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Negli Stati Uniti l'Office of the Comptroller of the Currency ha annunciato di aver inflitto una sanzione da 60 milioni di dollari a Morgan Stanley, adottata dal regolatore a seguito di violazioni verificatesi dopo che la banca aveva dismesso alcuni data center utilizzati nella propria attività di gestione patrimoniale.

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In materia di internet banking deve affermarsi la responsabilità dell’istituto di credito che, a conoscenza dell’illegittima sottrazione ai danni del proprio correntista di credenziali e password, ad opera di terzi, non abbia cautelativamente e immediatamente provveduto al blocco del conto corrente del medesimo cliente. Lo precisa il tribunale di Ragusa con la sentenza 7 marzo 2024, n. 420.

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I tuoi soldi o i tuoi dati. Il concetto chiave che tiene in piedi molti servizi offerti dai big californiani della tecnologia è diventato, negli anni, un mantra assai diffuso a certe latitudini. Se di mezzo c’è Facebook, poi, il disegno sembra sempre molto chiaro. E le ultime vicende (leggere alla voce Cambridge Analytica) lo raccontano benissimo. Ma la storia, a quanto pare, è tutt'altro che chiusa. E la tutela dei dati personali, nel nuovo mondo dei social network, sembra un concetto molto labile.

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Nel 2026 l’intelligenza artificiale è diventata infrastruttura critica del settore bancario. Dal credit scoring alla prevenzione delle frodi, fino ai processi HR, l’AI non è più un elemento sperimentale ma inizia ad essere parte integrante dei processi decisionali.

Istituti di credito, sanità, sistema statistico nazionale (Sistan), Spid, telemarketing, carte di fedeltà, grandi banche dati pubbliche. Sono questi i settori sui quali nei prossimi mesi punterà la sua lente il Garante per la protezione dei dati personali contenuti nel piano ispettivo per il primo semestre 2019 approvato nelle scorse settimane.

Di recente, la scure del Garante si è abbattuta su Intesa Sanpaolo con sanzioni per quasi 50 milioni di euro nel giro di pochi giorni. Ora i CEO bancari sono a un bivio: continuare senza farsi troppi scrupoli a spingere una tecnologia che anticipa il cliente - rischiando però sanzioni e l’erosione della sua fiducia - oppure investire in compliance vera.

In data 18 maggio 2022 l'Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha rilasciato un interessante parere, in risposta a un interpello di una compagnia di assicurazioni. Il parere, attualmente rinvenibile su Internet, è stato diffuso in data 24 maggio 2022 dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI). La questione, del tutto frequente nella pratica, concerne il corretto inquadramento soggettivo degli intermediari finanziari che collocano prodotti assicurativi, sotto il profilo della protezione dei dati personali dei clienti assicurati.

La banca ha pochi segreti per il suo cliente. L'utente ha sempre diritto di conoscere la data e le ragioni per cui i suoi dati personali sono stati consultati dal personale dell'istituto di credito. Ciò in applicazione del diritto all'accesso previsto dall'art. 15 del Gdpr (regolamento Ue sulla privacy 2016/679). Peraltro questo diritto non permette di sapere i nomi delle singole persone che hanno consultato i dati, a meno che ciò non sia indispensabile per l'esercizio dei propri diritti. Così la Corte di Giustizia Ue, sentenza 22/6/2023 resa nella causa C-579/21.

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L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha comminato una sanzione amministrativa pecuniaria di 100 mila euro a Banca Intesa San Paolo perché un proprio dipendente, funzionario dell’unità crediti della direzione regionale dell’istituto, aveva consultato tramite i terminali della banca i dati del conto corrente dell’ex compagna, correntista dell’istituto di credito.

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In forza della recente riforma legislativa in ambito processualistico, un genitore che intenda ricorrere in Tribunale è costretto a dover rinunciare alla propria riservatezza, addirittura pregiudicando ambiti particolarmente privati della propria vita privata.  Infatti, la Riforma Cartabia (D. Lgs. 10 ottobre 2022 n. 149) ha del tutto rivisto la pro-cedura civile in ambito di controversie familiari, aggiungendo un intero nuovo titolo al codice di rito (“Titolo IV-bis, Norme per il procedimento in materia di persone, mino-renni e famiglie”), comprendente 72 nuovi articoli, enumerati dall’art. 473-bis all’art. 473-bis.71.

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Tavola rotonda su privacy e intelligenza artificiale nel mondo del lavoro

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