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E' considerato privato un evento a cui partecipano solo invitati, anche se è pubblicizzato sui social

E' considerato privato un evento a cui partecipano solo invitati, anche se è pubblicizzato sui social

L'evento in un locale al quale partecipano solo pochi invitati, anche se sponsorizzato su un social network, non può essere considerato uno spettacolo pubblico e quindi l'ordinanza del Comune che impone l'immediata cessazione per esercizio abusivo dell'attività è illegittima. Lo ha stabilito la sentenza del 23 febbraio 2022 n. 288 della sezione seconda del Tar Puglia.

Data retention, la riforma cancella la condanna fondata sui soli dati di traffico telefonico

Data retention, la riforma cancella la condanna fondata sui soli dati di traffico telefonico

Dopo la riforma della data retention va annullata la condanna fondata sul solo elemento del traffico telefonico. Lo afferma, ed è la prima volta, la Cassazione, con la sentenza n. 8968/2022 della Quinta sezione penale. Viene così azzerata la sanzione pronunciata in primo grado e confermata in appello nei confronti di un imputato, accusato di avere fatto da “palo” in due furti in abitazione. Determinante nella condanna, la valorizzazione dei dati di traffico telefonico che avevano permesso di collocare l’interessato in prossimità dei luoghi dove i reati erano stati commessi.

Il concessionario della riscossione ha l'obbligo di conservare la copia della cartella di pagamento

Il concessionario della riscossione ha l'obbligo di conservare la copia della cartella di pagamento

Il concessionario della riscossione ha l'obbligo di conservare la copia della cartella di pagamento, anche quando si sia avvalso delle modalità semplificate di diretta notificazione della stessa a mezzo di raccomandata postale. Lo ha stabilito l'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, con la decisione 4/2022 del 14 marzo. Palazzo Spada ha aggiunto che «qualora il contribuente richieda la copia della cartella di pagamento, e questa non sia concretamente disponibile, il concessionario non si libera dell'obbligo di ostensione attraverso il rilascio del mero estratto di ruolo, ma deve rilasciare una attestazione che dia atto dell'inesistenza della cartella, avendo cura di spiegarne le ragioni».

Controlli sul pc del dipendente: la finalità difensiva non esonera il datore dal rispettare i limiti imposti dalla normativa sulla privacy

Controlli sul pc del dipendente: la finalità difensiva non esonera il datore dal rispettare i limiti imposti dalla normativa sulla privacy

La vicenda trae origine dal licenziamento di una dipendente alla quale era stata contestata la trasmissione a terzi di e-mail contenenti informazioni altamente riservate della società datrice di lavoro. La giurisprudenza torna a pronunciarsi sulla legittimità dei controlli del datore di lavoro sulla posta elettronica del dipendente. Questa volta è il Tribunale di Genova ad affrontare la questione, con sentenza resa lo scorso 14 dicembre, richiamando e facendo propri i principi recentemente elaborati dalla giurisprudenza di legittimità in tema di controlli difensivi alla luce dell'attuale formulazione dell'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, così come modificato dall'articolo 23 del Dlgs. n. 151 del 2015.

Disco verde del Garante Privacy a Banca d'Italia per la gestione degli esposti con l'Intelligenza Artificiale

Disco verde del Garante Privacy a Banca d'Italia per la gestione degli esposti con l'Intelligenza Artificiale

Gestione degli esposti con l'intelligenza artificiale, arriva l'ok del Garante Privacy. L'aggregazione dei dati avverrà per cluster. Del tutto esclusa invece la profilazione dei soggetti citati negli esposti. Nel parere reso il 24 febbraio scorso alla Banca d'Italia, l'authority presieduta da Pasquale Stanzione si sarebbe infatti mostrata favorevole allo schema di regolamento concernente il trattamento dei dati personali effettuato nell'ambito della gestione degli esposti.

Il vademecum per genitori e figli per difendersi dal Revenge Porn

Il vademecum per genitori e figli per difendersi dal Revenge Porn

Risposte rapide contro il revenge porn. Sono quelle che il Garante della privacy si sta apprestando a mettere in campo per evitare che foto e filmati a sfondo sessuale finiscano, contro il volere degli interessati, su internet. Il tempo, in questi casi, è fondamentale per evitare che il materiale “incriminato” si sedimenti nel web e sia più difficile, se non impossibile, rimuoverlo. Il Garante sa di doversi muovere entro 48 ore dal momento della segnalazione da parte della vittima: è quanto gli ha chiesto il decreto legge 139 dello scorso anno, che nell’ampliare i poteri dell’Autorità contro le “vendette pornografiche” online, ha anche dettato i tempi per farlo.

Privacy Day Forum 2025: il servizio dell'Ansa

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