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Corte Costituzionale: redditi dirigenti della pubblica amministrazione, la privacy vince sulla trasparenza

Corte Costituzionale: redditi dirigenti della pubblica amministrazione, la privacy vince sulla trasparenza

Cade l’obbligo di pubblicare online i dati personali sul reddito e sul patrimonio dei dirigenti pubblici diversi da quelli che ricoprono incarichi apicali. Con la sentenza n. 20 depositata oggi (relatore Nicolò Zanon), la Corte costituzionale ha infatti dichiarato illegittima la disposizione che estendeva a tutti i dirigenti pubblici gli stessi obblighi di pubblicazione previsti per i titolari di incarichi politici.

Corte di Giustizia UE: niente privacy se il video in rete serve a informare il pubblico

Corte di Giustizia UE: niente privacy se il video in rete serve a informare il pubblico

La registrazione di un video all’interno di una stazione di polizia e la successiva diffusione del filmato su Youtube rientrano nella disciplina Ue in materia di trattamento dei dati personali. Spetta, però, al giudice nazionale verificare se la registrazione e la diffusione abbia come unico scopo quello di divulgare al pubblico informazioni, opinioni o idee perché, in presenza di un’attività giornalistica, la normativa Ue sui dati personali non va applicata. Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Unione europea nella Sentenza C-345/17, nella quale sono intervenuti ben sette Stati membri, inclusa l’Italia.

No al doppio controllo per contrastare l'assenteismo dei dipendenti pubblici

No al doppio controllo per contrastare l'assenteismo dei dipendenti pubblici

No all'obbligo di doppio controllo (videosorveglianza e impronte digitali) sugli accessi al lavoro dei dipendenti pubblici. È in contrasto con il regolamento Ue sulla privacy (Gdpr). Lo ha ricordato Antonello Soro, presidente dell'autorità garante per la protezione dei dati personali, che è stato sentito ieri 6/2/2019 dalle commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavoro della Camera, impegnata nell'esame del disegno di legge (atto 1433), recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo.

Navigare troppo in internet costa il posto di lavoro

Navigare troppo in internet costa il posto di lavoro

La Corte di cassazione, con sentenza 3133/2019 , conferma la decisione della Corte d'appello di Brescia che aveva ritenuto legittimo il licenziamento disciplinare intimato a una dipendente per accesso esorbitante a siti internet, tra cui il social network Facebook, in orario di lavoro.

Frode informatica per l'operazione online con carta clonata

Frode informatica per l'operazione online con carta clonata

Commette il reato di frode informatica e non quello di indebita utilizzazione di carte di credito colui che, servendosi di una carta di credito falsificata e di un codice di accesso fraudolentemente captato in precedenza, si introduca abusivamente nel sistema informatico bancario ed effettui illecite operazioni di trasferimento fondi. L'introduzione abusiva al sistema informatico configura quell'elemento specializzante che consente di ritenere applicabile l'articolo 640-ter cpe non l'articolo 493-ter cp. Questo è quanto emerge dalla sentenza 180/2018 della Corte d'appello di Trento.

Diffamazione online, Cassazione meno severa per i post satirici su Facebook degli utenti

Diffamazione online, Cassazione meno severa per i post satirici su Facebook degli utenti

Il giudice non può addossare a chi pubblica un post su Facebook gli stessi oneri di un giornalista. Va dunque esclusa la diffamazione per il commento negativo sul social network, con il quale si stronca un'attività gastronomica, accusando il gestore di avere prezzi alti e “truffare” sul peso.

Privacy Day Forum 2025: il trailer della giornata

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