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Il minore può rivolgersi direttamente al Garante privacy per far oscurare foto e video in cui viene bullizzato
Il minore ultra14enne può chiedere direttamente al Garante di intervenire per far cessare atti di cyberbullismo. Anche la vittima, dunque, è abilitata ad avvalersi del mezzo di tutela previsto dall'articolo 2 della legge 71/2017.
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Il pretesto del rispetto della privacy di altri studenti ripresi non esenta dal diritto di accesso alla registrazione video di un esame
L'accesso alle riprese video è possibile in versione integrale e in chiaro, anche se sono ripresi terzi. Il Garante privacy della Finlandia (decisione del 5/5/2022 resa nel caso n. 1788/152/22) ha ordinato a una università di consegnare all'interessato una registrazione video di un esame, nonostante nel video risultassero altri studenti. Una decisione applicabile anche in Italia.
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L'associazione di attivisti per la privacy: "ecco come TikTok, AliExpress e WeChat ignorano i vostri diritti del GDPR"
L’organizzazione non profit noyb ha presentato reclami per violazioni del GDPR contro AliExpress, TikTok e WeChat. Tutte e tre le aziende tecnologiche non avrebbero rispettato le richieste di accesso ai sensi dell'articolo 15 del Regolamento UE sulla protezione dei dati personali, rendendo impossibile per gli utenti europei esercitare i loro diritti sulla privacy.
La gestione delle richieste d'accesso ai dati durante il periodo d'emergenza Covid-19
Le richieste di accesso ai dati possono essere messe in lista d’attesa. È uno degli effetti della situazione emergenziale dovuta al contagio Covid-19. Anche se per arrivare a questo risultato interpretativo la strada è, come al solito, tortuosa. Si prenda il caso, purtroppo, comune di una organizzazione in cui i dipendenti sono in cassa integrazione per un lungo periodo o istituti simili. Per quanto la tecnologia di appoggio allo smart working dovrebbe sopperire, non è detto che gli archivi siano facilmente ed integralmente raggiungibili.
La privacy degli ‘ultimi’
«Noi pensiamo di discutere soltanto di protezione dei dati, ma in realtà ci occupiamo del destino delle nostre società, del loro presente e soprattutto del loro futuro». Diceva così Stefano Rodotà. E, naturalmente, aveva assolutamente ragione.
La privacy inclusiva deroga agli standard di sicurezza
Le imprese devono realizzare sistemi di sicurezza privacy, prevedendo anche un corridoio speciale inclusivo per le persone appartenenti a particolari categorie di soggetti vulnerabili come i disabili.
La privacy, l'Europa e la salvaguardia delle libertà
I tempi sono cambiati, anche per l'amministrazione dello Stato, perfino per il fisco. Non si può più relegare la privacy a un perimetro marginale, formalistico, eventuale, perché tutto, ormai, è fatto di dati e regolato attraverso i dati. Ce lo ricorda il parere espresso dall'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, con un avvertimento – severo – su due provvedimenti del Direttore dell'Agenzia delle Entrate: uno contenente regole per predisporre, trasmettere, ricevere e conservare le fatture elettroniche, e l'altro sulle modalità di conferimento e revoca delle deleghe per l'utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica.
La tutela dei diritti dell’interessato: il progetto NOMYD
Purtroppo oggi come oggi nell’attuale società della comunicazione e non solo dell’informazione è frequente subire violazioni alla nostra privacy. L’avvento delle nuove tecnologie e del digitale, se da un lato consentono di ottenere tanti vantaggi in termini di semplificazione, efficienza ed economicità dall’altro implicano necessariamente il trattamento di molti dati personali in rete e spesso non si utilizzano le necessarie precauzioni richieste dalla normativa. Quante volte capita di ricevere chiamate commerciali su prodotti che non ci interessano? Quante volte riceviamo SMS o e-mail da società di cui non abbiamo mai acquistato prodotti? In effetti, ogni giorno capita di fornire dati personali: per scaricare una app, per ottenere una carta fedeltà o per acquistare prodotti online…e a volte il soggetto a cui forniamo i nostri dati li utilizza impropriamente e senza il nostro permesso!
Le autorità non possono imporre ai cittadini un limite sul numero di reclami per violazioni della privacy
Nella sentenza resa nel caso C-416/23 il 9 gennaio 2025, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha chiarito che ai cittadini non si può limitare di esercitare i diritti sulla privacy impedendo loro di presentare non più di due reclami al mese al Garante per la protezione dei dati personali, così come invece aveva imposto l’autorità austriaca.
Le richieste di accesso all’amministratore di condominio e la valutazione sul bilanciamento degli interessi
L’eterno dilemma che si pone l’amministratore di condominio: la richiesta del condòmino di visionare questo o quel documento può essere accontentata o si viola la riservatezza? Si rientra nell’esame sul “bilanciamento degli interessi” che per essere gestito necessita di una valutazione che non può prescindere dall’esame della norma ma anche dai principi di minimizzazione e di accountability.
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