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La Corte di giustizia dell'Unione europea ha respinto come inammissibile un'azione intentata da WhatsApp contro la decisione vincolante dello European Data Protection Board assunta ai sensi dell’art. 65 del Regolamento UE 2016/679 che lo scorso anno aveva portato alla sanzione da 225 milioni di euro per la nota piattaforma di microchat.

Molti siti web di e-commerce richiedono agli utenti di creare un account online per effettuare acquisti. Secondo l’European Data Protection Board, questa scelta, spesso motivata da esigenze commerciali, comporta però rischi significativi per i diritti e le libertà degli interessati e deve quindi essere attentamente valutata alla luce del GDPR.

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L'Opinione 28/2024 del Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (European Data Protection Board) rappresenta un documento estremamente utile per affrontare le complesse questioni legate alla protezione dei dati personali nel contesto dello sviluppo e dell’implementazione dei modelli di intelligenza artificiale (IA).

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Come noto agli addetti ai lavori, l’European Data Protection Board (EDPB), nel luglio del 2019 ha pubblicato le Linee Guida n. 3/2019 sulla videosorveglianza, successivamente sottoposte a consultazione pubblica conclusasi nel settembre del 2019.

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Le principali autorità per la protezione dei dati a livello globale hanno firmato una dichiarazione congiunta per manifestare le loro preoccupazioni sui sistemi di intelligenza artificiale che generano immagini e video realistici che raffigurano individui identificabili a loro insaputa o consenso.

Durante la sua ultima sessione plenaria del 9 ottobre 2024, l'European Data Protection Board ha adottato un parere su alcuni obblighi derivanti dal ricorso a responsabili del trattamento e sub-responsabili, le linee guida sul legittimo interesse, una dichiarazione per stabilire ulteriori regole procedurali per l'applicazione del GDPR, e il proprio programma di lavoro nel biennio 2024-2025.

Le sanzioni privacy sono un ginepraio. Per tentare di trovare il bandolo della matassa il Comitato Europeo per la protezione dei dati personali (Edpb), ha diffuso in consultazione pubblica le Linee guida n. 4 del 12/5/2022 sulle sanzioni del Gdpr (Regolamento Ue 2016/679). Sono, però, Linee Guida che costringono i garanti della privacy a districarsi in una babele di calcoli.

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L’8 e il 9 ottobre, le Autorità garanti della protezione dei dati del SEE e il Garante europeo della protezione dei dati, riuniti in seno al Comitato europeo per la protezione dei dati, si sono incontrati per la quattordicesima sessione plenaria. Nel corso della riunione sono stati affrontati numerosi temi.

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È stato detto che “la necessità è il pretesto per ogni violazione della libertà umana”. Così potrebbe essere anche in relazione al Covid-19. Ne è un esempio quanto verificatosi in Ungheria. Il governo ungherese con il Decreto 179/2020 ha sospeso i diritti di accesso e di cancellazione delle informazioni personali nonché la facoltà di presentare un reclamo o veder tutelati i propri diritti ricorrendo all’autorità nazionale. Tutto questo sino alla cessazione dello stato di emergenza, termine però non indicato nel testo del decreto 40/2020 (norma di legge ungherese con la quale è stato proclamato). Intervenendo sul tema, con la dichiarazione adottata lo scorso 2 giugno, l’European Data Protection Board ha ribadito che il Gdpr rimane applicabile anche in condizioni d’emergenza.

In occasione della 37esima plenaria, il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB) ha adottato linee-guida sui concetti di titolare del trattamento e responsabile del trattamento nel regolamento generale sulla protezione dei dati (RGPD) e linee-guida sul targeting degli utenti dei social media. Inoltre, il comitato ha creato una task force che si occuperà dei reclami pervenuti a seguito della sentenza Schrems II della CGUE, oltre a una task force dedicata alle misure supplementari che gli esportatori e gli importatori di dati possono essere tenuti ad adottare per garantire una protezione adeguata in caso di trasferimento dei dati, alla luce della sentenza Schrems II della CGUE.

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