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Sequestro smartphone e ispezione di messaggi e foto contenuti nel dispositivo solo se proporzionali al reato commesso
Il giudice può emettere un provvedimento di sequestro dello smartphone e autorizzare la visione dei messaggi, filmati e foto se il materiale rispecchia i canoni di proporzionalità rispetto al reato per cui si sta procedendo.
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Smartphone, le app continuano a spiarci anche dopo averle eliminate. E nessuno è al sicuro
Bloomberg se ne frega delle “sollecitazioni” che arrivano dal Ceo di Amazon web services e da Jeff Bezos in persona personalmente (come direbbe il buon Catarella nel sequel del Commissario Montalbano). A nessuno, dall’editore all’ultimo giornalista, passa per la mente di accogliere le insistenti richieste di smentire la notizia dei microprocessori spia di fabbricazione cinese. Non solo. La redazione di Bloomberg, non contenta, adesso tira fuori un’altra storia da far rizzare i capelli. Tenetevi forte perché tutti noi corriamo il rischio di essere tracciati anche dalle “app” che abbiamo disinstallato.
Spagna: niente smartphone in classe e scuole responsabili in caso di danni alla privacy degli studenti
Niente smartphone in classe, neanche per scopi didattici, se l’obiettivo può essere raggiunto con altri strumenti. Il telefonino è uno strumento pericoloso e le scuole sono responsabili in caso di danni alla privacy degli studenti derivanti dall’uso di app e servizi didattici. Queste sono le indicazioni del Garante della privacy spagnolo (AEPD).
Truffa sim swap, usare lo smartphone per accedere al conto vi sembra comodo? Anche ai pirati informatici
Un tempo la parola fatata era “Sim sala bim” e chi – bambino negli anni settanta – era affascinato dai giochi di prestidigitazione di Silvan sa che quell’espressione significa “Che la magia si compia”. Oggi l’attenzione è concentrata su “Sim swap scam”, dizione legata ad una terrificante dinamica fraudolenta che fa perno sulla telefonia mobile e semina il panico tra chi adopera il proprio smartphone non solo per telefonare.
Una falla nel Bluetooth mette a rischio milioni di telefoni cellulari
I ricercatori dell’Israel Institute of Technology hanno identificato una vulnerabilità di sicurezza (CVE-2018-5383) in due funzionalità Bluetooth correlate. Le due funzioni sono Secure Simple Pairing e LE Secure Connections. I ricercatori hanno scoperto che le specifiche Bluetooth raccomandano, ma non richiedono, una particolare procedura di sicurezza per queste funzioni. Non è richiesto che un dispositivo che le supporti convalidi la chiave pubblica ricevuta over-the-air durante il pairing con un nuovo device.
Usa: privacy a rischio negli aeroporti, aumentano le perquisizioni invasive su smartphone e dispositivi elettronici dei passeggeri
Negli Stati Uniti le ispezioni agli aeroporti stanno diventando sempre più intrusive, e il controllo di cellulari e dispositivi elettronici pone una seria minaccia alla privacy e alla libertà individuale. Negli ultimi anni, l’attraversamento delle frontiere statunitensi si è trasformato infatti in una circostanza di vulnerabilità per la riservatezza dei passeggeri.
Vendita di smartphone usati: dati personali a rischio senza cancellazione sicura. L'infografica con le best practices per tutelare la privacy
Cresce il commercio di smartphone di seconda mano, ma se chi li vende non rimuove i dati memorizzati nei propri dispositivi rischia serie conseguenze. Bernardi: “Pericolo di incappare in un malintenzionato o un curioso a cui potremmo consentire di intromettersi nella nostra vita privata”. Nuova infografica di Federprivacy. Secondo una ricerca di Eset il 56% dei router usati contengono dati dei precedenti proprietari, e un sondaggio di Federprivacy evidenzia che l’89% degli addetti ai lavori formatta i devices aziendali da dismettere senza però adottare altre precauzioni. Data Wipe:”Raccomandate procedure di sanitizzazione dei dati, altrimenti si viola il GDPR e si lasciano le porte aperte agli hacker”. Il tema della data sanitization al Privacy Day Forum.
WhatsApp, il gioco del "vicino di numero" rischia di diventare un incubo
Si chiama #numberneighbor ed arriva dagli Stati Uniti la nuova tendenza che si sta diffondendo anche in Italia come diversivo per socializzare sotto l'ombrellone con il proprio smartphone, ma che insieme al divertimento rischia di portare anche brutte sorprese per chi si presta a stare al gioco.
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Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento
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