Federprivacy
Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati, iscritta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE) ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected]
L'avvocato interessato ha diritto di visionare i compensi dei membri del Consiglio Nazionale Forense
Il contenzioso formato da procedimenti riguardanti l'annullamento dell'elezione di alcuni consiglieri supporta l'interesse dell'avvocato ad ottenere dal Cnf: i documenti relativi ai compensi percepiti, di qualsiasi natura, connessi all'assunzione della carica di componente del Consiglio Nazionale Forense; gli importi di viaggio di servizio e missioni pagati con fondi del Cnf o delle Fondazioni ad esso collegate; i dati relativi alla assunzione di altre cariche, all'interno del Cnf, delle Fondazioni ad esso collegate o presso altri enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti dal Cnf.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Contratto di fornitura con protezione 'doc' dei dati personali
La tutela del dato personale in azienda ha assunto negli ultimi anni, soprattutto con l’entrata in vigore del regolamento (Ue) 2016/679 (Gdpr), un’importanza sempre più cruciale nel rapporto tra azienda-cliente e fornitore/partner commerciale. Ciò rileva in particolar modo nella stesura del contratto/accordo in materia di protezione dei dati personali che dovrà essere redatto alla luce del contratto per la fornitura di beni e/o servizi da cui trae origine.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Tar Lombardia: il confinante ha diritto di vedere gli atti relativi al progetto da realizzare
Il titolare del terreno ha diritto di vedere il progetto che il confinante intende realizzare a pochi metri dal suo fondo. E deve poterlo conoscere per intero: il Comune, dunque, ha 30 giorni di tempo per mostrare tutta la pratica edilizia a chi ha chiesto l'accesso civico generalizzato; all'amministrazione locale, infatti, non basta esibire il titolo abilitativo concesso al vicino, laddove si limita a richiamare altri atti, ma deve tirare fuori anche le relazioni tecniche e le tavole grafiche: è escluso poi che si ponga un problema di privacy, nel senso di riservatezza anche commerciale, in quanto si tratta di un'opera priva di un'originale valenza sul piano architettonico e urbanistico. È quanto emerge dalla sentenza 136/22, pubblicata il 14 febbraio 2022 dal Tar Lombardia.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
No al ricorso anonimo, per la difesa necessario conoscere l’avversario
Il conflitto tra la pubblicità degli atti giudiziari e la tutela di chi effettua segnalazioni alla magistratura trova un nuovo capitolo nella sentenza 15 febbraio 2022 n. 1808 del Tar Lazio che respinge un ricorso notificato in forma anonima. Per i giudici, nei processi ci deve essere parità delle armi e l’esigenza di anonimato di una parte non può impedire all’avversario di difendersi adeguatamente.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Il Dpo non deve firmare le informative privacy o assumere ruoli tipici del titolare del trattamento
Anche in materia di sanità pubblica il responsabile della protezione dei dati personali (DPO) è un mero consulente che non deve firmare le informative o assumere ruoli tipici del titolare del trattamento. La responsabilità e gli obblighi privacy gravano infatti su quest'ultimo soggetto ovvero l'azienda sanitaria locale con tutta la sua struttura organizzativa e dirigenziale. Così il Garante per la protezione dei dati personali con l'ordinanza ingiunzione 8/2022.
Seminario su responsabili e sub-responsabili con il Gdpr
Dopo che i posti disponibili sono andati rapidamente esauriti per l'incontro organizzato ad aprile, è stato programmata un'ulteriore edizione del seminario "Responsabili e sub-responsabili con il Gdpr" con gli obiettivi di approfondire non solo l'inquadramento di queste particolari figure di fornitori previste dal Gdpr, ma anche l'individuazione dei punti nodali del rapporto sin dalla fase pre-contrattuale, per poi passare alle clausole contrattuali standard e individuali, ai processi di monitoraggio, alla gestione delle patologie del rapporto.
E' possibile investire nell'intelligenza artificiale e proteggere i dati dei cittadini?
L'Europa vuole essere leader nella rivoluzione dell'intelligenza artificiale (IA). Un'ambizione che contrasta con la volonta' dell'Ue di proteggere il diritto alla privacy, perche' l'IA si basa proprio sulla disponibilita' dei dati. Un nuovo regolamento europeo punta a rendere compatibili i due obiettivi, ma non risolve la questione, secondo un'esperta dell'argomento.
Insultare un politico su Facebook può configurare il reato di diffamazione aggravata
Commette il reato di diffamazione aggravata colui che condivide sul proprio profilo Facebook fotografie pubblicate sulla pagina ufficiale di un noto politico locale, commentandole con frasi palesemente offensive del suo onore e decoro e con espressioni poco gratificanti sulla sua attività politica e imprenditoriale. A dirlo è il Tribunale di Vicenza nella sentenza n. 863/2021, sottolineando la forza di diffusione del messaggio affidato ai social network, capace potenzialmente di raggiungere un numero indeterminato o comunque quantitativamente apprezzabile di persone, nonché la maggiore capacità lesiva dell'immagine in relazione al ruolo pubblico ricoperto dalla persona offesa.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Poker di rischi per il dipendente infedele che ruba i dati aziendali
Poker di rischi per il lavoratore che scippa dati aziendali. C'è il rischio civilistico, quello disciplinare, quello penalistico e quello per violazione della privacy. Proprio quest'ultimo fronte (violazione della privacy) mette anche il datore di lavoro con le spalle al muro, potendosi contestare ai suoi danni una condotta di data breach (violazione dei dati personali). Con il risultato, per il datore di lavoro, di essere, nel contempo, vittima e reo: vittima del dipendente infedele e reo per non aver saputo arginare una violazione della riservatezza. Ma vediamo, dunque, di tratteggiare il quadro delle responsabilità connesse alla indebita fuoruscita di dati dal perimetro aziendale.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Non è la privacy a bloccare le sanzioni agli over 50 non vaccinati: il Garante ha rilasciato il suo parere in 48 ore
È destituita di ogni fondamento l’affermazione che il Garante per la protezione dei dati personali abbia rallentato o bloccato l’attuazione della norma che individua le sanzioni per i cittadini e i lavoratori ultra 50enni sottoposti all’obbligo di vaccinazione contro il Covid-19.
Galleria Video
Privacy Day Forum 2025: il trailer della giornata
Cerca Delegato

