NEWS

Il fisco può imputare a ricavi in nero l'assegno circolare versato sul conto dell’imprenditore anche se la banca rifiuta di rivelare chi lo ha emesso per motivi di privacy

L'assegno circolare versato sul conto dell'imprenditore o del professionista può sempre essere imputato dal fisco a ricavi in nero. Ciò anche se la banca rifiuta di rivelare chi emette il titolo per motivi di privacy. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 24238 dell'8 settembre 2021, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate. Gli Ermellini, accogliendo le ragioni del fisco contro un contribuente che aveva versato un assegno circolare di 52 mila euro imputandolo a una cessione di quote, partono da alcune considerazioni. In presenza di accertamenti bancari svolti, scrive il

Note Autore

Federprivacy Federprivacy

Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati personali, iscritta presso il Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della Legge 4/2013. Email: urp@federprivacy.org 

Prev Il green pass nelle scuole: come deve avvenire il controllo
Next Se il committente esternalizza servizi senza firmare contratti che fissino le clausole privacy tutta la filiera di fornitori e subfornitori paga le sanzioni

Ue, rischio multe per chi non si adegua al Gdpr

Mappa dell'Italia Puglia Molise Campania Abruzzo Marche Lazio Umbria Basilicata Toscana Emilia Romagna Calabria

Rimani aggiornato gratuitamente con la nostra newsletter settimanale
Ho letto l'Informativa Privacy