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La Circolare 7-2020 dedicata a trasparenza & privacy con il Gdpr
Sul web gli utenti si imbattono in numerosi trabocchetti e strattagemmi studiati per persuadere gli utenti a rinunciare alla protezione dei loro dati personali. Oltre mezzora per leggere le complesse informative dei colossi di internet. Tra i subdoli escamotage anche slogan ingannevoli che fanno leva proprio sulla privacy e veri e propri percorsi ad ostacoli per cercare di cancellare i propri dati. Bernardi: “Utenti trattati più come polli da spennare che come potenziali clienti da fidelizzare, a rischio la fiducia sul mercato digitale”. Circolare di Federprivacy sulla trasparenza con il Gdpr.
La privacy del cliente è la nuova leva di business per la competitività delle aziende
Spesso la privacy è percepita dalle imprese come un tedioso adempimento burocratico imposto dal GDPR e un fardello necessario solo per evitare contenziosi e sanzioni del Garante. Si tratta però di una visione miope, perché le statistiche dimostrano che i clienti orientano sempre di più le loro scelte di acquisto proprio in base al rispetto della loro riservatezza.
L’82% degli utenti abbandona un brand per le preoccupazioni sulla privacy e il 19% lo fa a seguito di un data breach
L'82% degli utenti ha abbandonato almeno un brand negli ultimi 12 mesi a causa di preoccupazioni su come venivano utilizzati i propri dati personali, e il 19% dei consumatori lo hanno fatto dopo aver ricevuto una notifica di data breach per la violazione della loro privacy nell’ultimo anno, aumentando la sensazione di vulnerabilità e sfiducia nei servizi online.
L’intelligenza artificiale per una società digitale etica: costruire fiducia attraverso un approccio umano
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) ha rivoluzionato la nostra società, trasformando il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo. Tuttavia, per garantire che l’IA contribuisca positivamente allo sviluppo della società digitale, è fondamentale adottare un approccio incentrato sulla dimensione umana, capace di instaurare un clima di fiducia tra tecnologia e cittadini.
L’unica strada per la tutela effettiva della privacy è quella dell’etica
In venticinque anni la privacy ha fatto un passo intero indietro e uno mezzo avanti. Il livello di chiarezza e di adeguatezza delle norme è insufficiente. La difficoltà delle imprese ad adeguarsi è la conseguenza diretta di disposizioni incapaci di esprimere regole certe e prescrizioni comprensibili. A cascata abbiamo la ineffettività della legge e lo scadimento di tutela effettiva della riservatezza (sì, ha ancora un senso usare questa parola). La fiducia degli interessati è diminuita più di quanto sia aumentata la loro consapevolezza (in genere antidoto alla sfiducia). La trasparenza dei trattamenti è opacizzata da surplus (a volte doloso) di informazioni, è facilmente eludibile e non tocca il cuore dei problemi (utilizzo arbitrario dei dati).
Nel digitale la cybersecurity è diventata decisiva anche per guadagnare la fiducia dei clienti
Da rapporti autorevoli emerge che solo il 23% dei consumatori si fida delle aziende che utilizzano l’IA per gestire i propri dati, e solo il 16% afferma di comprendere chiaramente come le aziende raccolgono e utilizzano le loro informazioni personali. E l’82% degli utenti ha abbandonato almeno un brand nell’ultimo anno.
Per le banche la compliance al GDPR non basta più: servono privacy e fiducia del cliente
Il rispetto della privacy nel settore bancario è spesso considerato una questione di mera compliance normativa per evitare le sanzioni previste dal GDPR. I top management del settore bancario sono però chiamati ad assumere una visione più strategica e meno burocratica della privacy per guadagnare la fiducia dei clienti.
Presentato il decalogo per la gestione etica dei dati personali nella società digitale
Presentato ieri il “Decalogo per una gestione etica dei dati personali nella società digitale”, a cui ha aderito anche Federprivacy. Alla presentazione ufficiale, avvenuta durante il primo “Forum Nazionale dei DPO” organizzato da Anorc, è intervenuto anche Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy.
Privacy Day Forum 2026: l'appuntamento per gli addetti ai lavori della protezione dei dati è il 14 ottobre ad Arezzo
Sono già quasi 500 le prenotazioni per il Privacy Day Forum 2026, quest'anno intitolato “Compliance e rispetto della privacy come valori strategici per conquistare la fiducia nel mercato digitale”, e mai come in altre passate edizioni l’evento organizzato da Federprivacy per il 14 ottobre ad Arezzo è un appuntamento irrinunciabile per la comunità degli addetti ai lavori.
Privacy online, l'84% dei siti italiani ignora i diritti degli utenti
Il 39% dei più importanti siti italiani non usa protocolli sicuri per trattare dati e sono a rischio hacker. Su trecento siti esaminati in uno studio, ben 252 non forniscono recapiti del DPO o altre informazioni per l'esercizio dei diritti degli utenti. Bernardi: "Scarsa trasparenza penalizza non solo i diritti degli interessati ma anche le stesse aziende nel mercato digitale". Violati noti siti italiani, la circolare dei Federprivacy sui data breach. Avanzano realtà come Ferrero e Qwant che puntano su privacy e sicurezza online. La fiducia degli utenti al centro del dibattito al 7° Privacy Day.
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