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Visualizza articoli per tag: data breach

Come promesso in un video pubblicato su Youtube, gli hacker di Anonymous hanno reso nota la prima lista di sistemi informatici penetrati dal collettivo. I banditi digitali hanno pubblicato nomi, indirizzi mail e password di amministratori e utenti di alcuni istituti universitari tra cui il Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia e quello di ingegneria informatica dell’Università di Roma. Il collettivo ha assicurato che pubblicherà una nuova lista di siti nei quali sono riusciti a introdursi ogni giorno fino al 5 novembre.

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A causa di una vulnerabilità nel computer di bordo di alcune automobili del gruppo Volkswagen, un attaccante potrebbe spiare i passeggeri del veicolo e conoscerne l’esatta posizione in tempo reale. La scoperta è stata fatta da Daan Keuper e Thijs Alkemade, esperti di sicurezza informatica e hacker etici dell’azienda Computest, i quali hanno studiato e testato l’in-vehicle infotainment (Ivi, il sistema di bordo delle automobili) della Volkswagen Golf GTE e dell’Audi A3 Sportback e-tron, scoprendo che a causa di alcune falle nella programmazione del software sarebbero stati in grado di prendere il controllo di alcuni sistemi informatici integrati nell’auto.

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“Berlusconi in galera, abbiamo fornito le prove ai magistrati”. Questa ‘l’ultima ora” che apriva il sito de Il Giornale la mattina del 22 aprile. Dopo liberoquotidiano.it, infatti, gli hacker di AnonPlus hanno colpito anche il sito de Il Giornale pubblicando questa falsa notizia in homapage, alle 6.39 di domenica scorsa. A febbraio, gli stessi pirati informatici avevano hackerato la banca dati del Pd.

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Più di 6.000 uffici postali del Giappone hanno perso i documenti contenenti le informazioni personali di circa 290.000 clienti, tra cui molti che avevano acquistato prodotti finanziari. A renderlo noto lo scorso 15 dicembre sono state le stesse società del gruppo Japan Post Co. e Japan Post Bank Co. Gli sportelli coinvolti sono circa il 30% di tutti gli uffici postali in Giappone, e nei documenti che sono andati smarriti vi sono i dati anagrafici dei clienti, i loro numeri di conto, i registri delle transazioni per fondi fiduciari di investimento, titoli di stato, ed altre informazioni finanziarie.

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E' partito il "Privacy Sweep 2019", un’indagine a carattere internazionale dedicata quest’anno alla gestione dei data breach da parte di soggetti pubblici e privati. Le Autorità di protezione dati che svolgeranno l’indagine prenderanno in esame i processi e le procedure adottati per la gestione delle violazioni dei dati personali dai titolari dei trattamenti che operano sui rispettivi territori nazionali.

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Uber è stata multata dai regolatori di Gran Bretagna e Paesi Bassi per non aver protetto le informazioni dei suoi utenti e non aver dato notizia del cyber attacco subito nel 2016 in cui sono stati sottratti dati di milioni di consumatori in tutto il mondo.

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A 16 anni è riuscito a hackerare Apple, rubare un sacco di file sicuri e accedere agli account dei clienti. Lo riferisce sulle sue pagine The “Age”. Il quotidiano australiano lo ha riferito giovedì e ha spinto Apple a rilasciare una dichiarazione rassicurante sul fatto che i loro dati siano al sicuro.

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Ancora una fuga di password colpisce la pubblica amministrazione: il 24 aprile i criminali informatici del collettivo LulzSec Italia hanno sottratto e reso pubbliche delle informazioni sottratte al sistema informatico degli Archivi di Stato, che organizza le istituzioni sul territorio sotto l’ombrello del ministero per i beni culturali. Tra i dati rubati anche le credenziali di accesso di 5465 utenti e relative password, che non erano state conservate in modo sicuro.

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Schermate con foto inquietanti e messaggi scritti in turco e in inglese al posto dei voti scolastici. Secondo quanto rende noto la testata online locale "Arezzo Notizie", questo è quello che hanno visualizzato con loro sorpresa gli studenti di un liceo toscano quando hanno digitato la loro password per accedere come al solito al registro elettronico per verificare il loro andamento scolastico e le attività didattiche sul sito web dell'istituto o attraverso un'app sul telefonino.

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Gli hacker hanno violato nomi utente e password di quasi 23 milioni di utenti di Webkinz World, uno dei giochi online per bambini di maggior successo degli ultimi anni che è gestito dalla società canadese di giocattoli Ganz. A darne notizia sono gli esperti del sito di tecnologie informatiche ZDNet. Nel sito web del gioco, che è associato ad una linea di peluche Ganz fin dal 2005, gli utenti possono iscriversi inserendo un codice riportato nel peluche da loro acquistato e giocare gestendo una versione virtuale del loro giocattolo sotto forma di un animale domestico.

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