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Visualizza articoli per tag: truffe online

Le frodi creditizie perpetrate mediante furto di identità continuano a crescere. Nel 2017 i casi rilevati sono stati più di 26.600 per un importo medio pari a oltre 5.700 euro e una perdita economica complessivamente pari a circa 153 milioni di euro.

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Se il vostro capo vi telefonasse chiedendovi di effettuare un bonifico urgente ad un fornitore, probabilmente non battereste ciglio ed ubbidireste all'ordine che vi viene impartito. Tuttavia, la voce che sta all'altro capo del filo potrebbe non essere affatto quella del vostro boss, ma di un sintetizzatore vocale in grado di imitarlo perfettamente, tanto da non farvi destare alcun sospetto, neanche se la richiesta è quella di trasferire un grosso importo di denaro su un conto bancario che non conoscete.

Un nuovo picco di truffe via mail o tramite telefono. È questa la situazione che ha spinto l’Inps a diramare un avviso per mettere in guardia i propri utenti dai pericoli del phishing. A scanso di equivoci, l’INPS non acquisisce mai dati sensibili via mail o telefono; ogni richiesta di questo tipo, quindi, è da classificarsi come tentativo di truffa.

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Numeri ufficiali non ce ne sono, ma una conferma sì. E basta per lanciare un allarme pesantissimo. Secondo fonti vicine alla Polizia Postale, infatti, il portale NoiPA sarebbe stato colpito da un attacco informatico che avrebbe consentito agli hacker di sottrarre stipendio e tredicesima di alcuni utenti.

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Un tempo la parola fatata era “Sim sala bim” e chi – bambino negli anni settanta – era affascinato dai giochi di prestidigitazione di Silvan sa che quell’espressione significa “Che la magia si compia”. Oggi l’attenzione è concentrata su “Sim swap scam”, dizione legata ad una terrificante dinamica fraudolenta che fa perno sulla telefonia mobile e semina il panico tra chi adopera il proprio smartphone non solo per telefonare.

Giovedì, 01 Agosto 2019 08:32

Truffe online, abbocca il 53% delle aziende

Il 53% delle aziende vittime di cyberattacchi si è fatto ingannare da e-mail di phishing, ossia la «truffa» basata su un messaggio che, proveniente in apparenza da una fonte affidabile e attendibile, riesce a carpire informazioni personali e sensibili nonché credenziali e password di accesso a sistemi informatici. Nel 30% dei cyberattacchi, invece, la vittima ha subito le conseguenze del ransomware, ossia la richiesta di pagare una somma di denaro, quindi un vero e proprio «riscatto», per sbloccare il dispositivo o il sistema attaccato da un virus.

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Ue, rischio multe per chi non si adegua al Gdpr

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