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Valore economico dei file al test delle regole privacy

La sentenza 11959/2020 della Cassazione riconosce la natura di “cosa mobile” a un file e amplia le fattispecie astrattamente contestabili per condotte di “sottrazione” elettronica. Nello stesso tempo, però, crea un contrasto con la posizione, più volte espressa dall’Autorità garante per la protezione dei dati personali, sulla natura non patrimoniale dei dati in questione. Questo orientamento della Cassazione rende possibile contestare all’imputato anche la violazione dei reati contro il patrimonio in tutte quelle condotte che attingono oggetti informatici. Dunque, un capo di imputazione potrebbe estendersi ben oltre l’appropriazione indebita (caso di cui si occupa la sentenza), fino a

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Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati personali, iscritta presso il Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della Legge 4/2013. Email: urp@federprivacy.org 

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