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Agli utenti in cerca di privacy non piace più il pulsante di Facebook per accedere ad altri siti web
Se fino a qualche anno fa poteva piacere l’idea di usare il pulsante ideato da Facebook per accedere ad altri siti web tramite il proprio profilo social, a quanto pare adesso gli utenti non si fidano più ciecamente della piattaforma di Mark Zuckerberg come in passato, e piuttosto che usare quella scorciatoia preferiscono registrarsi creando un nuovo account sul sito in cui devono fare acquisti online, motivo per cui ci sono sempre più grandi aziende che vendono su Internet che decidono di rimuovere tale opzione dai loro siti, a partire dalla statunitense Dell, che è tra le più importanti multinazionali a livello globale nella produzione di personal computer con un fatturato annuo da 26 miliardi di dollari.
Con informative sulla privacy non trasparenti si perde la fiducia degli utenti e si rischiano sanzioni per violazioni del GDPR
Le aziende continuano a fare informative privacy complesse e poco chiare, nonostante l'art. 12 del GDPR richieda che una policy debba essere “concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro”. Spesso i motivi sono legati a un gap culturale, che però viola il principio di trasparenza ed espone a rischio di sanzioni e contenziosi.
Diminuisce la fiducia nei confronti dell’intelligenza artificiale: sempre più necessarie trasparenza e privacy
Le aziende che decidono di investire nell’intelligenza artificiale assaporano la prospettiva di massimizzare i propri processi produttivi e al contempo risparmiare risorse, ma devono anche fare i conti con numerose sfide che non possono essere trascurate, tra cui quella della necessità di guadagnare la fiducia degli utenti.
Dopo la pandemia un italiano su tre non si fida più di come le aziende trattano i dati personali
Una popolazione informata e preoccupata. Questa è la fotografia che emerge sul sentiment degli italiani in materia di privacy e di trattamento dei dati personali e soprattutto sensibili, condivisi negli anni 2020 e 2021, quando a causa dell’emergenza pandemica, c’è stata la grande diffusione dello smart working. A rivelarlo è la ricerca di OpenText, azienda che si occupa di soluzioni e software di enterprise information management, condotta da 3Gem a marzo 2022 su un campione di 27.000 consumatori distribuiti tra Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Spagna, Francia, Australia, Canada, Singapore, India, Brasile e Giappone.
Due terzi degli italiani non si fidano della gestione dei loro dati sui social
Circa due terzi degli internauti italiani non si fidano della gestione dei loro dati personali da parte dei social network e dei motori di ricerca, eppure la metà tende a non leggere le informazioni fornite sulla privacy. I dati, che arrivano ad alcuni mesi di distanza dallo scandalo Facebook-Cambridge Analytica, emergono da un rapporto di Agi-Censis presentato stamani alla Camera in occasione dell'Internet Day.
E’ la privacy il nuovo cavallo di battaglia contro il calo di fiducia degli utenti
Secondo l’ultimo rapporto rilasciato da OpSec sul barometro delle abitudini di consumo che ha coinvolto 2.600 utenti nel mondo, nel 2020 il 64% dei clienti che hanno subìto una violazione dei propri dati personali affermano di aver perso la fiducia nel brand da cui avevano comprato, e nel 28% dei casi non vogliono più fare acquisti da quell’azienda, mentre il 55% dei consumatori intervistati sono convinti che le società di e-commerce non stanno facendo abbastanza per proteggere i dati personali dei clienti. Secondo l’osservatorio di Federprivacy, una delle principali cause della crescente diffidenza nei confronti del mercato digitale è la scarsa trasparenza di siti web ed app, che spesso ricorrono a vari espedienti e ai cosiddetti “dark pattern” per indurre gli utenti a rinunciare alla loro privacy.
Fiducia, equità e trasparenza: l’AI come nuovo patto tra banca e cliente
Nel 2026 l’intelligenza artificiale è diventata infrastruttura critica del settore bancario. Dal credit scoring alla prevenzione delle frodi, fino ai processi HR, l’AI non è più un elemento sperimentale ma inizia ad essere parte integrante dei processi decisionali.
Gli italiani preferiscono avere una vita facile, anche a scapito della privacy
Dati contrastanti quelli emersi dal Norton LifeLock Report: sebbene il 59% degli italiani sia più preoccupato che mai in merito alla propria privacy, oltre la metà dei nostri connazionali è disposta ad accettare alcuni rischi per la privacy o a vendere e regalare alle aziende alcune informazioni personali.
Il 76% dei consumatori non comprerebbe da un’azienda di cui non si fida riguardo al rispetto della privacy
Il 76% dei consumatori non comprerebbe prodotti o servizi da un’azienda che non ispirasse fiducia circa il rispetto della loro privacy e l’81% si dice convinto che il modo in cui un’azienda è trasparente in relazione al trattamento dei dati personali è sintomatico del rispetto che ha per i consumatori. Sono alcuni dei risultati della quarta edizione della CISCO customer privacy survey appena pubblicati.
Il N.2/2026 del magazine Privacy News dedicato alla trasparenza dei trattamenti di dati personali
Il nuovo numero della rivista “Privacy News”, dedica la copertina alla necessità di fornire informative trasparenti non solo per evitare le sanzioni del Garante, ma anche per guadagnare la fiducia degli utenti. A breve le riviste saranno spedite agli associati e a tutti coloro che fanno richiesta per riceverne una copia omaggio fino ad esaurimento delle disponibilità.
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Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento
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