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Facebook: Il Tar del Lazio sospende obbligo Antitrust di rettifica su uso dati utenti

Facebook: Il Tar del Lazio sospende obbligo Antitrust di rettifica su uso dati utenti

Il Tar del Lazio, ordinanze 335 e 336 di oggi, ha accolto in via cautelare la richiesta proposta da Facebook Ireland e Facebook Inc di sospendere l'efficacia del provvedimento sanzionatorio dell'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, notificato alla società il 7 dicembre scorso, limitatamente all'imposizione dell'obbligo di esporre e pubblicare una dichiarazione rettificativa riguardo l'utilizzo dei dati personali degli utenti.

Gestione affitti, "privacy doppia" per l’amministratore di condominio

Gestione affitti, "privacy doppia" per l’amministratore di condominio

L’articolo 12 del Regolamento Ue 16/679 impone al soggetto che tratta i dati di adottare «misure appropriate per fornire all’interessato tutte le informazioni di cui agli articoli 13 e 14». L’informativa, disciplinata dagli articoli 13 e 14 del Regolamento, è il documento nel quale devono ritrovarsi questi elementi e, in ambito condominiale deve presentare un primo elemento essenziale, cioè i dati del titolare del trattamento. 

Tribunale di Milano: Google non responsabile per commenti utenti

Tribunale di Milano: Google non responsabile per commenti utenti

Punto a favore di Google nella battaglia per la neutralità degli Internet Service Provider rispetto ai contenuti veicolati. Il Tribunale di Milano, ordinanza 36957/2018, in sede cautelare, ha infatti respinto il ricorso presentato da un'agenzia pubblicitaria che pretendeva la rimozione di alcuni commenti ospitati su un forum di Google in cui veniva accusata di condotte scorrette nei confronti degli utenti. Nel rigettare il ricorso, il Tribunale ha chiarito che Google «non è direttamente responsabile delle informazioni inserite nei forum e negli spazi da essa messi a disposizione degli utenti».

Adeguata informativa privacy anche per le interviste orali

Adeguata informativa privacy anche per le interviste orali

Più trasparenza nel trattamento dati per ricerca storica. Bisogna dare una adeguata informativa privacy, anche nel caso di trattamento di fonti orali (mediate interviste). È questa una delle disposizioni previste dalla delibera n. 513 del Garante della privacy del 19 dicembre 2018, che ha individuato le regole etiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica compatibili con il Regolamento Ue n. 2016/679 sulla protezione dei dati (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 15/1/2019).

Il Garante della Privacy indica diritti e doveri dei giornalisti dopo il Regolamento UE 679/2016

Il Garante della Privacy indica diritti e doveri dei giornalisti dopo il Regolamento UE 679/2016

Il giornalista può trattare i dati senza consenso, ma deve rispettare il limite dell'essenzialità dell'informazione; ha diritto alla segretezza delle fonti, ma deve rispettare la dignità delle persone; può mantenere il suo archivio personale, ma non deve agire in incognito. Sono alcuni dei punti fermi del difficile bilanciamento tra privacy e diritto di cronaca, alla luce delle «Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica», elaborate dal Garante e trasmesse Ministero della giustizia per essere riportate con decreto nell'Allegato A) del Codice Privacy, la cui delibera è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4/01/2019.

Fondi Horizon 2020 per la privacy. Obiettivo: aiutare le Pmi

Fondi Horizon 2020 per la privacy. Obiettivo: aiutare le Pmi

Progetti in materia di privacy, con un budget compreso tra un minimo di tre e un massimo di cinque milioni di euro. E soluzioni rivolte alla sicurezza dei semplici cittadini o delle Pmi e delle microimprese, per consentire una migliore gestione dei processi di trattamento dei dati, soprattutto alla luce dei molti interventi regolatori intervenuti negli ultimi anni. È questo l’oggetto di un bando Horizon 2020 in scadenza ad agosto per il quale serve, però, una lunga programmazione, vista la grande complessità delle proposte da preparare: si parla, ad esempio, di software per la sicurezza disegnati secondo il modello «open source».

Il presidente di Federprivacy al TG1 Rai

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