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Sul web gli utenti si imbattono in numerosi trabocchetti e strattagemmi studiati per persuadere gli utenti a rinunciare alla protezione dei loro dati personali. Oltre mezzora per leggere le complesse informative dei colossi di internet. Tra i subdoli escamotage anche slogan ingannevoli che fanno leva proprio sulla privacy e veri e propri percorsi ad ostacoli per cercare di cancellare i propri dati. Bernardi: “Utenti trattati più come polli da spennare che come potenziali clienti da fidelizzare, a rischio la fiducia sul mercato digitale”. Circolare di Federprivacy sulla trasparenza con il Gdpr.

Spesso la privacy è percepita dalle imprese come un tedioso adempimento burocratico imposto dal GDPR e un fardello necessario solo per evitare contenziosi e sanzioni del Garante. Si tratta però di una visione miope, perché le statistiche dimostrano che i clienti orientano sempre di più le loro scelte di acquisto proprio in base al rispetto della loro riservatezza.

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L'82% degli utenti ha abbandonato almeno un brand negli ultimi 12 mesi a causa di preoccupazioni su come venivano utilizzati i propri dati personali, e il 19% dei consumatori lo hanno fatto dopo aver ricevuto una notifica di data breach per la violazione della loro privacy nell’ultimo anno, aumentando la sensazione di vulnerabilità e sfiducia nei servizi online.

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Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) ha rivoluzionato la nostra società, trasformando il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo. Tuttavia, per garantire che l’IA contribuisca positivamente allo sviluppo della società digitale, è fondamentale adottare un approccio incentrato sulla dimensione umana, capace di instaurare un clima di fiducia tra tecnologia e cittadini.

In venticinque anni la privacy ha fatto un passo intero indietro e uno mezzo avanti. Il livello di chiarezza e di adeguatezza delle norme è insufficiente. La difficoltà delle imprese ad adeguarsi è la conseguenza diretta di disposizioni incapaci di esprimere regole certe e prescrizioni comprensibili. A cascata abbiamo la ineffettività della legge e lo scadimento di tutela effettiva della riservatezza (sì, ha ancora un senso usare questa parola). La fiducia degli interessati è diminuita più di quanto sia aumentata la loro consapevolezza (in genere antidoto alla sfiducia). La trasparenza dei trattamenti è opacizzata da surplus (a volte doloso) di informazioni, è facilmente eludibile e non tocca il cuore dei problemi (utilizzo arbitrario dei dati).

Da rapporti autorevoli emerge che solo il 23% dei consumatori si fida delle aziende che utilizzano l’IA per gestire i propri dati, e solo il 16% afferma di comprendere chiaramente come le aziende raccolgono e utilizzano le loro informazioni personali. E l’82% degli utenti ha abbandonato almeno un brand nell’ultimo anno.

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Il rispetto della privacy nel settore bancario è spesso considerato una questione di mera compliance normativa per evitare le sanzioni previste dal GDPR. I top management del settore bancario sono però chiamati ad assumere una visione più strategica e meno burocratica della privacy per guadagnare la fiducia dei clienti.

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Presentato ieri il “Decalogo per una gestione etica dei dati personali nella società digitale”, a cui ha aderito anche Federprivacy. Alla presentazione ufficiale, avvenuta durante il primo “Forum Nazionale dei DPO” organizzato da Anorc, è intervenuto anche Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy.

Sono già quasi 500 le prenotazioni per il Privacy Day Forum 2026, quest'anno intitolato “Compliance e rispetto della privacy come valori strategici per conquistare la fiducia nel mercato digitale”, e mai come in altre passate edizioni l’evento organizzato da Federprivacy per il 14 ottobre ad Arezzo è un appuntamento irrinunciabile per la comunità degli addetti ai lavori.

Il 39% dei più importanti siti italiani non usa protocolli sicuri per trattare dati e sono a rischio hacker. Su trecento siti esaminati in uno studio, ben 252 non forniscono recapiti del DPO o altre informazioni per l'esercizio dei diritti degli utenti. Bernardi: "Scarsa trasparenza penalizza non solo i diritti degli interessati ma anche le stesse aziende nel mercato digitale". Violati noti siti italiani, la circolare dei Federprivacy sui data breach. Avanzano realtà come Ferrero e Qwant che puntano su privacy e sicurezza online. La fiducia degli utenti al centro del dibattito al 7° Privacy Day.

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