Viola la privacy la tabaccheria che usa telecamere intelligenti per controllare l'età dei clienti che comprano le sigarette
Negli ultimi tempi in Francia alcune tabaccherie hanno iniziato ad utilizzare telecamere tecnologicamente "potenziate" per stimare l'età dei loro clienti prima di effettuare qualsiasi vendita di prodotti vietati ai minori, come tabacco, alcol, gioco d'azzardo, etc., e l’autorità per la protezione dei dati personali transalpina (CNIL) non ha tardato a far sapere la sua posizione.

Sul proprio sito istituzionale, il garante francese spiega che il funzionamento di tali dispositivi assai invasivi è basato su un algoritmo di intelligenza artificiale che scansiona il volto della persona per stimare se la persona è minorenne o maggiorenne, e di prassi essi vengono attivati di default analizzando i volti di tutte le persone che entrano nel loro campo visivo all’ingresso degli esercizi commerciali, indicando con un semaforo verde o rosso, se l’età stimata delle persone supera o meno un’età predeterminata (ad esempio 18 anni).
Queste telecamere “potenziate” sono attualmente utilizzate dagli operatori del tabacco come strumento di supporto decisionale, ma non sono destinate a consentire ai clienti di dimostrare la loro maggiore età, in quanto esse non sono uno strumento tecnologicamente e giuridicamente valido per poterlo accertare.
A seguito di diverse richieste sul loro rispetto della normativa sulla privacy, e tenendo conto delle sfide presentate da questi marchingegni tecnologici, la CNIL ha quindi analizzato la loro conformità al GDPR e le altre leggi nazionali.
Innanzi tutto, l’analisi del volto effettuata dalle cosiddette telecamere “potenziate” o “aumentate” costituisce un trattamento dei dati personali, e pertanto devono rispettare i principi stabiliti dal GDPR per essere utilizzate legalmente.
Nella sua posizione sulle condizioni per l’implementazione di telecamere “aumentate” pubblicate nel luglio 2022, la CNIL aveva già sottolineato l’importanza di dimostrare che l’uso di tali dispositivi sia effettivamente necessario e proporzionato prima ancora che venga effettuata qualsiasi implementazione.
Se la legge francese impone alle tabaccherie di verificare che i loro clienti siano maggiorenni prima di vendere loro tabacco o alcol, questi dispositivi possono però solo stimare l’età delle persone, senza certezza, e comportano un rischio di errore, come qualsiasi sistema di intelligenza artificiale. La loro necessità e la loro opportunità in questo contesto sono quindi discutibili.
Infatti, poiché tali telecamere possono fare solo una stima, il rispetto dei loro obblighi richiede comunque che i venditori di tabacco chiedano sistematicamente ai loro clienti la prova della maggiore età. Di conseguenza, non è necessaria l’analisi preventiva dei volti delle persone da parte di una telecamera per stimare la loro età: essa verrebbe solo aggiunta al controllo richiesto dalla legge. Al contrario, l'uso di questo dispositivo potrebbe incoraggiare gli esercenti a fare affidamento esclusivamente sul risultato reso dalla macchina, senza ulteriori verifiche.
Per adempiere ai loro obblighi di controllo dell'età, i tabaccai devono pertanto ricorrere ad altre soluzioni come la verifica di un documento di identità o di qualsiasi documento ufficiale contenente la data di nascita della persona, oppure ricorrendo ad alcune applicazioni mobili che dimostrano la maggiore età con precisione mostrando un minimo di informazioni, come ad esempio, l’app “mini-wallet” sviluppata dalla Commissione Europea per il controllo dell’età, attualmente in fase sperimentale in alcuni paesi dell’Unione Europea.
Inoltre, come ogni cosiddetto sistema di telecamere “aumentate”, anche questi dispositivi di stima dell’età algoritmica presentano rischi per i diritti e le libertà fondamentali delle persone, nonostante alcune garanzie come l’elaborazione locale dei dati e la rapida rimozione delle immagini.
Infatti, il loro modo di operare implica un’attivazione continua e continua che pare sproporzionata rispetto all’obiettivo perseguito, in particolare perché filma tutte le persone, comprese quelle che sono manifestamente maggiorenni, e impedisce alle persone di esercitare Il diritto di opposizione garantito dal GDPR. E queste fotocamere non solo filmano, ma analizzano anche in tempo reale le persone che vi si trovano di fronte.
Secondo la CNIL, il loro impiego in spazi commerciali come le tabaccherie contribuisce al rischio di banalizzazione e di assuefazione a una forma di sorveglianza rafforzata dalla proliferazione di tali strumenti, e per tutte le suddette ragioni l’autorità ha ribadito che il loro utilizzo non è in linea con il GDPR.






