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Decreto delegato per il Gdpr, molte luci e qualche ombra

Decreto delegato per il Gdpr, molte luci e qualche ombra

Il 21 agosto 2018 dovrebbe essere definitivamente scaduta la delega contenuta nell’art.13 della legge 25 ottobre 2017 n.16 (legge di delegazione europea 2016-2017) per il GDPR. Entro tale data, dunque, dovrebbe essere stato emanato con D.P.R. il testo del decreto delegato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri dell’8 agosto 2018. Per la sua entrata in vigore dovremo comunque attendere la pubblicazione in G.U., che dovrebbe avvenire subito dopo l’emanazione, e il necessario periodo di vacatio legis.

Privacy protetta da sanzioni penali

Privacy protetta da sanzioni penali

È giunto finalmente al termine il percorso di adeguamento della normativa italiana a quella europea in materia di protezione dei dati personali. Il Consiglio dei ministri di mercoledì sera ha infatti approvato il testo definitivo del “decreto legislativo recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento europeo (UE) 2016/679”. 

Fondazioni, “Basta invocare la privacy per nascondere chi finanzia politici e partiti”

Fondazioni, “Basta invocare la privacy per nascondere chi finanzia politici e partiti”

“Non ci sono più alibi, privacy e trasparenza oggi possono convivere: è ora di intervenire sulle fondazioni politiche”. Parola del Garante della Privacy. In un’intervista al fattoquotidiano.it Antonello Soro, che sei anni fa si dimise da parlamentare per guidare l’autorità in materia di tutela dei dati personali, sprona il legislatore a mettere mano, dopo infiniti scandali, a una norma che in modo “non sensazionalistico ma equilibrato e ragionevole” disciplini le fondazioni perché siano un “tassello della democrazia” e non possano mai essere un suo fenomeno degenerativo creato da partiti rapaci al solo scopo di schermare chi li finanzia, finché arriva la magistratura.

Apple, nemmeno la polizia potrà più violare gli smartphone. La privacy dei banditi è al sicuro

Apple, nemmeno la polizia potrà più violare gli smartphone. La privacy dei banditi è al sicuro

Tempi duri per gli investigatori digitali. L’evoluzione tecnologica che apparentemente affila le armi per chi deve svolgere indagini sofisticate, in realtà, allunga le distanze tra la macchina giudiziaria (magistratura e forze dell’ordine) e chi a diverso titolo si rende protagonista dei più vari misfatti. Il primo problema è certo quello della disponibilità di strumenti adeguati per procedere alla ricerca, all’acquisizione e all’analisi di quanto possa risultare di interesse nell’ambito di un procedimento penale. Ma le vere difficoltà sono altre due: la mancata disponibilità di personale specializzato costantemente aggiornato e la crescente impenetrabilità dei sistemi operativi che animano i dispositivi mobili di comunicazione di uso comune.

Gdpr, diversi mesi per vedere livello accettabile di conformità nelle p.a.

Gdpr, diversi mesi per vedere livello accettabile di conformità nelle p.a.

General Data Protection Regulation (Gdpr): porta questo nome il regolamento portatore di una rivoluzione sugli obblighi delle imprese sul fronte della protezione dei dati personali, in vigore da venerdì 25 maggio. Fra i soggetti che dovranno vedersela con una serie di nuovi adempimenti ci sono proprio i siti web, anche se la strada per l’adeguamento alle nuove norme europee (regolamento Ue 2016/679) sembra ancora lunga. “A parte la maggioranza delle grandi aziende che hanno affrontato per tempo il tema del Gdpr”, ha dichiarato il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi, in un evento romano dedicato al tema, “per pmi e pubbliche amministrazioni saranno necessari diversi mesi prima che si possa auspicare di vedere un livello di conformità accettabile e, come nel caso dell’euro, occorre un loro cambio di mentalità”.

Le sfide della privacy nell'era dell'Internet of Things

Le sfide della privacy nell'era dell'Internet of Things

Il paradigma dell’Internet of Things (IoT) riguarda l'interconnessione, mediante Internet, di miliardi di oggetti “intelligenti che ci circondano, ciascuno identificabile e indirizzabile univocamente, in grado di raccogliere, memorizzare, elaborare e comunicare informazioni relative ambiente circostante. Questo paradigma, che integra nella rete entità fisiche che fanno parte del mondo reale (es. telecamere, elettrodomestici, apparecchi per il monitoraggio dello stato di salute di una persona, ecc.), rappresenta dunque un’evoluzione di Internet e consente la realizzazione di molte nuove applicazioni e servizi (ad esempio, case e città “intelligenti”, trasporti più efficienti, razionalizzazione dei consumi energetici, monitoraggio dello stato di salute delle persone e delle cose, ecc.) in grado di migliorare la vita quotidiana delle persone e di contribuire anche a generare valore mediante la creazione di nuove imprese.

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