Visualizza articoli per tag: violazioni
La vicenda H&M fotografa un radicale disprezzo per i princìpi fondamentali della privacy dei lavoratori
Il Garante privacy di Amburgo ha condannato H&M, la nota multinazionale dell’abbigliamento, per una grave violazione della privacy dei dipendenti verificatasi presso la sede di Norimberga, in Germania (il comunicato stampa in lingua inglese è disponibile nel sito dell’Autorità. Il provvedimento integrale non risulta, allo stato, disponibile, ma da quello che emerge dal comunicato stampa si comprende che il management del centro servizi di Norimberga, dal 2014 al 2019, ha monitorato diverse centinaia di dipendenti, violando – come dichiarato dalla multinazionale nel proprio sito internet – le istruzioni e le line guida aziendali.
La violazione della privacy di Stefano De Martino ci ricorda che nessuno è immune da intrusioni fraudolente tra le mura domestiche
La vicenda che vede involontario protagonista Stefano De Martino si connota come opportunità didattica e dovrebbe costituire un monito a chi si affida a certi dispositivi senza avere sufficiente coscienza di quelle che possono esserne le immancabili controindicazioni.
Le autorità non possono imporre ai cittadini un limite sul numero di reclami per violazioni della privacy
Nella sentenza resa nel caso C-416/23 il 9 gennaio 2025, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha chiarito che ai cittadini non si può limitare di esercitare i diritti sulla privacy impedendo loro di presentare non più di due reclami al mese al Garante per la protezione dei dati personali, così come invece aveva imposto l’autorità austriaca.
Linkedin, maxi multa da 310 milioni di euro per violazione del Gdpr
Al termine di un’indagine durata ben 6 anni, la Commissione irlandese per la protezione dei dati ha annunciato di aver inflitto una sanzione da 310 milioni di euro a Linkedin, nota la piattaforma social dedicata al mondo del lavoro, per violazioni del Gdpr, in particolare riguardo le modalità di ottenimento del consenso, liceità, equità e trasparenza del trattamento dei dati personali degli utenti.
Lo studio legale Jones Day colpito da un ransomware: gli hacker pubblicano sul Dark Web i documenti di clienti illustri
Lo studio legale Jones Day è stato vittima di un attacco ransomware e i pirati stanno pubblicando i dati rubati. L’origine potrebbe essere il data breach di Accelion. Anche i documenti riservati sulla battaglia legale portata da Donald Trump per poter sovvertire il risultato delle recenti elezioni presidenziali negli USA sarebbero finiti sul Dark Web.
L’audit mirato “à rebours” come misura per ridurre il rischio sanzionatorio post data breach
L’art. 83 del GDPR disciplina il regime sanzionatorio applicabile alle violazioni del GDPR, prevedendo sanzioni amministrative e pecuniarie. Tuttavia, lo stesso articolo contempla una serie di circostanze attenuanti che il titolare del trattamento può azionare per ridurre significativamente l’entità della sanzione.
L’hotel che fa una fotocopia del vostro documento d’identità rispetta la privacy?
Molti hotel hanno l’abitudine di fotocopiare il documento del cliente al momento del suo arrivo presso la struttura della struttura recettizia, ma questa prassi rispetta la privacy?
L’Inps si salva dagli hacker ma scivola maldestramente sulla privacy
Dopo che l'Inps aveva resisitito a un attacco hacker, i dati sensibili di migliaia di cittadini sono finiti online accessibili a chiunque, ma non per mano di qualche pericoloso criminale informatico, in quanto stavolta l'istituto previdenziale ha fatto tutto da solo.
Migliaia di documenti d’identità di clienti di hotel in vendita nel Dark Web: come tutelare la propria privacy ed esercitare i diritti previsti dal GDPR
Di recente l’Italia è stata teatro di un importante attacco informatico ai danni di cittadini e viaggiatori che si sono trovati a soggiornare in alcuni hotel tra giugno e luglio 2025, aprendo scenari preoccupanti per la privacy e la sicurezza di decine di migliaia di persone che hanno fruito di servizi alberghieri negli ultimi mesi.
Milioni di telefonate e sms inviati illecitamente, il Garante privacy blocca Vodafone
Vodafone non potrà più inviare sms o effettuare chiamate per finalità di marketing a chi non abbia manifestato uno specifico consenso o abbia addirittura chiesto di non essere più disturbato con offerte commerciali. La società telefonica dovrà inoltre ridefinire le proprie procedure interne nella gestione dei dati utilizzati per le campagne promozionali.
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