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Supermercati con telecamere intelligenti per mostrare pubblicità mirata, clienti preoccupati per la privacy

Alcuni supermercati negli Stati Uniti stanno installando telecamere che indovinano età e sesso de cliente nel tentativo di mostrare annunci mirati in tempo reale su schermi video in negozio. Una sorta di profilazione sul posto, per così dire. La nuova tecnologia infatti, che rimane nelle sue prime fasi di sviluppo, è stata lanciata nei negozi di numerosi Stati U.S.A. e viene commercializzata ai rivenditori come un modo per competere con rivali online quali Amazon, che sono in grado di raccogliere quantità massive di dati sui propri clienti.

Ma le telecamere, che sono piccole e difficili da individuare, stanno sollevando preoccupazioni sulla privacy e quanto ad essa correlato. Un Fattore indiscutibilmente inquietante.

Come spiega il quotidiano inglese The Independent, per ora, le telecamere sono solo in una manciata di negozi Kroger, nota catena americana, che possiede all’incirca 2.800 supermercati. Stanno qui testando le telecamere incorporate in un cartellino del prezzo sopra gli scaffali in due negozi nella periferia fuori Cincinnati e Seattle. Gli schermi video collegati agli scaffali possono riprodurre pubblicità e mostrare sconti. Kroger ha affermato che le telecamere indovinano l'età e il sesso di un acquirente, ma le informazioni sono anonime e i dati non vengono archiviati.

Invece delle solite porte in vetro trasparente che consentono ai clienti di vedere all'interno, ci sono schermi video che mostrano annunci pubblicitari. Sopra la maniglia della porta è posizionata una telecamera che può provare a indovinare le età tracciando le iridi per vedere dove stai guardando.

I sostenitori della tecnologia affermano che potrebbe essere vantaggioso per gli acquirenti mostrando loro sconti su misura per loro o attirando l'attenzione sui prodotti in vendita. Anche se le informazioni raccolte sono anonime, possono comunque essere utilizzate in modo invadente per l’utente.

La tecnologia potrebbe anche portare a pratiche discriminatorie, come aumentare i prezzi a seconda dell’atteggiamento dell’utente.

A questo punto si rispolvera il vecchio assioma per cui ci si chiede fino a che punto la tecnologia possa spingersi senza invadere la privacy dell’utente, e come la commercializzazione dei prodotti ci spinga oramai ad ogni misura ritenuta necessaria per poter approvvigionare un profitto maggiore. La privacy come “right to be let alone” sembra sempre più considerata come requisito accessorio della vita del cittadino medio americano.

Note Autore

Amedeo Leone Amedeo Leone

Consulente della sicurezza informatica, Socio membro e Delegato provinciale per Biella di Federprivacy

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