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Il Garante Privacy sanziona un'azienda che conservava e riascoltava le telefonate dei dipendenti del customer care
Non è possibile attivare sistemi con funzioni di controllo a distanza dei lavoratori senza aver adottato tutte le tutele previste dallo Statuto dei lavoratori e dal Codice privacy. Questa la decisione del Garante per la protezione dei dati personali in merito al reclamo di un dipendente di una società di trasporto pubblico che lamentava il monitoraggio del personale tramite il sistema di gestione delle telefonate del call center dedicato al customer care.
Il Garante Privacy sanziona Verisure Italia per per trattamento illecito di dati personali ai fini di marketing
Il Garante privacy ha sanzionato Verisure Italia per trattamento illecito di dati personali ai fini di marketing. Il provvedimento nasce dai reclami di un ex cliente e di un'altra persona che dopo aver richiesto un preventivo avevano continuato a ricevere sms promozionali indesiderati anche dopo essersi opposti al trattamento dei dati.
Il Garante sanziona per 45mila euro una società di rivendita auto online per email marketing senza consenso
Il Garante privacy ha comminato una sanzione di 45mila euro a un rivenditore di auto online per trattamento illecito di dati personali ai fini di marketing. Il procedimento trae origine dal reclamo di un cliente che lamentava la ricezione di numerose e-mail indesiderate e il mancato riscontro alle richieste di esercizio dei diritti sanciti dal GDPR.
Il Garante sanziona UniCredit per 2,8 milioni di euro per violazioni della normativa privacy
Le banche devono adottare tutte le necessarie misure tecnico-organizzative e di sicurezza per evitare che i dati dei propri clienti possano essere sottratti illecitamente. Lo ha affermato il Garante per la privacy nel sanzionare UniCredit banca per una violazione di dati personali (data breach) avvenuta nel 2018, che ha coinvolto migliaia di clienti ed ex clienti.
Il GDPR compie 7 anni, ma oltre 6 miliardi di euro di sanzioni non hanno portato i risultati auspicati
Il 25 maggio di 7 anni fa entrava in vigore il Regolamento europeo sulla protezione dei dati con la promessa di introdurre maggiori tutele per la privacy dei cittadini e pesanti sanzioni per i trasgressori, ma oltre 6 miliardi di euro , ovvero mediamente una sanzione ogni giorno per un importo medio di 2,4 milioni di euro, non hanno portato i risultati sperati.
Il gestionale on-line della casa di cura non garantisce la sicurezza dei dati: sanzionato il responsabile esterno del trattamento
Sanità e privacy, gestionale con il bug boomerang per la casa di cura. La struttura sanitaria che decide di utilizzare un gestionale on-line per agevolare l'attività dei medici deve avvalersi di fornitori in grado di garantire la sicurezza del sistema. Se un hacker entra nell'applicazione attraverso errori grossolani scatteranno infatti controlli e sanzioni che non risparmieranno neppure il soggetto esterno deputato alla gestione concreta del software. Lo ha chiarito il Garante per la protezione dei dati personali con l'ordinanza ingiunzione n. 423 del 2 dicembre 2021.
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Il pugno duro delle maxi sanzioni per le violazioni della privacy non è solo un fenomeno europeo
Ammontano a oltre 307 milioni di euro le sanzioni che sono state inflitte lo scorso anno in 341 procedimenti condotti dalle autorità di controllo per la protezione dei dati personali europee. A riferirlo, è il rapporto di uno studio dell'Osservatorio di Federprivacy in cui sono state analizzate le fonti istituzionali dello Spazio Economico Europeo (SEE). In media, nel 2020 ciascuno dei 30 paesi dello SEE ha irrogato 11,3 sanzioni, e ogni Stato ha applicato mediamente 10.264.124 di euro di multe. Ma il pugno duro delle maxi sanzioni per le violazioni della privacy non è solo un fenomeno europeo introdotto dal Gdpr.
Il rispetto dei diritti sulla privacy non può essere a pagamento né avere un listino prezzi
Se la banca vi ha negato un finanziamento e volete sapere quali sono le motivazioni, potete pagare e conoscerle rapidamente on line nel giro di qualche giorno o addirittura entro pochi minuti. Ma se l’idea di pagare per avere le informazioni che vi riguardano non vi va proprio a genio, allora dovete prendere carta e penna e scrivere una lettera di richiesta sperando di ricevere riscontro entro un mese. Questa è in sostanza la prassi che aveva adottato il Bureau Krediet Registratie (BKR) con i cittadini olandesi, dimenticando che il diritto di accesso ai dati personali è essenzialmente gratuito.
Il rispetto delle norme sulla privacy vale anche per i sistemi di accesso ai varchi della ZTL che rilevano le targhe delle auto
La gestione automatizzata dei varchi di accesso alle zone a traffico limitato deve oggi confrontarsi con un principio imprescindibile: il rispetto della privacy, che si traduce in obblighi di chiarezza e trasparenza verso i cittadini. Cartelli informativi ben visibili ai varchi e informative puntuali, pubblicate in rete, non sono un optional, ma il segno concreto di un trattamento corretto dei dati personali.
Il ruolo per i sindacati nell’assetto della privacy nelle aziende
Il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) da tempo è entrato nella vita di chi vive in Europa (UE e SEE) e, sebbene alcuni facciano ancora difficoltà a comprenderne la portata di diritto di cittadinanza, tutti in genere vi poniamo più attenzione, sia nella veste di interessati, sia nella veste di attori nella gestione della privacy in organizzazioni del settore pubblico e privato. Quello che si intende qui iniziare ad approfondire è il ruolo che possono avere le organizzazioni sindacali con riguardo alla privacy.
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Il Presidente di Federprivacy a Settegiorni su Rai Uno
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