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Visualizza articoli per tag: violazioni

La Cnil, la commissione nazionale francese per l'Informatica e la Libertà, ha condannato "Big G" a pagare una multa di centomila euro per violazione delle disposizioni sul «diritto all'oblio», il diritto cioè di veder cancellati dai motori di ricerca i link a notizie su una persona ritenute «inadeguate o non più pertinenti».

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Imprese sanzionate per violazione della privacy in caso di furto di dati dal computer personale del dipendente utilizzato dallo stesso per lavoro. È quanto deciso dal Tribunale amministrativo provinciale di Varsavia (sentenza del 13 maggio 2021, nel caso II SA/Wa 2129/20, solo ora resa nota), che, confermando un precedente provvedimento del Garante della privacy polacco, ha condannato un'università alla sanzione di circa 11 mila euro per non avere attuato misure adeguate a impedire la divulgazione di dati personali su un laptop di un dipendente.

Quindici giorni per comunicare a tutti i diretti interessati le violazioni dei dati personali che si verificarono il primo aprile scorso, cioè nel click day, quando il sito dell'Inps venne preso d'assalto dai beneficiari delle misure di sostegno, previste dal Cura Italia. E' questo il termine che il Garante della Privacy ha ingiunto all'istituto di previdenza, con un provvedimento pubblicato sul sito dell'authority.

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Informativa incompleta, dati trattati senza un valido consenso, mancata notifica della geolocalizzazione degli utenti. Queste le violazioni accertate nei confronti di Uber dal Garante privacy italiano, che avvierà un autonomo procedimento sanzionatorio e segnalerà la questione anche alle altre Autorità europee.

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Una multa da 32mila euro. È la sanzione emessa dal Garante della privacy all’associazione Rousseau, responsabile del trattamento dati del sito del Movimento 5 stelle e notificato martedì scorso dai militari della guardia di finanza al presidente Davide Casaleggio nella sede milanese dell’ associazione. 

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Con riferimento ai dati di circa 36 milioni italiani, compresi in molti casi numeri telefonici e indirizzi mail, disponibili online a seguito di una violazione dei sistemi di Facebook, il Garante per la protezione dei dati personali ha chiesto al social network di rendere immediatamente disponibile un servizio che consenta a tutti gli utenti italiani di verificare se la propria numerazione telefonica o il proprio indirizzo mail siano stati interessati dalla violazione.

Il datore di lavoro non può accedere in maniera indiscriminata alla posta elettronica o ai dati personali contenuti negli smartphone in dotazione al personale. È un comportamento illecito. Lo ha ribadito il Garante della privacy vietando a una multinazionale l’ulteriore utilizzo dei dati personali trattati in violazione di legge. La società potrà solo conservarli per la tutela dei diritti in sede giudiziaria.

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Giovedì, 31 Maggio 2018 16:47

Gdpr, già fioccano i ricorsi in tutta Europa

La nuova privacy all'europea non è neppure partita e già è sommersa dalle controversie. E' appena entrata in definitivamente in vigore, in tutti i 28 paesi dellUnione europea, del Regolamento Ue 2016/679, noto come Gdpr (General Data Protection Regulation), relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali, e pare che non tutto vada proprio liscio.

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Le informazioni personali di quasi 5 milioni di cittadini georgiani sono state pubblicate online su un forum di hacking durante lo scorso fine settimana. Gli interessati coinvolti sono addirittura più della attuale popolazione della Georgia di 3,7 milioni di abitanti perché il database trafugato risulta non aggiornato da tempo e contiene perciò anche i dati dei defunti.

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L'Autorità di controllo della protezione dei dati per lo stato di Berlino ( Die Berliner Beauftragte für Datenschutz und Informationsfreiheit ) ha sanzionato la seconda più grande società immobiliare tedesca Deutsche Wohnen per le violazioni del GDPR per la conservazione di dati personali senza giustificazione legale.  L'importo della multa, pari a 14,5 milioni di euro , è il più elevato finora emesso da un'autorità di controllo tedesca per le violazioni della protezione dei dati.

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Il presidente di Federprivacy a Report Rai 3

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