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I siti web che utilizzano Google Analytics violano la privacy degli utenti europei

I siti web che utilizzano Google Analytics violano la privacy degli utenti europei

L'autorità austriaca per la protezione dei dati (Datenschutzbehörde) ha dichiarato illegale l'uso di Google Analytics perché viola il Gdpr, e come nel caso dell’invalidazione del Privacy Shield da parte della Corte di Giustizia UE e in altre pronunce che in passato hanno avuto pesanti impatti sulla protezione dei dati personali europea, ancora una volta c’è lo zampino dell’attivista Max Schrems.

Elettrodomestici intelligenti in ufficio, attenzione alla privacy

Elettrodomestici intelligenti in ufficio, attenzione alla privacy

La presenza di elettrodomestici che sfruttano l’intelligenza artificiale (IoT) in ambito domestico, è un tema già analizzato in passato, per quanto le varie implicazioni siano ancora da esplorare in modo completo e la costante innovazione tecnologica porti sempre nuove sfide. In questo articolo si vogliono approfondire le implicazioni dell’uso di tali elettrodomestici in ambito aziendale, “l’ufficio intelligente”, escludendo in ogni caso i dispositivi normalmente presenti, come, ad esempio, le multifunzione, le webcam ed i cellulari.

La profilazione a scopo commerciale e il processo decisionale automatizzato secondo il Gdpr

La profilazione a scopo commerciale e il processo decisionale automatizzato secondo il Gdpr

L’evoluzione tecnologica in generale e la crescita della intelligenza artificiale negli ultimi anni hanno reso più facile la creazione di profili e l’adozione di decisioni automatizzate, con potenziali ripercussioni significative sui diritti e sulle libertà delle persone fisiche. L‘ampia diffusione dei social network e degli e-commerce, consultabili in ogni momento attraverso device, sempre più performanti hanno trasformato internet in un bacino di informazioni e di dati personali, dal quale è possibile la determinazione, l’analisi e la previsione di aspetti della personalità, del comportamento, degli interessi e delle abitudini di una persona.

Social spam: è legittimo alla luce del Gdpr?

Social spam: è legittimo alla luce del Gdpr?

II c.d. "social spam" consiste in un insieme di attività mediante le quali lo spammer veicola messaggi e link attraverso le reti sociali online. Ciò si inquadra nel problema dell'indiscriminato e spesso inconsapevole impiego dei propri dati personali da parte degli utenti nell'ambito dei social network, tanto più rispetto a profili di tipo "aperto". L’argomento è stato affrontato a suo tempo da alcuni provvedimenti del Garante come le Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam del 4 luglio 2013 oppure al provvedimento sul Consenso al trattamento dei dati personali per finalità di "marketing diretto" attraverso strumenti tradizionali e automatizzati di contatto del 15 maggio 2013, ma sarà sicuramente oggetto del Regolamento e-privacy il cui schema approvato dal Consiglio UE adesso è in discussione presso il Parlamento europeo.

La gestione degli accessi fisici per la protezione dei dati personali: chiavi, badge e codici di allarmi

La gestione degli accessi fisici per la protezione dei dati personali: chiavi, badge e codici di allarmi

Il tema del controllo degli accessi fisici è spesso trascurato nell’ambito della protezione dei dati personali; eppure tale tema è oggetto anche di una famiglia di controlli della ISO IEC 27001. La necessità di tali controlli pone in evidenza come una cattiva gestione dei dispositivi fisici (chiavi, badge) per accedere ai locali dell’organizzazione, e/o dei dispositivi per accedere alle informazioni necessarie per l’accesso (codici di allarmi o altri codici ad esempio per serratura che si apre con PIN e/o applicazione su smartphone) può rendere vulnerabili i dati.

Assistenti vocali in ambito aziendale: rischi sulla privacy, e non solo…

Assistenti vocali in ambito aziendale: rischi sulla privacy, e non solo…

Per sapere quali precauzioni adottare con un assistente vocale, l’ho chiesto al dispositivo Alexa in casa di un amico, ma Alexa non mi ha dato alcuna soddisfazione. Se chiedevo: “Alexa, cos’è un assistente vocale?” mi dava la definizione di “vocale”, se chiedevo: “Alexa, tu cosa sei? sei un assistente vocale?” Alexa si chiudeva in un ostentato mutismo e spegneva tutte le lucette. Alla fine ho rinunciato: gli assistenti vocali non sanno (o non vogliono sapere?) cosa sono gli “assistenti vocali”.

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