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La Data Protection Commission (DPC), che è l’autorità di controllo irlandese per la protezione dei dati, ha inflitto una sanzione di 225 milioni di euro a WhatsApp. L'azienda americana, dal 2014 di proprietà di Facebook, è accusata di aver violato le norme europee in materia di protezione dei dati personali. Secondo l'autorità, WhatsApp non avrebbe infatti "assolto ai suoi obblighi di trasparenza" richiesti dal Gdpr per quanto riguarda la comunicazione agli utenti sull'utilizzo dei loro dati personali.

Approvato dal Garante per la protezione dei dati personali il piano ispettivo per il secondo semestre di quest’anno. Il piano, il primo ad essere varato dopo la piena applicazione del Regolamento Ue, vede al centro delle verifiche degli ispettori dell’Autorità i trattamenti di dati effettuati da aziende e pubbliche amministrazioni che gestiscono banche dati di grandi dimensioni, le misure di protezione dei dati negli istituti di credito (specie con riferimento a segnalazioni di data breach), i trattamenti di dati per attività di telemarketing.

Attività ispettive sulla conformità al GDPR, ecco quali sono i settori sotto la lente del Garante in questo periodo, ma molte aziende sono impreparate ad affrontare i controlli svolti dall'Authority e dal Nucleo speciale privacy della Guardia di Finanza. Bernardi: Molte imprese considerano ancora la protezione dei dati una questione meramente burocratica e si sono affidati a software o hanno completamente demandato attività di adeguamento a consulenti esterni, ma rischiano di essere sanzionate pesantemente". La circolare di Federprivacy sui poteri di accertamento dell'Autorità di controllo, onere della prova delle violazioni, e sul principio di proporzionalità delle sanzioni.

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Dopo che era andato in pensione, l'istituto ha pensato di inscatolare e spedire all'ex dipendente quelli che avrebbero dovuto essere gli effetti personali dimenticati sul luogo di lavoro. Chissà con quale sorpresa, l'uomo aveva però ricevuto pacchi molto più voluminosi di quello che poteva ragionevolmente aspettarsi rispetto all'ingombro di oggetti come la foto di famiglia o il souvenir dell'ultima vacanza lasciati sulla scrivania dell'ufficio.

L'Isola di Man è un piccolo ma ricco territorio con poco più di 80mila abitanti situato nell’Europa settentrionale tra l'Irlanda e la Gran Bretagna, ma pur essendo una dipendenza della Corona Britannica non fa parte né del Regno Unito, né dell'Unione europea. Tuttavia nel 2018 il governo di quest'isola ha implementato il Gdpr con un proprio atto normativo interno, con il quale riconosce formalmente le leggi dell'UE in materia di protezione dei dati. E ultimamente le applica pure, dato che il suo Information Commissioner's Office ha appena inflitto la sua prima sanzione.

Usare un algoritmo per profilare in modo automatizzato le assenze dei dipendenti viola la loro privacy, ed espone il datore di lavoro alle sanzioni del Gdpr. Lo ha stabilito il Commissario per la protezione dei dati personali di Cipro, imponendo sanzioni per 82.000 euro a tre società che operano nel settore delle crociere.

Non basta subire un furto e perdere i dati personali contenuti nel proprio dispositivo elettronico. Il rischio è anche quello di essere sanzionati dall'autorità dopo aver fatto regolare denuncia. Lo ha chiarito il garante per la protezione dei dati personali con il provvedimento n. 5/2021. L'Arpa Campania ha denunciato sia ai carabinieri che al garante l'avvenuta sottrazione di un hard disk: usato da tutti gli operatori dell'agenzia, anche per motivi personali, conteneva numerosi dati personali.

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Il mese scorso era stata sanzionata dall’autorità francese per la privacy (CNIL) con una bacchettata da 400.000 euro, ma i guai sui dati personali sembrano non finire per la RAPT. Infatti, la società francese che gestisce gran parte dei trasporti a Parigi e un gran numero di linee nei quartieri e comuni periferici con autobus, metro, e tram, nei giorni scorsi è finita di nuovo sotto la lente per un data breach che ha visto mettere a repentaglio i dati di 57mila dipendenti.

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Le modifiche al codice della privacy per adeguare la normativa italiana al GDPR introducono nuove ipotesi di reato per chi non è in regola. L’obiettivo è aggiornare la disciplina in materia di trattamento dei dati alle esigenze della digital transformation, all’impiego delle nuove tecnologie, al fenomeno dei big data e dei grandi archivi. Innovativa, tra le altre, è l’ipotesi di reato di “comunicazione e diffusione illecita di dati personali oggetto di trattamento su larga scala”, che punisce chiunque comunichi o diffonda un archivio automatizzato o una parte sostanziale di esso contenente dati personali oggetto di trattamento su larga scala.

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Sono state 341 le sanzioni per violazioni della protezione dei dati personali lo scorso anno nei 30 paesi dello SEE. Ben 133 dei 341 provvedimenti amministrativi complessivi sono stati irrogati dal garante spagnolo, ma l’autorità più severa è quella francese con 138,3 milioni di euro concentrati in soli 8 procedimenti. Nel 59% dei casi le multe riguardano trattamenti illeciti per scarsa trasparenza, mancanza di consenso o altra valida base giuridica. Bernardi: “Mercato digitale è un’opportunità ma necessario sviluppare maggiore sensibilità per i temi della privacy”. Settore più bersagliato quello delle telecomunicazioni con 69 sanzioni.

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Il Gdpr per far decollare economia digitale

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