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Consiglio di Stato: condividere un 'meme' diffamatorio su Facebook non significa approvarne il contenuto

Consiglio di Stato: condividere un 'meme' diffamatorio su Facebook non significa approvarne il contenuto

Secondo il Consiglio di Stato la pubblicazione di “post” o “meme” sul proprio profilo Facebook, senza alcuna considerazione o commento, non può di per sé valere come approvazione del contenuto del documento e non può avere quindi di per sé alcun effetto in termini di responsabilità.

Tribunale di Torino: la multa dell'autovelox può essere inviata alla Pec dello studio anche se non riguarda le attività professionali

Tribunale di Torino: la multa dell'autovelox può essere inviata alla Pec dello studio anche se non riguarda le attività professionali

Il verbale del codice della strada può essere inviato all’indirizzo di posta elettronica certificata, anche se si tratta di una comunicazione estranea allo svolgimento dell’attività professionale. È quanto deciso dal Tribunale di Torino, con la sentenza n. 10/2025 del 2 gennaio 2025.

Il preside può fare convocazioni informali dei dipendenti: nessuna violazione privacy

Il preside può fare convocazioni informali dei dipendenti: nessuna violazione privacy

Può essere orale la convocazione del dipendente da parte del dirigente scolastico. Il dipendente non può pretendere la convocazione con atto scritto. E non c’è violazione della privacy se la convocazione viene riferita da un collega, al quale non viene rivelata la ragione della convocazione.

Dati personali eccedenti oscurati e fascicoli blindati nei processi civili

Dati personali eccedenti oscurati e fascicoli blindati nei processi civili

Nei processi civili il giudice deve ordinare l’oscuramento di dati personali eccedenti, limitare l’accesso ai fascicoli, imporre alle parti di fare un uso limitato delle informazioni contenute negli atti e documenti delle cause. È il principio applicato dal tribunale di Bolzano con l’ordinanza del 22/12/2024, resa nel procedimento n. 3662/2023.

Il cittadino che teme una violazione della sua privacy può fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo solo dopo il reclamo al Garante

Il cittadino che teme una violazione della sua privacy può fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo solo dopo il reclamo al Garante

Ricorsi a Strasburgo per violazione dei dati personali possibili solo dopo aver presentato il reclamo all’Autorità garante per la protezione dei dati che, pur non essendo un organo giurisdizionale, ha caratteristiche di indipendenza simili ed è in grado di adottare misure effettive di tutela. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo.

Stop all’abuso d’ufficio, ma può scattare la rivelazione di segreto

Stop all’abuso d’ufficio, ma può scattare la rivelazione di segreto

Soppresso l’abuso d’ufficio con la "riforma Nordio" (Legge 114 del 2024, in vigore dal 25 agosto 2024) la magistratura ha sinora reagito in due modi: da una parte bersagliando la scelta del legislatore con una serie di questioni di legittimità costituzionale, dall’altra provando a utilizzare a fronte del vuoto normativo altre figure di reato.

Tavola rotonda su privacy e intelligenza artificiale nel mondo del lavoro

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