NEWS

Federprivacy

Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati, iscritta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE) ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected] 

Il presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, e il presidente del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (CINI), Ernesto Damiani, hanno sottoscritto nei giorni scorsi a Roma, presso la sede del Garante, una Convenzione attuativa dell’Accordo quadro siglato il 17 gennaio 2022.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere positivo sullo schema di decreto del Ministero della salute che prevede l’erogazione di un contributo una tantum di 50 euro per l’acquisto effettuato dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2023 di occhiali da vista o di lenti a contatto correttive.

Per scongiurare il rischio di furti d’identità e garantire una adeguata tutela dei dati personali, l’interazione degli utenti con un sito web ai fini della trasmissione di dati personali deve essere protetta con protocolli crittografici (come quello “https”). È quanto ha ribadito il Garante privacy sanzionando un’Azienda fornitrice di servizi idrici per 15.000 euro, per non aver protetto adeguatamente i dati dei clienti registrati sull’area riservata del proprio sito web.

I consumatori italiani chiedono maggiore trasparenza sull'utilizzo e sulla protezione dei dati personali da parte delle imprese. Inoltre, sempre più utenti sono favorevoli all'uso dell'intelligenza artificiale nel trattamento dei dati ma sono preoccupati per l'uso che le aziende ne fanno nella gestione delle informazioni in loro possesso. Ad attestarlo sono i contenuti del Cisco Consumer Privacy report 2022, l'annuale analisi globale relativa alla percezione e ai comportamenti dei consumatori in materia di privacy, secondo cui gli utenti di tutto il mondo si stanno attivando sempre più per incrementare la protezione dei propri dati.

Vietato scegliere un Dpo in conflitto di interessi. Sbagliarsi a nominarlo può costare salatissime sanzioni alle imprese. Come è capitato a una società di commercio elettronico tedesca condannata dal locale garante della privacy a una sanzione di 525 mila euro. Oppure a una banca belga, che ha subito una pena pecuniaria di 75 mila euro. O come, ancora, è avvenuto anche in Italia dove lo ha imparato a sue spese un ente, cui il Garante della privacy ha ingiunto di pagare 5 mila euro (cumulativamente anche per altre violazioni). Per evitare di dover aprire il portafoglio bisogna rispettare il Gdpr, il quale, peraltro, anche a proposito della nomina del Dpo, si profonde in equivoche espressioni, che mettono molti in difficoltà i pratici.

Per i cookie wall c'è uno spiraglio: non sono illegittimi in assoluto. Dipende. Lo hanno detto il Garante privacy, il Garante della concorrenza del mercato, la Cassazione. L'illegittimità scatta quando la volontà è calpestata. Ma il “prendere o lasciare” (o consenso per farsi tracciare e profilare con i cookie o niente accesso a un sito) e cioè scambio dati contro contenuti digitali è stato sdoganato anche dalla legge.

Scatta il reato di diffamazione per chi pubblica sul proprio profilo Facebook, e su di una pagina del social: "Il quotidiano di…", un testo che attribuisce ad una persona specifica, identificata per nome e cognome, il danneggiamento della propria moto qualificandola come "schizofrenica certificata". Né per togliersi dai guai è sufficiente appellarsi ad un furto di identità disconoscendo l'account. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39805/2022, respingendo il ricorso di un uomo condannato nel 2021 dalla Corte di appello di Caltanissetta.

Portare i temi della privacy e la conoscenza di questo diritto fondamentale presso il grande pubblico. Con questo obiettivo il Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, e l’Amministratore delegato della Rai - Radiotelevisione italiana, Carlo Fuortes, hanno sottoscritto un protocollo che dà avvio ad una stretta collaborazione.

Agli utenti non è passato inosservato un particolare avviso che è comparso nei giorni scorsi su vari siti di importanti testate giornalistiche italiane: se non si è abbonati, occorre in pratica rinunciare alla propria privacy dando il consenso ad essere profilati per leggere gli articoli. Immediata la reazione del Garante per la protezione dei dati personali, che ha reso noto di aver aperto un’indagine sulle pratiche messe in atto dagli editori per verificare se siano compatibili con le prescrizioni del GDPR.

L'ex responsabile della sicurezza di Uber, Joe Sullivan, è stato dichiarato colpevole di aver tenuto nascosto un attacco informatico del 2016, che ha portato al furto dei dati personali di oltre 57 milioni di persone tra utenti e dipendenti della compagnia. Le informazioni rubate a Uber comprendevano nomi, indirizzi e-mail e numeri di telefono, oltre ai numeri di patente di 600mila autisti.

Vademecum per prenotare online le vacanze senza brutte sorprese

Mappa dell'Italia Puglia Molise Campania Abruzzo Marche Lazio Umbria Basilicata Toscana Emilia Romagna Calabria

Rimani aggiornato gratuitamente con la nostra newsletter settimanale
Ho letto l'Informativa Privacy