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Martedì, 09 Febbraio 2021 15:22

Allerta privacy nel week end di San Valentino

I maggiori rischi durante il picco di utenti online alla ricerca dell'anima gemella o di scappatelle nella giornata degli innamorati. Tra i principali pericoli gogna online, ‘sextorsion’ e trattamenti illeciti di dati sensibili.

Nell’anno della pandemia, il rapporto Clusit 2021 registra il record negativo degli attacchi informatici: a livello globale sono stati infatti 1.871 gli attacchi gravi di dominio pubblico rilevati nel corso del 2020, ovvero con un impatto sistemico in ogni aspetto della società, della politica, dell’economia e della geopolitica. In media, si tratta di 156 attacchi gravi al mese, il valore più elevato mai registrato ad oggi (erano 139 nel 2019), con il primato negativo che spetta al mese di dicembre, in cui sono stati rilevati ben 200 attacchi gravi.

Le attività degli hacker stanno continuando con grande intensità nel 2022. Il numero di account che hanno visto compromesse le proprie credenziali è significativamente aumentato, in combinazione con altri dati utilizzati da hacker e frodatori. Ad evidenziarlo, è il rapporto dell’ Osservatorio Cyber di Crif. In Italia il numero di alert relativi a dati rilevati sul dark web è stato di oltre 780.000 nella prima metà del 2022, con un aumento del +44,1% rispetto al semestre precedente, mentre gli alert relativi all’open web sono stati oltre 70.000, in calo del -4,9% rispetto alla seconda parte del 2021.

Come confermato dalla cronaca degli ultimi mesi, gli attacchi ransomware sono in continua crescita e i cybercriminali, consci degli elevati profitti che possono generare, sono sempre più motivati nello sviluppare nuove metodologie e nuovi approcci capaci di rendere questo tipo di attacco ancor più remunerativo. Di recente sembra affermarsi una nuova tendenza, un nuovo modello di ransomware as a service (RaaS) che prevede attacchi ad alto volume e a basso riscatto, come i recenti Dharma e Maze.

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Lunedì, 24 Agosto 2020 11:10

Cosa è un attacco 'omografico'?

Un attacco omografico consiste nella registrazione di domini con nomi molto simili agli originali, appartenenti a marchi noti o all’azienda obiettivo dell’attacco del malintenzionato (ad esempio il dominio omografico “yotube.com” per ingannare gli utenti di “youtube.com”), con la finalità di attirare la loro navigazione in siti fasulli e di ottenere così dati personali, di diffondere malware o rendere più credibile una mail di phishing, facendo credere al malcapitato di essere nel sito web originale.

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Da gennaio a marzo in Italia si sono registrati 349 eventi tra cyber-attacchi, incidenti e violazioni della privacy, con una crescita del 47% sul trimestre precedente e ben sette volte di più rispetto ai primi tre mesi del 2020. Continua a crescere, quindi, il trend degli attacchi informatici, come confermato dal primo Exprivia Threat Intelligence Report del 2021 elaborato dall'Osservatorio cybersecurity di Exprivia.

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"A livello mondiale possono essere 5.200 miliardi di dollari i costi addizionali e i mancati ricavi delle aziende nel corso dei prossimi cinque anni dovuti ai cyber-attacchi, poiché la dipendenza da modelli di business abilitati da Internet è attualmente di gran lunga superiore all'abilità di introdurre misure di sicurezza adeguate in grado di proteggere asset strategici". E' il nocciolo di un analisi condotta da Accenture su oltre 1.700 Ceo e top manager di aziende in diversi Paesi.

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Lunedì, 15 Ottobre 2018 11:06

Cybercrime, attacchi gravi in crescita del 31%

La curva dei crimini informatici non ha ancora iniziato il suo tratto discendente. Anzi: dopo il 2016 e 2017, già etichettati come gli anni peggiori, l'anno in corso, con 730 attacchi gravi registrati e analizzati, pari a una crescita del 31% rispetto al semestre precedente, si appresta a battere il primato. Ci sono anche crimini informatici che hanno messo a segno percentuali di crescita a tre cifre, per esempio nel settore auto motive (+200%), e le tecniche, nella maggior parte dei casi, sono alla portata di tutte le tasche dei cyber criminali. È, infatti, il malware semplice, cioè un prodotto a costi decrescenti, il vettore di attacco più utilizzato (40% del totale).

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Le tensioni geopolitiche connesse al conflitto in Ucraina mettono sempre più a rischio la sicurezza cibernetica: nel 2022 sono stati infatti 12.947 gli attacchi rilevati contro infrastrutture critiche, istituzioni, aziende e privati, ovvero il 138% in più rispetto ai 5.434 dell’anno precedente. È quanto emerge dal report annuale del Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) della Polizia postale.

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L’indagine sui rischi che le organizzazioni si trovano ad affrontare nel mutevole e turbolento contesto planetario, periodicamente condotta sotto l’egida dell’ECIIA (European Confederation of Institutes of Internal Auditing) registra il permanere, in prima posizione, di quello “Cybersecurity and data security”, anche nelle previsioni a tre anni. Continua, fra quelli censiti, a restare nelle posizioni più basse quello attinente a “Health, safety and security” (SSL), presumibilmente per la maggiore strutturazione normativa, governabilità e assetto dei controlli che lo connota.

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Caffè Privacy: il principio di minimizzazione

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