Federprivacy
Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati, iscritta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE) ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected]
Hacker all'assalto dei dati delle aziende, emergenza sicurezza informazioni
Reti aziendali prese di mira da attacchi ransomware, virus che bloccano i dati chiedendo il pagamento di un riscatto per restituirli. Cybercriminali assoldano "rivenditori" consegnando loro un kit di lavoro con investimento di 100 dollari. A Vicenza sono 250 le aziende colpite da un'ondata di attacchi. Bernardi: "Vero danno per aziende è lo stato di paralisi in cui si trovano nell'impossibilità di proseguire l'esercizio della loro attività". Programmato corso specifico per gli addetti ai lavori.
Turismo digitale, a rischio privacy e fiducia utenti del web
Un vacanziere su tre prenota online, ma i prezzi applicati possono essere aumentati anche del 30% con tecniche di "dynamic pricing", con cui vengono profilati i comportamenti degli utenti attraverso cookies ed altre tecnologie di web analytics che permettono di determinare prezzi "su misura" in base al grado di interesse dei potenziali clienti. Le best practices da adottare per difendersi dalle pratiche tariffarie ingannevoli e proteggere la propria privacy.
Scanner dell'iride, privacy a rischio sullo smartphone
Sempre più diffusi i dati biometrici su telefonini ed altri dispositivi elettronici, ma trattamenti comportano potenziali rischi, come schedature di massa e furti da parte di hacker. L'FBI ha raccolto scansioni dell'iride di 430mila persone, e ricercatori hanno dimostrato come possibile catturare le immagini dell'occhio riflesse su specchietto retrovisore di un auto da 12 metri di distanza. Bernardi:"Informarsi bene prima di registrare un proprio dato biometrico, a differenza della password, scansione iride non permette di cambiare le credenziali."
Privacy online, il paradosso dei cookies sui siti web italiani
Quasi la metà dei siti italiani mostrano banner sull'utilizzo dei "biscotti digitali", anche se in realtà non ne sono tenuti. Informazione fuorviante che crea fastidio ai visitatori, e non contribuisce a fiducia degli utenti, i quali pensano erroneamente di essere sistematicamente monitorati. Aumentata la percentuale dei siti che si sono messi in regola con la privacy policy nei form dei contatti.
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Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento
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