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Rischiano la sanzione le pubbliche amministrazioni e le imprese che rientrano nell'obbligo del Dpo ma non lo hanno nominato

Rischiano la sanzione le pubbliche amministrazioni e le imprese che rientrano nell'obbligo del Dpo ma non lo hanno nominato

Rischio sanzione per chi non ha nominato il Dpo (responsabile della protezione dei dati) entro il 25 maggio 2018: data in cui è diventato efficace il regolamento Ue sulla protezione dei dati 2016/679 (Gdpr). Come è capitato a un comune cui il Garante della privacy ha irrogato una sanzione amministrativa con il provvedimento 272/2020, di cui dà notizia la Relazione annuale del Garante presentata il 2 luglio 2021.

Accountability, principio cardine del Gdpr sempre più orientato ad una logica di performance

Accountability, principio cardine del Gdpr sempre più orientato ad una logica di performance

Come noto l’accountability è uno dei principi generali su cui si fonda il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) che all’art. 24 dispone che il responsabile del trattamento è tenuto ad adottare politiche e attuare misure adeguate per garantire ed essere in grado di dimostrare che il trattamento dei dati personali sia avvenuto in modo conforme al Regolamento stesso.

Controllo indiscriminato dei lavoratori, Comune sanzionato dal Garante per monitoraggio occulto della navigazione web dei dipendenti

Controllo indiscriminato dei lavoratori, Comune sanzionato dal Garante per monitoraggio occulto della navigazione web dei dipendenti

La protezione delle informazioni personali e il rispetto della vita privata vale anche nel pubblico impiego dove permane, comunque, una ragionevole aspettativa di riservatezza. Questo è uno dei principi ribaditi nel provvedimento del Garante Privacy n. 190 del 13 maggio 2021 con il quale ha irrogato una sanzione da 84 mila euro al Comune di Bolzano per aver tratto illecitamente i dati dei propri dipendenti in violazione degli artt. 5, 6, 9, 88 e 35 del GDPR, nonché 113 e 114 del Codice Privacy.

In Gazzetta Ufficiale il decreto che istituisce l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale

In Gazzetta Ufficiale il decreto che istituisce l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 140 del 14 giugno 2021 il decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82 che introduce disposizioni urgenti in materia di cybersicurezza, definizione dell'architettura nazionale di cybersicurezza e istituzione dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN). Il Provvedimento rientra nella strategia di cyber-resilienza nazionale, avviata con la disciplina sul perimetro cibernetico, e accresce, attraverso la promozione della cultura della sicurezza cibernetica, la consapevolezza del settore pubblico, privato e della società civile sui rischi e le minacce cyber.

Nuove Clausole Contrattuali Standard per il trasferimento di dati verso Paesi terzi, un passo nella giusta direzione

Nuove Clausole Contrattuali Standard per il trasferimento di dati verso Paesi terzi, un passo nella giusta direzione

Il 4 giugno 2021, dopo oltre 11 anni dall’ultima decisione sul punto, la Commissione Europea ha adottato una nuova Decisione riguardante le Standard Contractual Clauses (d’ora in avanti SCC), per la quale si attende oramai, giusti alcuni accorgimenti, solamente la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. La decisione comprende due set di SCC, uno per i rapporti tra titolari del trattamento e responsabili del trattamento e l’altro, oggetto del presente articolo, riguardante il trasferimento di dati verso paesi terzi. La necessità di una nuova Decisione sulla questione dei trasferimenti di dati personali al di fuori dallo spazio UE-SEE verso Paesi non coperti da una decisione di adeguatezza ex art. 45 del GDPR era, oramai, di vitale importanza.

Sicurezza dei dati aziendali: l’approccio è fondamentale

Sicurezza dei dati aziendali: l’approccio è fondamentale

Con la diffusione dei data breach sempre più aziende si pongono il quesito della sicurezza interna. Quando si approccia l’argomento, però, la prima domanda che si fanno non è sulla protezione dei dati interni ma sullo status generale di sicurezza della rete informatica. Tale approccio è ormai passato di moda e probabilmente per le organizzazioni private e pubbliche è giunta l’ora di passare avanti e abbracciare un nuovo punto mettendo sullo stesso piano anche la protezione dei dati.

Il presidente di Federprivacy al TG1 Rai

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