la prevalenza del diritto di difesa in giudizio rispetto al diritto di accesso, previsto dal Gdpr, a documenti specifici rilevanti per eventuali controversie in corso.

L’età minima per l'accesso ai social network è un rebus

L’età minima per l'accesso ai social network è un rebus

Sull’età minima per accedere ai social media i garanti vanno in ordine sparso. La garante per l’infanzia e l’adolescenza è d’accordo a portarla a 16 anni, mentre il garante della privacy elenca le ragioni a favore della soglia dei 14 anni, attualmente prevista, ma lascia la decisione al Parlamento.

Know-how e privacy, segreti d’impresa sotto chiave

Know-how e privacy, segreti d’impresa sotto chiave

Know-how e segreti aziendali battono la privacy. Non devono necessariamente essere rivelati all’interessato che, ai sensi dell’articolo 15 Gdpr, chiede all’impresa la copia dei dati personali e/o informazioni sul trattamento degli stessi. È quanto stabilito dal Garante nell’ingiunzione n. 380 del 20 giugno 2024.

I chiarimenti del Garante Privacy sui dati sanitari: regole deontologiche e FAQ sulla ricerca scientifica

I chiarimenti del Garante Privacy sui dati sanitari: regole deontologiche e FAQ sulla ricerca scientifica

Recentemente si scriveva di auspicate riforme in materia di trattamento di dati sanitari che promuovessero la circolazione e l’uso secondario dei dati per finalità di ricerca scientifica. E di come il quadro normativo vigente non consentisse di valorizzare pienamente i dati sanitari, il cui riutilizzo risultava invece limitato.

Gli Stati sono responsabili di assicurare il rispetto della vita privata applicando correttamente l’art.8 della Convenzione europea

Gli Stati sono responsabili di assicurare il rispetto della vita privata applicando correttamente l’art.8 della Convenzione europea

Gli Stati sono tenuti a garantire la tutela dei dati personali, anche se raccolti da aziende private, e sono responsabili della violazione del diritto al rispetto della vita privata nei casi in cui non intervengano per impedire la raccolta e l’uso illegittimo dei dati, inclusi i casi in cui un cittadino continui a ricevere bollette per un servizio di cui non è utente.

Contratti pubblici e procedure di affidamento: le banche dati si 'alleggeriscono' dei dati personali

Contratti pubblici e procedure di affidamento: le banche dati si 'alleggeriscono' dei dati personali

A metà estate l’Anac ha valorizzato un tema molto importante: le PA non devono riportare dati personali nel testo di provvedimenti pubblicati online, menzionandoli solo negli atti a disposizione degli Uffici delle PA procedenti.

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