NEWS

Gli adempimenti del datore dopo le ultime modifiche al Codice della privacy

Gli adempimenti del datore dopo le ultime modifiche al Codice della privacy

È entrato in vigore il 19 settembre 2018 il Dlgs 101 del 10 agosto 2018, di armonizzazione della legislazione italiana con le regole del regolamento Ue 2016/679, già operativo dal 25 maggio 2018. I principali adempimenti in materia di privacy sono già in vigore da quest'ultima data e in particolare l'obbligo di rilasciare ai lavoratori interessati la prescritta informazione sulle finalità e modalità del trattamento e sui diritti di accesso degli interessati. Il D.Lgs. n. 101/2018 modifica e integra il cosiddetto codice della privacy contenuto nel D.Lgs. 196/2003 che, come confermato anche dallo stesso Garante, resta in vigore a fianco del regolamento europeo.

Sexting: chiede selfie hot alla fidanzatina, scatta il reato di pedopornografia

Sexting: chiede selfie hot alla fidanzatina, scatta il reato di pedopornografia

Scatta il reato di pornografia minorile per chi induce con minacce l’ex fidanzata minorenne a farsi selfie erotici per poi inviarli ad un amico su Facebook. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza n. 39039 depositata lo scorso 28 agosto che stringe le maglie sul cosiddetto sexting, condannando il responsabile a tre anni di reclusione e al pagamento di 18mila euro di multa.

Il trattamento di dati biometrici dopo il decreto di adeguamento al Gdpr

Il trattamento di dati biometrici dopo il decreto di adeguamento al Gdpr

Domani, 19 settembre, entrerà in vigore il Dlgs n. 101/2018, che detta disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento Ue 2016/679, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati. Posto che l'articolo 9, paragrafo 4, del Gdpr prevede che gli Stati membri possono mantenere o introdurre ulteriori condizioni, comprese limitazioni, con riguardo al trattamento di dati biometrici, il Legislatore nazionale ha stabilito, con il nuovo art. 2-septies del Codice Privacy, come modificato dal Dlgs n. 101/2018, le misure di garanzia per il trattamento dei dati biometrici.

Giornalisti intercettati, condanna della Cedu

Giornalisti intercettati, condanna della Cedu

Le intercettazioni a danno dei giornalisti violano la Convenzione europea dei diritti dell’uomo perché compromettono il diritto alla confidenzialità delle fonti. Lo ha stabilito la Corte di Strasburgo con la sentenza Big Brothers Watch e altri contro il Regno Unito, depositata ieri. Al centro della vicenda arrivata alla Corte europea e che è costata la condanna di Londra, il sistema di intercettazioni svelato da Edward Snowden a causa del quale molte informazioni, raccolte a strascico, erano state condivise dai servizi segreti inglesi e statunitensi.

Cassazione: attività investigativa su lavoratori possibile solo per accertare illeciti extracontrattuali

Cassazione: attività investigativa su lavoratori possibile solo per accertare illeciti extracontrattuali

Il licenziamento per giusta causa irrogato al dipendente che abbia ripetutamente manomesso il registro delle presenze al fine di occultare le proprie assenze ingiustificate dal lavoro è illegittimo quando, per accertare questa circostanza, il datore di lavoro abbia fatto ricorso ai servizi di un investigatore privato. E questo perché, affinché il ricorso a soggetti esterni all'organizzazione aziendale per vigilare sull'operato di un proprio dipendente sia legittimo, è necessario che l'attività investigativa disposta dal datore di lavoro abbia ad oggetto l'accertamento di condotte illecite diverse dal solo adempimento della prestazione. Lo Statuto dei Lavoratori, infatti, riserva quest'ultimo tipo di controllo proprio al datore di lavoro e alla propria organizzazione gerarchica, non consentendo che venga invece affidato a soggetti terzi alla struttura aziendale.

Cassazione: offese nella chat riservata di Facebook, illegittimo il licenziamento disciplinare

Cassazione: offese nella chat riservata di Facebook, illegittimo il licenziamento disciplinare

Non costituisce condotta diffamatoria l'utilizzo di una chat riservata ai componenti di una organizzazione sindacale su Facebook per scambiare valutazioni e giudizi di contenuto anche pesantemente negativo relativi alla società a cui i lavoratori appartengono e al suo amministratore.

Vademecum per prenotare online le vacanze senza brutte sorprese

Mappa dell'Italia Puglia Molise Campania Abruzzo Marche Lazio Umbria Basilicata Toscana Emilia Romagna Calabria

Rimani aggiornato gratuitamente con la nostra newsletter settimanale
Ho letto l'Informativa Privacy