Nicola Bernardi
Presidente di Federprivacy. Consulente del Lavoro. Consulente in materia di protezione dati personali e Privacy Officer. @Nicola_Bernardi
Data breach, non c’è solo il Gdpr: imprese avvisate dopo il caso Yves Rocher
Generalmente quando nelle aziende si verificano delle ingenti perdite di dati il primo pensiero va alle sanzioni che possono comportare le violazioni del Gdpr, ma il caso che ha recentemente coinvolto il gruppo di cosmesi francese Yves Rocher impone una riflessione su altre gravi conseguenze a cui possono andare incontro le società che si imbattono in un data breach.
La voce del capo gli ordina di fare un bonifico di 221mila euro, ma è una frode di "vishing"
Se il vostro capo vi telefonasse chiedendovi di effettuare un bonifico urgente ad un fornitore, probabilmente non battereste ciglio ed ubbidireste all'ordine che vi viene impartito. Tuttavia, la voce che sta all'altro capo del filo potrebbe non essere affatto quella del vostro boss, ma di un sintetizzatore vocale in grado di imitarlo perfettamente, tanto da non farvi destare alcun sospetto, neanche se la richiesta è quella di trasferire un grosso importo di denaro su un conto bancario che non conoscete.
Il Garante per la privacy bavarese si prepara a sparare sulla Croce Rossa
In Germania il sito web del servizio di donazione di sangue della Croce Rossa è finito sotto la lente del Garante per la privacy bavarese.In particolare, la Bavarian Data Protection Authority (BayLDA) esaminerà adesso se i dati sensibili sulla salute degli utenti sono stati usati da Facebook attraverso gli strumenti di monitoraggio sul sito web del servizio di donazione di sangue.
Violata la privacy di oltre un milione di utenti su sito porno: 18.000 sono italiani
Ancora una violazione di dati sensibili nel web, ma stavolta il bersaglio è un sito per adulti che consente agli utenti registrati di caricare video e immagini pornografiche. E tra i fruitori di contenuti erotici che adesso si stanno preoccupando per la loro privacy ci sono anche migliaia di italiani.
Se guidate dopo aver bevuto la vostra foto potrebbe essere postata su Facebook
Attenzione ad alzare troppo il gomito prima di mettervi alla guida, e non solo per il pericolo di incidenti o per evitare che vi ritirino la patente, ma anche perchè le vostre foto potrebbero essere esposte alla gogna mediatica su Facebook.
L'antivirus Kaspersky tracciava gli utenti nel web
Da un software antivirus, e ancor più da una di quelle soluzioni "tutto incluso" che hanno lo scopo di proteggere sia il pc che la navigazione in internet, per gli utenti sarebbe lecito aspettarsi un alleato e giammai un nemico in casa. E' stata per questo amara la scoperta del giornalista tedesco Ronald Eikenberg, il quale ha dimostrato che fino a poco tempo fa l'antivirus di Kaspersky macchinava attivamente per rendere tracciabili i suoi utenti ogni volta che navigano nel web.
Il 48% dei dipendenti ha accesso a troppi dati aziendali
Secondo un rapporto di GetApp, nelle piccole e medie imprese il 48% dei dipendenti ha un livello di accesso ai dati aziendali eccessivo rispetto a quello effettivamente necessario per svolgere le proprie mansioni. Ancora più allarmante, è che il 12% delle imprese prese in esame riferisce che i propri dipendenti hanno accesso a tutti quanti i dati dell’azienda senza alcuna restrizione, e questo espone a rischi che potrebbero essere disastrosi.
Privacy e Gdpr, chi guadagna da un’industria che vale miliardi di dollari
Quando nell’aprile del 2016 l’Unione Europea adottò il Gdpr, sembrava si fosse scatenata una nuova corsa all’oro che suscitò l’euforia di migliaia di professionisti e imprese che si buttarono a capofitto nel mondo della privacy con l’obiettivo di sfruttarne quelle che parevano irrinunciabili opportunità che si prospettavano all’orizzonte.
WhatsApp, il gioco del "vicino di numero" rischia di diventare un incubo
Si chiama #numberneighbor ed arriva dagli Stati Uniti la nuova tendenza che si sta diffondendo anche in Italia come diversivo per socializzare sotto l'ombrellone con il proprio smartphone, ma che insieme al divertimento rischia di portare anche brutte sorprese per chi si presta a stare al gioco.
Se usate l’email di lavoro sullo smartphone il vostro capo potrebbe spiarvi anche in vacanza
Se siete il tipo di persona che “non stacca mai la spina”, e vi piace essere efficienti anche quando siete assenti dall’ufficio, quella di consultare la vostra email di lavoro sul vostro telefonino personale potrebbe sembrare una buona idea, ma si tratta di una soluzione non esente da effetti collaterali.
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Siamo tutti spiati? il presidente di Federprivacy a Cremona 1 Tv
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