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Federprivacy

Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati, iscritta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE) ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected] 

No a una conservazione assoluta e indiscriminata dei dati di traffico telefonico per contrastare gli abusi di mercato. Lo afferma la Corte di giustizia europea nella sentenza depositata ieri nelle cause C-339/20 e C-397/20. A carico di due imputati erano stati avviati procedimenti penali in Francia per i reati di abuso di informazioni privilegiate, abuso secondario di informazioni privilegiate, favoreggiamento, corruzione e riciclaggio. 

Google non deve risarcisce la moglie adulterina costretta a confessare l’esistenza di un amante, cedendo alle pressioni del marito, che aveva visto la sua auto in una via “insolita” grazie a Google Maps. L’auto era infatti stata ripresa, senza targa oscurata con la funzione Street View, in assenza di qualunque avvertenza che su quella strada si stavano facendo delle riprese fotografiche. La donna aveva dunque chiamato in giudizio Google Italy, al quale attribuiva la fine del suo matrimonio.

I mercenari russi del Gruppo Wagner sono stati colpiti da un attacco informatico sferrato dalla Ukrainian It Army, un gruppo di volontari creato dal governo dell'Ucraina all'inizio dell’invasione per rispondere alla guerra cibernetica di Mosca. L’azione, secondo quanto riferiscono gli ucraini, avrebbe messo fuori uso il sito web dell’organizzazione militare e avrebbe anche raccolto tutti i dati personali dei mercenari. A dare la notizia è stato Mikhail Fedorov, ministro ucraino della Trasformazione digitale.

In dieci anni sono cresciuti del 250% i reclami privacy per i settori telefonia e marketing. È quanto risulta dalle relazioni annuali del Garante della privacy, nelle quali si passa dal contare 2043 segnalazioni, ricorsi e reclami pervenuti nel 2012 al registrare 5356 segnalazioni e reclami pervenuti nel 2021. L'andamento in forte crescita è un segnale della oggettiva inefficacia delle leggi che si sono succedute nel tempo.

Il modo migliore per celebrare i primi 25 anni di vita del Garante per la privacy è guardare al futuro insieme agli stakeholders, pubblici e privati e ragionare con loro su idee e progetti per promuovere e rafforzare il diritto alla protezione dati, cruciale per il mondo digitale in cui siamo e sempre più saremo immersi.

L’art. 38 del GDPR prescrive che il titolare del trattamento deve sostenere il Responsabile della Protezione dei Dati nell’esecuzione dei propri compiti che gli sono attribuiti dall’art. 39 dello stesso Regolamento UE, ma allo stato attuale il 68% dei professionisti che ricoprono il ruolo di Data Protection Officer ritengono che tra i fattori che più li penalizzano nell’assolvimento dei loro compiti vi sia proprio la mancanza di sostegno da parte del management aziendale.

Lo scorso 13 agosto è entrato in vigore il Dlgs 104/2022 (c.d. “Decreto Trasparenza”) introducendo una serie di implicazioni organizzative e problematiche, parti delle quali ancora aperte; tra queste quelle relative alla protezione dei dati personali. Considerando il fabbisogno formativo degli addetti ai lavori sui temi di questo nuovo decreto, Federprivacy ha organizzato per il 28 settembre un webinar con l’obiettivo di affrontare, in modo puntuale, le tematiche relative alla protezione dei dati personali per comprendere le implicazioni e quali misure, a livello tecnico ed organizzativo, devono/possono essere poste in atto per la presa in carico di quanto previsto dal Decreto. La finalità dell’intervento è quella di fornire, in relazione agli aspetti relativi alla protezione dei dati personali.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto legislativo per la riforma del processo penale (riforma “Cartabia”). Sono però state suggerite maggiori garanzie per i dati degli imputati, degli indagati e di tutte le altre persone coinvolte nei procedimenti penali.

Da quando il Gdpr ha introdotto la figura del Data Protection Officer, molti professionisti che ricoprono questo ruolo hanno compreso che devono svolgere non solo attività ordinarie, ma può capitare anche di essere coinvolti in casi che presentano delle criticità o vere e proprie emergenze che hanno un impatto sui dati personali, come è accaduto durante la pandemia, oppure come può succedere in caso in cui l’azienda venga colpita da un ransomware o da altri data breach, o altre situazioni emergenziali. Il sondaggio di Federprivacy.

La Corea del Sud ha inflitto sanzioni milionarie alle società Alphabet e Meta per violazione della normativa coreana sulla privacy.  A renderlo noto con un comunicato stampa è stata la stessa Commissione per la protezione delle informazioni personali del Paese, che ha inflitto ad Alphabet una multa di un importo pari a 49,8 milioni di dollari e una a Meta di circa 22 milioni di dollari.

Siamo tutti spiati? il presidente di Federprivacy a Cremona 1 Tv

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