Nicola Bernardi
Presidente di Federprivacy. Consulente del Lavoro. Consulente in materia di protezione dati personali e Privacy Officer. @Nicola_Bernardi
Euro digitale, ancora problemi di privacy da risolvere
Secondo gli obiettivi della BCE, a partire dal 2026 l'euro digitale dovrebbe diventare la moneta virtuale dell’Eurozona come equivalente elettronico dell’euro fisico in contanti. Ma affinchè abbia il successo sperato servono standard privacy più elevati per guadagnare la fiducia dei cittadini.
Con il trojan low cost chiunque può violare la vostra privacy spiandovi attraverso lo smartphone
Chiunque abbia interesse a intrufolarsi illegalmente nella vostra sfera privata non ha necessariamente bisogno di rivolgersi a un’agenzia investigativa e spendere migliaia di euro, perché procurarsi spyware e trojan è diventato ormai più facile di quanto si possa pensare.
Privacy e cybersecurity viaggiano su due binari diversi, ma per proteggere i dati serve convergenza
I professionisti della privacy e quelli della cybersecurity viaggiano spesso su due binari paralleli che raramente si incontrano, ma per proteggere i dati in modo efficace occorre affrontare ambedue i temi senza penalizzarne uno a discapito dell’altro.
Chi cerca casa in affitto rischia di finire a sua insaputa nel mirino degli investigatori privati
Chi cerca casa in affitto rischia di finire a sua insaputa nel mirino degli investigatori privati. È quanto accaduto a un cliente che aveva richiesto di affittare un appartamento, apprendendo poi che l'agenzia a cui si era rivolto aveva incaricato un'agenzia investigativa per ottenere informazioni su di lui e la sua famiglia.
Non si possono realizzare Smart Cities sostenibili ed inclusive senza rispettare la privacy dei cittadini
La digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni ha un ruolo centrale nel PNRR, i cui investimenti hanno l’obiettivo di innescare un vero e proprio cambiamento strutturale per rendere più efficienti gli ingranaggi della macchina pubblica italiana e delle nostre città. Le principali sfide della p.a. sulla protezione dei dati.
Ispezioni del Garante Privacy, aziende e DPO pronti ad affrontarle con procedure interne e simulazioni
Per non farsi cogliere impreparate di fronte a un'inaspettata ispezione del Garante della Privacy, alcune grandi aziende hanno incluso nelle proprie procedure interne manuali e documenti come “Vademecum delle prassi per la cooperazione con Garante Privacy”, mentre altre hanno fatto veri e propri "stress test" con simulazioni d'ispezione.
Senza cybersecurity non può esserci né privacy né conformità al GDPR
La maggior parte delle aziende investono denaro e risorse per essere in regola con il GDPR, ma a 5 anni dall’introduzione del Regolamento UE un sondaggio condotto dall’Osservatorio di Federprivacy ha rivelato che il 78% delle aziende italiane considerano ancora il rispetto del GDPR come una mera burocrazia.
Proteggere la vostra privacy è un incubo se possedete un’auto costruita di recente
Se possedete un’automobile costruita negli ultimi anni, la vostra vettura potrebbe spiarvi e raccogliere i vostri dati personali, compreso il vostro peso, sapere se rispettate il codice della strada allacciandovi le cinture di sicurezza, con quanta forza premete sui freni, e conoscendo perfino dati sensibili sulla vostra “razza” e sulla vostra attività sessuale.
Food delivery senza privacy: dopo avere dato il proprio numero per la consegna, il 29% dei clienti viene ricontattato per avances sessuali
Se ormai sono in molti ad utilizzare il servizio di food delivery per ricevere un pranzo veloce da consumare durante la pausa pranzo sul lavoro, o per una cena tranquilla davanti alla tv senza doversi preoccupare di cucinare, d'altra parte i rider impiegati per le consegne a domicilio sembrano non essere troppo rispettosi della privacy dei clienti.
Datore di lavoro crea una black list con le valutazioni sui dipendenti senza coinvolgere il Data Protection Officer
Dipendenti sottoposti a umilianti violazioni della loro privacy, venivano classificati in modo denigratorio in un registro istituito dal datore di lavoro senza aver mai coinvolto il Data Protection Officer. Interviene l'autorità per la protezione dei dati con sanzioni per 215.000 euro.
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Il presidente di Federprivacy a Report Rai 3
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