Visualizza articoli per tag: diritti
Società di recruiting cancella dati per non dare riscontro all'interessato e impedisce l’esercizio dei diritti del Gdpr
A seguito di un'istanza di esercizio dei diritti ai sensi del Gdpr da parte di un interessato che intendeva accedere ai propri dati personali, piuttosto che fornire le informazioni richieste, una società di recruiting ha invece deciso di cancellare le informazioni dai propri archivi. Ma la mossa non è piaciuta affatto all'autorità per la privacy della Danimarca, dove ha sede l'agenzia di ricerca e selezione del personale.
Società sanzionata per telefonate indesiderate, ma il Garante scopre una seconda violazione e la multa raddoppia
Mano pesante del Garante per la privacy greco che ha sanzionato per 400 mila euro la OTE per violazione dei princìpi di accuratezza e di “privacy by design”, nonchè del diritto di opposizione previsto dal Gdpr.
Su internet la democrazia è in via di estinzione
Da una parte i reati che si commettono in rete diventano sempre più numerosi e sempre più gravi, dall’altra la tutela delle vittime è sempre più difficile, a causa della natura di stessa di Internet che, in quanto comunità globale, sfugge molto spesso alle regole per l’esercizio della sovranità nazionale. Non è che manchino gli strumenti per difendersi, anzi ce ne sono pure troppi, ma sono veramente poco efficaci.
Telecamere nelle scuole: in Italia si cerca una soluzione ma ora in Cina i bambini sono controllati a vista
Mentre asili nido e scuole dell'infanzia italiane sono sempre più spesso teatro di vicende raccapriccianti con bambini che vengono maltrattati e sottoposti a vessazioni fisiche e psicologiche, lo scorso 23 ottobre la Camera ha approvato una proposta di legge per introdurre la videosorveglianza a scopo preventivo nelle scuole, e ora si attende l'approvazione definitiva del Senato, anche se il provvedimento dovrà essere a prova di privacy.
Tim nega ad un cliente l’accesso ai tabulati telefonici e scatta la sanzione del Garante Privacy
Tim dovrà pagare una sanzione di 150 mila euro per aver negato a un abbonato l’accesso ai propri tabulati telefonici necessario per potersi difendere in sede penale. Lo ha deciso il Garante per la protezione dei dati personali. Con l’accesso ai tabulati, l’abbonato, intestatario di due utenze di cui una in uso ad un’altra persona, intendeva raccogliere informazioni da produrre in un processo penale a sostegno della propria difesa, volta a dimostrare l’estraneità ai fatti che gli venivano contestati. Non avendo ricevuto riscontro alle sue reiterate richieste da parte della Società, si era rivolto al Garante per poter ricevere i tabulati in tempo utile per l'udienza del processo penale.
Una civiltà digitale che oggi non tiene conto dei diritti privacy dei cittadini svantaggiati rischia di condannare al fallimento lo sviluppo tecnologico futuro
L’ampia analisi condotta da Federprivacy sui rapporti tra i siti web e la tutela dei diritti privacy nel mondo digitale merita di essere considerata con la massima attenzione. Essa è tutta incentrata sulle misure adottate da un corposo e molto articolato insieme di siti web in ordine al dovere dei titolari di trattamenti di dati personali di assicurare agli interessati una adeguata informativa privacy, completa di tutti i riferimenti normativi. Una informativa che, sia nel quadro del GDPR che degli altri documenti e Regolamenti della UE, deve essere facilmente accessibile e comprensibile da tutti i destinatari, e cioè almeno da parte di tutti gli interessati.
Usa: debutta il «Delete Act» e oltre 300.000 utenti californiani chiedono la cancellazione dei loro dati personali
Mentre in Europa si continua a discutere di nuove regolamentazioni per mettere un freno al telemarketing selvaggio e per rafforzare le tutele sulla privacy, negli Usa la California ha sfoderato un’iniziativa legislativa che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui i cittadini esercitano il diritto alla cancellazione dei propri dati.
Uso di email e social media: nelle policy aziendali diritti, obblighi e controlli
Tecnologia e diritto anzi diritti. Ed ancora quanto la presenza pubblica sui social deve coordinarsi con il profilo professionale? Temi e domande ormai parte importante delle relazioni industriali e del diritto del lavoro. Ne è una conferma l’aumento di policy aziendali sempre più all’attenzione della giurisprudenza. Le policy aziendali sull’uso dei social network, delle e-mail e in generale degli strumenti informatici sui luoghi di lavoro sono sempre più spesso infatti al centro delle sentenze in tema di licenziamenti e sanzioni disciplinari.
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Vengono pubblicati nella classifica dei più ricchi ma rivendicano la loro privacy, sanzionato l'editore
Molti possono solo sognare di comparire nelle classifiche degli uomini più ricchi stilate da Forbes, ma a quanto pare alcune delle famiglie più facoltose dell’Ungheria non hanno affatto gradito di vedersi pubblicate nella prestigiosa rivista senza essere state preventivamente interpellate, e per questo hanno deciso di rivolgersi all’autorità per la protezione dei dati magiara, la quale ha in parte accolto i loro reclami multando la casa editrice.
Via libera del Senato, l’Italia ha la sua legge sull’intelligenza artificiale. Disposizioni su cybersicurezza, privacy, diritti, e investimenti
L’Italia ha la sua legge sull’intelligenza artificiale. Dopo un tortuoso cammino parlamentare (tre letture in tutto) il disegno di legge che il consiglio dei ministri aveva varato ad aprile del 2024 ha registrato il via libera definitivo del Senato.
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Tavola rotonda su privacy e intelligenza artificiale nel mondo del lavoro
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