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Nicola Bernardi

Presidente di Federprivacy. Consulente del Lavoro. Consulente in materia di protezione dati personali e Privacy Officer. @Nicola_Bernardi

Essere vittima di una violazione della privacy può essere frustrante e dar luogo a rabbia, inquietudine e paura, ma ora una sentenza della Corte di Giustizia dell’UE apre la porta al diritto a ricevere un risarcimento anche per i sentimenti negativi che si possono provare in una situazione stressante causata dalla perdita del controllo dei propri dati personali.

Nella società digitale in cui viviamo gli attacchi hacker sono ormai all’ordine del giorno, eppure le imprese che ne sono colpite non corrono ai ripari per mettere in sicurezza i dati come ci si aspetterebbe, e le ultime statistiche sembrano evidenziare pure un calo di sensibilità verso i rischi cibernetici.

A partire dal 19 agosto 2025 entra in funzione il nuovo sistema di filtraggio anti-spoofing imposto da Agcom agli operatori telefonici, ma è meglio non illudersi pensando che le nuove misure possano davvero segnare una svolta per milioni di italiani assillati dalle incessanti telefonate promozionali.

Di recente l’Italia è stata teatro di un importante attacco informatico ai danni di cittadini e viaggiatori che si sono trovati a soggiornare in alcuni hotel tra giugno e luglio 2025, aprendo scenari preoccupanti per la privacy e la sicurezza di decine di migliaia di persone che hanno fruito di servizi alberghieri negli ultimi mesi.

L'intelligenza artificiale ha trasformato il mondo del lavoro, introducendo strumenti sempre più sofisticati per il monitoraggio delle attività dei dipendenti. Ma fino a che punto è lecito ed accettabile sorvegliare i lavoratori? Una recente sanzione per "sorveglianza eccessiva" offre uno spunto per riflettere sui limiti giuridici ed etici dei controlli sul lavoro.

Nel 2018 l’introduzione del GDPR era stata salutata come una rivoluzione epocale della protezione dei dati personali e una pietra miliare della tutela dei diritti digitali in Europa, ma a distanza di quasi 7 anni l'Unione Europea si appresta ad apportare delle semplificazioni che tali potrebbero non rivelarsi.

Dal 1° aprile 2025 è entrato in vigore il nuovo codice Ateco 96.99.22, denominato “Servizi di incontro ed eventi simili”, che dovrà essere utilizzato da coloro che esercitano attività riconducibili all'accompagnamento e alla prestazione di servizi sessuali, comprese escort e accompagnatori, che d’ora in poi avranno un inquadramento fiscale ufficiale.

Circa il 20% degli utenti aziendali ha installato di propria iniziativa almeno un'estensione di AI generativa nel proprio browser, ma il 58% delle estensioni di AI ha permessi di accesso classificati come a rischio alto o critico, mentre il 5,6% di esse è addirittura potenzialmente dannoso, in quanto ha la capacità di sottrarre informazioni sensibili.

Obbligare gli spettatori che devono entrare allo stadio per assistere a una partita di calcio a sottoporsi alla tecnologia di riconoscimento facciale per essere identificati viola la loro privacy. A sostenerlo con severità è il garante per la protezione dei dati spagnolo (AEPD) che ha imposto una multa da 1 milione di euro per violazione del GDPR alla Liga.

Dai conti pubblici al lavoro, dall’ambiente ai servizi, dal demanio alle imprese, e anche sugli alimenti e sull’abbigliamento, in Italia siamo ormai abituati da anni a sentirci dire che dobbiamo fare riforme o modernizzare il nostro ordinamento perché “ce lo chiede l’Europa”, e ora l’UE ci chiede persino di abbandonare il tradizionale bon ton per rispettare la privacy.

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Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento

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