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L'Haga Hospital a L'Aia in Olanda è stato multato per 460.000 euro per insufficiente sicurezza dei file dei pazienti, dopo che è emerso che le cartelle cliniche di una star di un reality televisivo erano state visitate da dozzine di membri dello staff che non erano autorizzati ad accedere a tali dati sensibili.

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L’autorità polacca per la protezione dei dati personali (Uodo) ha imposto la sua prima sanzione con il Gdpr per un importo di 943.000 zloty polacchi (circa 220.000 euro) per il mancato adempimento dell'obbligo di informazione. Lo rende noto l'European Data Protection Board sul proprio sito istituzionale.

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Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, in un'occasione ha affermato che "non ha più senso parlare di privacy, perchè le norme sociali sono cambiate, e gli utenti condividono senza problemi le informazioni personali online". Forse anche voi siete tra quelli che pensano che "se non hai niente da nascondere, non hai nulla da temere". Siete però sicuri che non provereste un minimo di imbarazzo se tutto il contenuto del vostro smartphone fosse postato online o inviato per mail a tutti i contatti della vostra rubrica?

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Il Garante privacy ha ordinato a Tim il pagamento di due sanzioni amministrative pari a un importo complessivo di 960mila euro per violazioni alla normativa sulla protezione dei dati personali. La prima sanzione, di 800mila euro, conclude l’iter avviato dal reclamo di un ignaro utente che si è ritrovato intestatario di 826 linee di telefonia fissa e, “moroso” a sua insaputa, si è accorto del problema quando ha iniziato a ricevere dei solleciti di recupero crediti di mancati pagamenti di bollette telefoniche.

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Published in Multe & Violazioni

A un anno dal Gdpr, numerosi i siti istituzionali ancora senza informativa privacy aggiornata, ma uno studio di Federprivacy evidenzia fenomeno più grave ed esteso: il 47% dei siti web dei comuni italiani utilizza protocolli non sicuri, e il 36% non rende noti i recapiti per contattare il DPO, figura obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni. Presentazione del rapporto completo la settimana prossima al workshop organizzato da PrivacyLab. Bernardi:"Utilizzo di tecnologie ormai obsolete espone siti dei comuni a potenziali rischi di data breach". Speciale dedicato a cybercrime e violazioni dati sul magazine "Privacy News"

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Il governo, dopo innumerevoli esitazioni, ha finalmente trasmesso alle Camere il decreto di adeguamento nazionale al regolamento europeo sulla privacy. Un decreto che, in verità, migliora di molto la “brutta” versione che era circolata all’indomani dell’approvazione preliminare da parte del governo, il 21 marzo scorso.

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Il Comune di Massa Lubrense è finito sotto attacco degli hacker. Nella notte del 19 aprile scorso, una banda di misteriosi pirati informatici originari dell'India ha infatti criptato tutti i file di lavoro presenti sul server interno dell'amministrazione, incluse le copie di sicurezza. Chiesto anche un riscatto: "Se volete che i vostri documenti tornino disponibili dovete consegnarci 600 dollari entro 72 ore", la scritta sui monitor a seguito di quello che evidentemente si tratta un'infezione da un virus di tipo "ransomware".

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Su Facebook la blacklist di 25 vip che ordinano cibi con le app e non lasciano la mancia ai rider, neanche in caso di pioggia. Il post è stato pubblicato sulla pagina Facebook “Deliverance Milano”, un collettivo di rider precari che mettono alla berlina con nomi e cognomi alcuni vip, accusati di essere tirchi. E per far sentire la loro voce sul fronte di alcuni riconoscimenti sindacali attaccano i vip “tirchi”. Il Sole 24 ore ha intervistato l’avvocato Rosario Imperiali, esperto di privacy.

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Maxi sanzioni fino a 150mila euro in caso di irregolarità nella gestione dei dati personali da parti dei soggetti delegati al trattamento «a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzioni di sanzioni penali».

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Per centinaia di migliaia di persone il conto di alcune famose catene di ristoranti come Planet Hollywood potrebbe rivelarsi molto salato, a causa di un malware. Earl Enterprises, l’azienda che controlla il celebre franchise dei Vip e altri brand statunitensi della ristorazione, ha ammesso una colossale violazione dei propri sistemi informatici.

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